L’articolo sostiene il legame tra l’alterazione della prospettiva temporale e l’incalzare delle nuove forme del disagio della civiltà. Viene argomentato come l’affermazione delle politiche del neoliberismo in Occidente, fin dagli an-ni Settanta, intrecciata con altri fattori di crisi della società, sia il principale artefice, negli ultimi de-cenni, del dilagare di fenomeni di perdita di solidarietà sociale e di deresponsabilizzazione nella po-polazione, nella direzione del cinismo, dell’edonismo, del consumismo e di altre patologie sociali collegate. È in questo essenziale tramite tra narcisismo e mutamento della prospettiva temporale che è possibile rinvenire una delle cifre più significative della crisi attuale della società occidentale. Il futuro in quest’ottica non può essere concepito come un luogo di certezza e di rassicurazione, lad-dove esso tende sempre di più ad essere teatro di angosce da espropriazione e da catastrofe. Tale problematica trova un’importante chiave di lettura nel concetto di mutazione antropologicanon solo della società, ma anche del carattere individuale delle persone, secondo un inevitabile incremento di tratti disturbati ascrivibili al campo della patologia narcisistica, con il procrastinarsi di stati mentali adolescenziali nei giovani adulti, di una marca patologica, anche con l’avanzare dell’età, negli anni della maturità e nell’età di mezzo. Di fronte a tali fattori di rischio, il pensiero umanistico e la stessa pedagogia gravitano su posizioni di minoranza. La pedagogia è per statuto legata a una finalità precisa, lungo il sentiero della demo-crazia, della libertà, della solidarietà sociale, per formare menti libere, autonome, responsabili, criti-camente consapevoli. Un simile impianto teorico e ventaglio di impostazioni, connessi per principio alle basi più pure del pensiero umanistico, non possono che opporsi ed essere in contraddizione con quei fattori, che alla radice determinano la crisi di oggi e la alimentano in una condizione di stagna-zione, regressione e involuzione sempre più allarmante.

Prospettiva temporale, giovinezza e nuovi disagi della civiltà: considerazioni pedagogiche / Tommaso, Fratini. - In: METIS. - ISSN 2240-9580. - ELETTRONICO. - V:(2015), pp. 17-29.

Prospettiva temporale, giovinezza e nuovi disagi della civiltà: considerazioni pedagogiche

FRATINI, TOMMASO
2015

Abstract

L’articolo sostiene il legame tra l’alterazione della prospettiva temporale e l’incalzare delle nuove forme del disagio della civiltà. Viene argomentato come l’affermazione delle politiche del neoliberismo in Occidente, fin dagli an-ni Settanta, intrecciata con altri fattori di crisi della società, sia il principale artefice, negli ultimi de-cenni, del dilagare di fenomeni di perdita di solidarietà sociale e di deresponsabilizzazione nella po-polazione, nella direzione del cinismo, dell’edonismo, del consumismo e di altre patologie sociali collegate. È in questo essenziale tramite tra narcisismo e mutamento della prospettiva temporale che è possibile rinvenire una delle cifre più significative della crisi attuale della società occidentale. Il futuro in quest’ottica non può essere concepito come un luogo di certezza e di rassicurazione, lad-dove esso tende sempre di più ad essere teatro di angosce da espropriazione e da catastrofe. Tale problematica trova un’importante chiave di lettura nel concetto di mutazione antropologicanon solo della società, ma anche del carattere individuale delle persone, secondo un inevitabile incremento di tratti disturbati ascrivibili al campo della patologia narcisistica, con il procrastinarsi di stati mentali adolescenziali nei giovani adulti, di una marca patologica, anche con l’avanzare dell’età, negli anni della maturità e nell’età di mezzo. Di fronte a tali fattori di rischio, il pensiero umanistico e la stessa pedagogia gravitano su posizioni di minoranza. La pedagogia è per statuto legata a una finalità precisa, lungo il sentiero della demo-crazia, della libertà, della solidarietà sociale, per formare menti libere, autonome, responsabili, criti-camente consapevoli. Un simile impianto teorico e ventaglio di impostazioni, connessi per principio alle basi più pure del pensiero umanistico, non possono che opporsi ed essere in contraddizione con quei fattori, che alla radice determinano la crisi di oggi e la alimentano in una condizione di stagna-zione, regressione e involuzione sempre più allarmante.
2015
V
17
29
Tommaso, Fratini
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