Il libro ripercorre la proposta politica e l'azione di Riccardo Conti (Firenze 1950-2017) nel suo operato come Assessore all'Urbanistica dapprima alla Provincia di Firenze (1990-2000) e poi alla Regione Toscana (2000-2010). Nella sua gestione politica dei due assessorati e con più evidenza nel secondo, dove poteva contare sul ruolo della Regione nell'emanare leggi di livello regionale, si è attivato per far evolvere e affrancare la disciplina urbanistica dal modello gerarchico messo a punto nel corso del Novecento, verso un modello agerarchico e cooperativo tra le istituzioni (locali e regionali) chiamate a produrre pianificazione territoriale, generale, e attuativa. Era il propulsore di una “nuova intelligenza istituzionale”, da attivare all’inizio di qualsivoglia procedimento amministrativo inerente l'urbanistica, per superare le settorialità e i procedimenti conformativi, tipici dell'azione pubblica. La sua idea è che ci dovesse essere più di un raccordo tra programmazione e pianificazione, e che la seconda dovesse prevalere sulla prima; e al contempo che bisognasse superare l'organizzazione della macchina amministrativa in settori poco dialoganti tra loro, per farla evolvere in macchina organizzata per strategie e per obiettivi da raggiungere, dopo aver definito un piano d'azione comune. Il libro, dando voce a 16 autori, cerca di discutere brevemente questo programma di lavoro politico.
Riccardo Conti, nel suo fare urbanistica / Giuseppe De Luca, Adolfo Moni, Adriano Poggiali. - ELETTRONICO. - (2018), pp. 1-58.
Riccardo Conti, nel suo fare urbanistica
Giuseppe De Luca;
2018
Abstract
Il libro ripercorre la proposta politica e l'azione di Riccardo Conti (Firenze 1950-2017) nel suo operato come Assessore all'Urbanistica dapprima alla Provincia di Firenze (1990-2000) e poi alla Regione Toscana (2000-2010). Nella sua gestione politica dei due assessorati e con più evidenza nel secondo, dove poteva contare sul ruolo della Regione nell'emanare leggi di livello regionale, si è attivato per far evolvere e affrancare la disciplina urbanistica dal modello gerarchico messo a punto nel corso del Novecento, verso un modello agerarchico e cooperativo tra le istituzioni (locali e regionali) chiamate a produrre pianificazione territoriale, generale, e attuativa. Era il propulsore di una “nuova intelligenza istituzionale”, da attivare all’inizio di qualsivoglia procedimento amministrativo inerente l'urbanistica, per superare le settorialità e i procedimenti conformativi, tipici dell'azione pubblica. La sua idea è che ci dovesse essere più di un raccordo tra programmazione e pianificazione, e che la seconda dovesse prevalere sulla prima; e al contempo che bisognasse superare l'organizzazione della macchina amministrativa in settori poco dialoganti tra loro, per farla evolvere in macchina organizzata per strategie e per obiettivi da raggiungere, dopo aver definito un piano d'azione comune. Il libro, dando voce a 16 autori, cerca di discutere brevemente questo programma di lavoro politico.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.