L’ordinamento processuale si disinteressa pressoché completamente delle esigenze di riserbo, incapaci di assurgere a limite generale per l’accertamento dei fatti: l’indagine penale, per sua stessa natura, comporta la continua violazione del diritto alla riservatezza, quantomeno nella sua originaria concezione di ius excludendi alios dalla propria sfera intima di informazioni personali. Nel bilanciamento tra le esigenze soggettive di impedire altrui intrusioni nella propria vita privata e l’interesse alla repressione dei reati ed alla punizione dei colpevoli, le prime soccombono nettamente, scivolando in secondo piano. Nonostante ciò, una cosa è certa: le riflessioni che hanno portato, in Europa, alla adozione del c.d. “pacchetto privacy” del 2016 hanno senz’altro rappresentato uno stimolo anche per il legislatore nazionale, il quale, nel cimentarsi con la riforma delle intercettazioni (c.d. riforma Orlando), è stato guidato dal leitmotiv della maggior tutela della riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni intercettate nel corso delle indagini. Purtroppo, pur con tale nobile intento il modello procedimentale introdotto si presenta alquanto macchinoso e destinato a sollevare non pochi dubbi interpretativi.
Protezione dei dati personali, processo penale e intercettazioni / Marco Torre. - In: DIRITTO PENALE E PROCESSO. - ISSN 1591-5611. - STAMPA. - (2019), pp. 180-187.
Protezione dei dati personali, processo penale e intercettazioni
Marco Torre
2019
Abstract
L’ordinamento processuale si disinteressa pressoché completamente delle esigenze di riserbo, incapaci di assurgere a limite generale per l’accertamento dei fatti: l’indagine penale, per sua stessa natura, comporta la continua violazione del diritto alla riservatezza, quantomeno nella sua originaria concezione di ius excludendi alios dalla propria sfera intima di informazioni personali. Nel bilanciamento tra le esigenze soggettive di impedire altrui intrusioni nella propria vita privata e l’interesse alla repressione dei reati ed alla punizione dei colpevoli, le prime soccombono nettamente, scivolando in secondo piano. Nonostante ciò, una cosa è certa: le riflessioni che hanno portato, in Europa, alla adozione del c.d. “pacchetto privacy” del 2016 hanno senz’altro rappresentato uno stimolo anche per il legislatore nazionale, il quale, nel cimentarsi con la riforma delle intercettazioni (c.d. riforma Orlando), è stato guidato dal leitmotiv della maggior tutela della riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni intercettate nel corso delle indagini. Purtroppo, pur con tale nobile intento il modello procedimentale introdotto si presenta alquanto macchinoso e destinato a sollevare non pochi dubbi interpretativi.| File | Dimensione | Formato | |
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