Il saggio si propone di confrontare il concetto di famiglia e di morale sessuale prospettato dal Pci dopo la «Svolta di Salerno» del 1944, con quello che si era delineato al momento della nascita del Partito stesso, nel 1921. L’obiettivo centrale delle ricerca è quello di ampliare il raggio dell’esplorazione all’interno della “tradizione comunista”, per indagarne i caratteri sia a livello di elaborazione teorica che di impianto “pedagogico” e propagandistico, senza rinunciare per questo ad occasionali incursioni nella sfera delle esperienze di vita dei singoli militanti. Le fonti utilizzate spaziano quindi dalla memorialistica alla letteratura, da un ampio spoglio della stampa (“Azione comunista”, “Il Soviet”, “L’Avanguardia”, “Compagna”, “L’Ordine nuovo” “Il Quaderno dell’attivista, “Noi donne”, “l’Unità”) alle autobiografie dei militanti. E ad emergere, in sintesi, è il capovolgimento radicale della percezione stessa del concetto di famiglia che si sarebbe verificato, nell’arco di poco più di un ventennio, nell’universo comunista. Se infatti nel progetto elaborato dal partito di Bordiga e di Gramsci la rottura con la tradizione socialista aveva presupposto una riforma strutturale dell’istituto familiare, in linea con le direttive del PCUS, nel Pci di Togliatti il nucleo familiare (seppur con diverse sfumature) verrà prospettato al popolo comunista non solo come un punto di riferimento centrale dell’impianto propagandistico del partito, ma anche come la «cellula di base» della società futura.

THE FAMILY, SEXUAL MORALITY AND GENDER IDENTITY IN THE COMMUNIST TRADITION IN ITALY / Maria Casalini. - In: MODERN ITALY. - ISSN 1353-2944. - STAMPA. - 18:(2013), pp. 229-244.

THE FAMILY, SEXUAL MORALITY AND GENDER IDENTITY IN THE COMMUNIST TRADITION IN ITALY

CASALINI, MARIA
2013

Abstract

Il saggio si propone di confrontare il concetto di famiglia e di morale sessuale prospettato dal Pci dopo la «Svolta di Salerno» del 1944, con quello che si era delineato al momento della nascita del Partito stesso, nel 1921. L’obiettivo centrale delle ricerca è quello di ampliare il raggio dell’esplorazione all’interno della “tradizione comunista”, per indagarne i caratteri sia a livello di elaborazione teorica che di impianto “pedagogico” e propagandistico, senza rinunciare per questo ad occasionali incursioni nella sfera delle esperienze di vita dei singoli militanti. Le fonti utilizzate spaziano quindi dalla memorialistica alla letteratura, da un ampio spoglio della stampa (“Azione comunista”, “Il Soviet”, “L’Avanguardia”, “Compagna”, “L’Ordine nuovo” “Il Quaderno dell’attivista, “Noi donne”, “l’Unità”) alle autobiografie dei militanti. E ad emergere, in sintesi, è il capovolgimento radicale della percezione stessa del concetto di famiglia che si sarebbe verificato, nell’arco di poco più di un ventennio, nell’universo comunista. Se infatti nel progetto elaborato dal partito di Bordiga e di Gramsci la rottura con la tradizione socialista aveva presupposto una riforma strutturale dell’istituto familiare, in linea con le direttive del PCUS, nel Pci di Togliatti il nucleo familiare (seppur con diverse sfumature) verrà prospettato al popolo comunista non solo come un punto di riferimento centrale dell’impianto propagandistico del partito, ma anche come la «cellula di base» della società futura.
2013
18
229
244
Maria Casalini
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