Chi si occupa di pensioni si trova in genere schiacciato tra Scilla e Cariddi: vorrebbe regole flessibili, per far fronte con la giusta duttilità a un futuro imprevedibile, ma al tempo stesso vorrebbe regole rigide (secondo alcuni, me compreso, da equiparare a leggi costituzionali, e quindi da cambiare solo molto raramente, dopo adeguata riflessione e con ampio consenso) come tutela dal “rischio politico”, inteso però qui in senso “basso”, e cioè il rischio che le regole vengano cambiate (o, semplicemente, le promesse disattese) in funzione dei capricci di chi si trova a governare in un dato momento. Per una Scuola di Scienze Politiche, essere associati all’idea di rischio in senso non tecnico, ma denigrativo, non è un punto d’onore, riconosciamolo. Eppure, possiamo uscire a testa alta dalla sfida: è possibile proporre un sistema di regole rigide fondate però su parametri relativi (e quindi, per definizione, flessibili, perché variabili nel tempo). E questa è anche una scelta di modestia: dall’alto della nostra scienza sappiamo di non sapere (come andrà il futuro) e ne traiamo le debite conseguenze. Non è un successo da poco.

Il sistema previdenziale pubblico tra vincoli e scelte / gustavo de santis. - ELETTRONICO. - (2019), pp. 1-63. [10.36253/978-88-6453-877-8]

Il sistema previdenziale pubblico tra vincoli e scelte

gustavo de santis
2019

Abstract

Chi si occupa di pensioni si trova in genere schiacciato tra Scilla e Cariddi: vorrebbe regole flessibili, per far fronte con la giusta duttilità a un futuro imprevedibile, ma al tempo stesso vorrebbe regole rigide (secondo alcuni, me compreso, da equiparare a leggi costituzionali, e quindi da cambiare solo molto raramente, dopo adeguata riflessione e con ampio consenso) come tutela dal “rischio politico”, inteso però qui in senso “basso”, e cioè il rischio che le regole vengano cambiate (o, semplicemente, le promesse disattese) in funzione dei capricci di chi si trova a governare in un dato momento. Per una Scuola di Scienze Politiche, essere associati all’idea di rischio in senso non tecnico, ma denigrativo, non è un punto d’onore, riconosciamolo. Eppure, possiamo uscire a testa alta dalla sfida: è possibile proporre un sistema di regole rigide fondate però su parametri relativi (e quindi, per definizione, flessibili, perché variabili nel tempo). E questa è anche una scelta di modestia: dall’alto della nostra scienza sappiamo di non sapere (come andrà il futuro) e ne traiamo le debite conseguenze. Non è un successo da poco.
2019
FUP Firenze University Press
978-88-6453-876-1
978-88-6453-877-8
978-88-6453-878-5
gustavo de santis
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