Descrizione del contesto: l’articolo presenta la pratica dell’Autobiografia ragionata di Henri Desroche (1914-1994) all’interno di un più complesso percorso formativo. Utilizzata secondo la rielaborazione proposta da Jean-François Draperi al Conservatoir national des arts et métiers di Parigi, il testo rende anche conto delle ulteriori variazioni messe in atto per adattare tale pratica al caso in oggetto, nel tentativo di aggiornarla senza alterarne natura e scopi. Nel 2014, un’organizzazione professionale di artigiani della provincia di Padova ha finanziato un percorso formativo teso a valorizzare le competenze di alcuni suoi attori-chiave. In una fase di cambiamento organizzativo, si voleva offrire ai partecipanti la possibilità di “fare il punto” sia a livello personale che professionale. I diciotto partecipanti coinvolti si occupavano per lo più di attività di animazione e sostegno agli artigiani del territorio. Metodologie utilizzate: la progettazione e la conduzione di tale percorso è stata affidata a chi scrive, in collaborazione con l’ufficio formazione interno. Concretamente, la formazione è stata strutturata in tre fasi. La prima è stata dedicata all’autobiografia ragionata, praticata come un’attività a sé stante e al tempo stesso come propedeutica alle fasi successive. Nel corso di questa fase, i tre conduttori hanno assunto il ruolo espressamente previsto di “persone-risorsa”, mentre i partecipanti hanno agito in quanto “persone-progetto”. La seconda fase è stata dedicata alla redazione di un portfolio di competenze, con l’ausilio degli strumenti tipici del bilancio di competenze. Infine, la terza fase ha puntato sull’elaborazione collettiva di un referenziale di competenze appropriato all’organismo proponente. Risultati: il testo che segue analizza la prima di queste tre fasi, durante la quale la pratica dell’autobiografia ragionata ha dato un forte impulso all’emersione dei ricchi percorsi di vita e alla progressiva individuazione delle competenze maturate dai soggetti. In particolare, essa ha permesso ai destinatari del percorso di formazione di assumere in pieno il ruolo di attori del processo, riducendo in tal modo le inevitabili asimmetrie in rapporto ai formatori.

Autobiografia ragionata e valorizzazione delle competenze in ambito professionale / Surian Alessio; Frison Daniela; Lago Davide. - In: METIS. - ISSN 2240-9580. - ELETTRONICO. - 1:(2016), pp. 0-0.

Autobiografia ragionata e valorizzazione delle competenze in ambito professionale

Frison Daniela;
2016

Abstract

Descrizione del contesto: l’articolo presenta la pratica dell’Autobiografia ragionata di Henri Desroche (1914-1994) all’interno di un più complesso percorso formativo. Utilizzata secondo la rielaborazione proposta da Jean-François Draperi al Conservatoir national des arts et métiers di Parigi, il testo rende anche conto delle ulteriori variazioni messe in atto per adattare tale pratica al caso in oggetto, nel tentativo di aggiornarla senza alterarne natura e scopi. Nel 2014, un’organizzazione professionale di artigiani della provincia di Padova ha finanziato un percorso formativo teso a valorizzare le competenze di alcuni suoi attori-chiave. In una fase di cambiamento organizzativo, si voleva offrire ai partecipanti la possibilità di “fare il punto” sia a livello personale che professionale. I diciotto partecipanti coinvolti si occupavano per lo più di attività di animazione e sostegno agli artigiani del territorio. Metodologie utilizzate: la progettazione e la conduzione di tale percorso è stata affidata a chi scrive, in collaborazione con l’ufficio formazione interno. Concretamente, la formazione è stata strutturata in tre fasi. La prima è stata dedicata all’autobiografia ragionata, praticata come un’attività a sé stante e al tempo stesso come propedeutica alle fasi successive. Nel corso di questa fase, i tre conduttori hanno assunto il ruolo espressamente previsto di “persone-risorsa”, mentre i partecipanti hanno agito in quanto “persone-progetto”. La seconda fase è stata dedicata alla redazione di un portfolio di competenze, con l’ausilio degli strumenti tipici del bilancio di competenze. Infine, la terza fase ha puntato sull’elaborazione collettiva di un referenziale di competenze appropriato all’organismo proponente. Risultati: il testo che segue analizza la prima di queste tre fasi, durante la quale la pratica dell’autobiografia ragionata ha dato un forte impulso all’emersione dei ricchi percorsi di vita e alla progressiva individuazione delle competenze maturate dai soggetti. In particolare, essa ha permesso ai destinatari del percorso di formazione di assumere in pieno il ruolo di attori del processo, riducendo in tal modo le inevitabili asimmetrie in rapporto ai formatori.
2016
1
0
0
Goal 4: Quality education
Goal 8: Decent work and economic growth
Surian Alessio; Frison Daniela; Lago Davide
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