Lo scritto è una riflessione su un’opera di una giovane autrice bangladese che ha meritato l’attenzione della critica internazionale. Un edificio tanto sobrio e razionale nella sua solida tettonica quanto ricco e raffinato nelle sue ramificazioni concettuali, sospese tra echi kahniani e densità storiche. La moschea, dismessa ogni corriva eloquenza di forma e di stile, risale alle fonti più originarie del tipo fondendo senza residui vita profana e tensione al trascendente, quotidianità e incanto, mostrando una costante attenzione alla tramatura sociale in cui l’opera si insedia. The paper is a reflection on a work by a young Bangladeshi author who has deserved the attention of international critics. A building that is as sober and rational in its solid tectonics as it is rich and refined in its conceptual ramifications, suspended between Kahnian echoes and historical density. The mosque, having abandoned all rushed eloquence of form and style, goes back to the most original sources of the type, seamlessly blending profane life and transcendent tension, everyday life and enchantment, showing constant attention to the social fabric in which the building is set.

Marina Tabassum Architects. Con la terra, la luce / Fabrizio Franco Vittorio Arrigoni. - In: FIRENZE ARCHITETTURA. - ISSN 1826-0772. - STAMPA. - 1(2018), pp. 26-33.

Marina Tabassum Architects. Con la terra, la luce

Fabrizio Franco Vittorio Arrigoni
2018

Abstract

Lo scritto è una riflessione su un’opera di una giovane autrice bangladese che ha meritato l’attenzione della critica internazionale. Un edificio tanto sobrio e razionale nella sua solida tettonica quanto ricco e raffinato nelle sue ramificazioni concettuali, sospese tra echi kahniani e densità storiche. La moschea, dismessa ogni corriva eloquenza di forma e di stile, risale alle fonti più originarie del tipo fondendo senza residui vita profana e tensione al trascendente, quotidianità e incanto, mostrando una costante attenzione alla tramatura sociale in cui l’opera si insedia. The paper is a reflection on a work by a young Bangladeshi author who has deserved the attention of international critics. A building that is as sober and rational in its solid tectonics as it is rich and refined in its conceptual ramifications, suspended between Kahnian echoes and historical density. The mosque, having abandoned all rushed eloquence of form and style, goes back to the most original sources of the type, seamlessly blending profane life and transcendent tension, everyday life and enchantment, showing constant attention to the social fabric in which the building is set.
1
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Fabrizio Franco Vittorio Arrigoni
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