Gli infortuni sul lavoro in Italia e in Europa, sebbene tendenzialmente in diminuzione, sono numerosi e, malgrado la crescente attenzione, sono spesso caratterizzati da esiti gravi, anche mortali. I lavori forestali sono attività molto pericolose, gli operatori infatti sono soggetti ad una serie di rischi di varia natura, come quelli legati all’impiego di mezzi ed attrezzature e quelli legati all’ambiente di lavoro naturale. È necessario quindi che la ricerca continui nel suo percorso di analisi dei fattori critici e proponga soluzioni che migliorino le attuali condizioni. Per prevenire è quindi importante conoscere a fondo il lavoro forestale in tutte le sue componenti, ed è fondamentale archiviare, studiare e analizzare la casistica di infortunio per il settore specifico, in modo da poter individuare i principali fattori di rischio e proporre soluzioni che possano ridurli. Questo studio si prefigge di analizzare i dati sugli infortuni forestali disponibili in Toscana, e di valutare l’attendibilità delle fonti informative (INAIL e ASL) evidenziando i problemi sorti nel reperimento di dati specifici per il settore forestale. I dati sono stati forniti dal Centro Regionale Infortuni e Malattie Professionali, e dalle Aziende Sanitarie Locali di Siena e del Mugello, le quali collaborano tutt’ora con l’Università di Firenze nella prevenzione degli infortuni forestali. Sono state ottenute tre diverse serie di dati: dati INAIL per tutto il territorio regionale (2004-2009), dati relativi agli infortuni mortali per la provincia di Siena (2000-2015), dati relativi agli infortuni mortali e non, per la zona del Mugello (2009-2017). Per ciascuna serie sono state analizzate le informazioni disponibili. I risultati hanno mostrato che gli infortuni sono avvenuti principalmente a causa di urti con tronchi e rami, a causa di alberi in caduta, ferite da motosega o per cadute sul terreno naturale del bosco, e sono state procurate ferite e contusioni soprattutto alla testa e alle mani. La maggior parte delle lesioni ha comportato meno di trenta giorni di prognosi ed il numero degli incidenti mortali è stato relativamente basso. I lavori sono stati svolti in gran parte da operatori qualificati e i dati INAIL mostrano un elevato numero di infortuni per la provincia di Siena. Lo studio ha evidenziato l’importanza della formazione professionale e dell’uso dei dispositivi di protezione individuale, ma allo stesso tempo ha confermato che, a causa delle modalità di archiviazione dei dati sugli infortuni, che vedono il lavoro in bosco inserito all’interno del comparto agricolo, le informazioni sono spesso mancanti, incomplete o difficili da reperire. Questo ha reso difficile separare l’attività forestale da quella agricola ed ottenere dati realistici, per entrambe le fonti considerate. Senza una descrizione precisa degli eventi è quindi difficile riuscire a separare le due attività. Riguardo ai dati INAIL le descrizioni sia del lavoro svolto al momento dell’infortunio sia della dinamica sono molto generiche, in quanto le varie informazioni vengono registrate usando dei codici a cui corrispondono delle frasi standard, che non permettono di capire nello specifico cosa stesse effettivamente facendo l’operatore e cosa realmente è accaduto. Nel caso invecedei dati forniti dalle ASL, le descrizioni a volte sono più particolareggiate perché sui referti viene riportato l’accaduto così come viene descritto dal lavoratore, oppure perché si tratta verbali a seguito d’inchiesta. In molti altri casi invece, queste descrizioni sono molto scarse o mancano del tutto. Solo con informazioni complete e facilmente accessibili sarà possibile sviluppare altri studi su questo argomento, e trovare delle soluzioni per aumentare la sicurezza nei lavori forestali.

Analisi dei dati relativi agli infortuni forestali in Toscana / Francesco Neri, Andrea Laschi, Fabio Fabiano, Enrico Marchi. - ELETTRONICO. - (2018), pp. 220-221. ((Intervento presentato al convegno IV Congresso Nazionale di Selvicoltura IV National Congress of Silviculture Torino, 5-9 Novembre 2018.

Analisi dei dati relativi agli infortuni forestali in Toscana

Francesco Neri;Andrea Laschi;Fabio Fabiano;Enrico Marchi
2018

Abstract

Gli infortuni sul lavoro in Italia e in Europa, sebbene tendenzialmente in diminuzione, sono numerosi e, malgrado la crescente attenzione, sono spesso caratterizzati da esiti gravi, anche mortali. I lavori forestali sono attività molto pericolose, gli operatori infatti sono soggetti ad una serie di rischi di varia natura, come quelli legati all’impiego di mezzi ed attrezzature e quelli legati all’ambiente di lavoro naturale. È necessario quindi che la ricerca continui nel suo percorso di analisi dei fattori critici e proponga soluzioni che migliorino le attuali condizioni. Per prevenire è quindi importante conoscere a fondo il lavoro forestale in tutte le sue componenti, ed è fondamentale archiviare, studiare e analizzare la casistica di infortunio per il settore specifico, in modo da poter individuare i principali fattori di rischio e proporre soluzioni che possano ridurli. Questo studio si prefigge di analizzare i dati sugli infortuni forestali disponibili in Toscana, e di valutare l’attendibilità delle fonti informative (INAIL e ASL) evidenziando i problemi sorti nel reperimento di dati specifici per il settore forestale. I dati sono stati forniti dal Centro Regionale Infortuni e Malattie Professionali, e dalle Aziende Sanitarie Locali di Siena e del Mugello, le quali collaborano tutt’ora con l’Università di Firenze nella prevenzione degli infortuni forestali. Sono state ottenute tre diverse serie di dati: dati INAIL per tutto il territorio regionale (2004-2009), dati relativi agli infortuni mortali per la provincia di Siena (2000-2015), dati relativi agli infortuni mortali e non, per la zona del Mugello (2009-2017). Per ciascuna serie sono state analizzate le informazioni disponibili. I risultati hanno mostrato che gli infortuni sono avvenuti principalmente a causa di urti con tronchi e rami, a causa di alberi in caduta, ferite da motosega o per cadute sul terreno naturale del bosco, e sono state procurate ferite e contusioni soprattutto alla testa e alle mani. La maggior parte delle lesioni ha comportato meno di trenta giorni di prognosi ed il numero degli incidenti mortali è stato relativamente basso. I lavori sono stati svolti in gran parte da operatori qualificati e i dati INAIL mostrano un elevato numero di infortuni per la provincia di Siena. Lo studio ha evidenziato l’importanza della formazione professionale e dell’uso dei dispositivi di protezione individuale, ma allo stesso tempo ha confermato che, a causa delle modalità di archiviazione dei dati sugli infortuni, che vedono il lavoro in bosco inserito all’interno del comparto agricolo, le informazioni sono spesso mancanti, incomplete o difficili da reperire. Questo ha reso difficile separare l’attività forestale da quella agricola ed ottenere dati realistici, per entrambe le fonti considerate. Senza una descrizione precisa degli eventi è quindi difficile riuscire a separare le due attività. Riguardo ai dati INAIL le descrizioni sia del lavoro svolto al momento dell’infortunio sia della dinamica sono molto generiche, in quanto le varie informazioni vengono registrate usando dei codici a cui corrispondono delle frasi standard, che non permettono di capire nello specifico cosa stesse effettivamente facendo l’operatore e cosa realmente è accaduto. Nel caso invecedei dati forniti dalle ASL, le descrizioni a volte sono più particolareggiate perché sui referti viene riportato l’accaduto così come viene descritto dal lavoratore, oppure perché si tratta verbali a seguito d’inchiesta. In molti altri casi invece, queste descrizioni sono molto scarse o mancano del tutto. Solo con informazioni complete e facilmente accessibili sarà possibile sviluppare altri studi su questo argomento, e trovare delle soluzioni per aumentare la sicurezza nei lavori forestali.
ABSTRACT BOOK Congresso Nazionale di Selvicoltura
IV Congresso Nazionale di Selvicoltura IV National Congress of Silviculture Torino, 5-9 Novembre 2018
Francesco Neri, Andrea Laschi, Fabio Fabiano, Enrico Marchi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2158/1142387
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