Saggio contenuto all'interno del numero monografico “Viaggi italiani. Paesaggi e territori nella cultura visuale dal boom agli anni del riflusso” a cura di Stefania Parigi e Luca Mazzei. La rivista “Imago. Studi di cinema e di media” è classificata Rivista di fascia A, soggetta a doppio referaggio (con almeno un revisore esterno alla redazione) e alla supervisione di un comitato scientifico internazionale. La rappresentazione del viaggio costituisce un momento di riflessione e una sfida percettiva sempre importante, a maggior ragione in un’Italia in continua trasformazione qual’è quella del Dopoguerra, dove la gente si muove anche virtualmente attraverso i mezzi di comunicazione e dove lo stesso paesaggio è dinamicamente travolto da un inarrestabile processo di cambiamento e di mutazione del territorio. Accanto a ambiti tradizionalmente indagati come la letteratura, il cinema o il documentario, la televisione offre un punto di vista di straordinario interesse anche nei processi di familiarizzazione e di appropriazione che gli italiani talvolta inaugurano per la prima volta con il paesaggio geografico e culturale nazionale. Il saggio prende in esame le inchieste televisive di viaggio nei primi anni del servizio pubblico televisivo, mettendo a confronto le esperienze televisive di viaggio, come Viaggio nella valle del Po di Mario Soldati o Viaggio nel Sud di Virgilio Sabel, con le precedenti esperienze radiofoniche – a partire innanzitutto dal Viaggio in Italia di Guido Piovene – ma anche con le occasioni di costruzione del paesaggio televisivo e le esperienze odeporiche del telespettatore offerte dall’intrattenimento televisivo, come i collegamenti in esterna dei quiz, a partire da Campanile sera. In linea con le nuove tendenze internazionali degli studi sulla televisione, il saggio sottolinea il complesso sistema di appropriazione visiva ma anche di autolegittimazione che fa spesso di tali viaggi il luogo principe dove esibire il mito della modernità e dell’avveniristica potenzialità tecnologica del neonato mezzo televisivo. Al tempo stesso, l’inchiesta diventa il luogo in cui indagare a fondo caratteri e peculiarità della neonata immagine televisiva: la scrittura visiva e la vertigine visiva dello sguardo mobile prevalgono infatti in queste inchieste sullo spirito da cartolina e sullo stereotipo, facendo di queste trasmissioni non solo un momento di peculiare esperienza del viaggio e del paesaggio italiano ma anche il luogo di riflessione sullo sguardo e sull’immagine televisiva stessa. Essay collected in monographic volume "Viaggi italiani. Paesaggi e territori nella cultura visuale dal boom agli anni del riflusso", edited by Stefania Parigi and Luca Mazzei. The journal “Imago. Studi di cinema e di media” is classified A, subject to double peer reviews and subject to the supervision of an international scientific committee. The essay examines travel TV programs of the first decade of Italian TV, showing how the writing and the visual vertigo of the mobile gaze prevail over the postcard spirit and the simple effort to witness stereotypes and focal points of a collective imagination concerning Italian landscape. The representation of the journey is always an important moment of reflection and it offers a perceptual challenge, even more in a continuous transformation such as that of the post-war Italy, where people also move virtually thanks to media and where the landscape itself is dynamically overwhelmed by an unstoppable changing and mutation of the territory. Alongside traditionally fields such as literature, movie or documentary, television offers a point of view of extraordinary interest also in the processes of familiarization and appropriation that Italians sometimes inaugurate for the first time with the national geographical and cultural landscape. The essay examines broadcasts of the first decade of Italian TV, comparing travel television experiences, such as Mario Soldati's Viaggio nella valle del Po or Viaggio nel Sud by Virgilio Sabel, with previous radio experiences - above all Guido Piovene's Viaggio in Italia; it also considers the way of constructing the television landscape and the odeporic experiences of the viewer offered by television entertainment, such as live external quizzes, starting from Campanile sera. According to the new international trends in television studies, the essay underlines the complex system of visual appropriation but also of self-legitimation that often makes these travels the main place to exhibit the myth of modernity and the futuristic technological potential of the newborn television medium. At the same time, virtual TV voyage offers the opportunity to investigate the specific newborn television image: the visual language and the vertigo of the mobile gaze prevail in these investigations on postcard and stereotype, making these TV broadcasts not only a moment of peculiar experience of travel and Italian landscape but also a place to exhibit the potential of the gaze and of the television image itself.
Inventario delle cose italiane e scorribande. Il viaggio nella televisione degli esordi / Paola Valentini. - In: IMAGO. - ISSN 2038-5536. - STAMPA. - 18:(2018), pp. 79-96.
Inventario delle cose italiane e scorribande. Il viaggio nella televisione degli esordi
Paola Valentini
2018
Abstract
Saggio contenuto all'interno del numero monografico “Viaggi italiani. Paesaggi e territori nella cultura visuale dal boom agli anni del riflusso” a cura di Stefania Parigi e Luca Mazzei. La rivista “Imago. Studi di cinema e di media” è classificata Rivista di fascia A, soggetta a doppio referaggio (con almeno un revisore esterno alla redazione) e alla supervisione di un comitato scientifico internazionale. La rappresentazione del viaggio costituisce un momento di riflessione e una sfida percettiva sempre importante, a maggior ragione in un’Italia in continua trasformazione qual’è quella del Dopoguerra, dove la gente si muove anche virtualmente attraverso i mezzi di comunicazione e dove lo stesso paesaggio è dinamicamente travolto da un inarrestabile processo di cambiamento e di mutazione del territorio. Accanto a ambiti tradizionalmente indagati come la letteratura, il cinema o il documentario, la televisione offre un punto di vista di straordinario interesse anche nei processi di familiarizzazione e di appropriazione che gli italiani talvolta inaugurano per la prima volta con il paesaggio geografico e culturale nazionale. Il saggio prende in esame le inchieste televisive di viaggio nei primi anni del servizio pubblico televisivo, mettendo a confronto le esperienze televisive di viaggio, come Viaggio nella valle del Po di Mario Soldati o Viaggio nel Sud di Virgilio Sabel, con le precedenti esperienze radiofoniche – a partire innanzitutto dal Viaggio in Italia di Guido Piovene – ma anche con le occasioni di costruzione del paesaggio televisivo e le esperienze odeporiche del telespettatore offerte dall’intrattenimento televisivo, come i collegamenti in esterna dei quiz, a partire da Campanile sera. In linea con le nuove tendenze internazionali degli studi sulla televisione, il saggio sottolinea il complesso sistema di appropriazione visiva ma anche di autolegittimazione che fa spesso di tali viaggi il luogo principe dove esibire il mito della modernità e dell’avveniristica potenzialità tecnologica del neonato mezzo televisivo. Al tempo stesso, l’inchiesta diventa il luogo in cui indagare a fondo caratteri e peculiarità della neonata immagine televisiva: la scrittura visiva e la vertigine visiva dello sguardo mobile prevalgono infatti in queste inchieste sullo spirito da cartolina e sullo stereotipo, facendo di queste trasmissioni non solo un momento di peculiare esperienza del viaggio e del paesaggio italiano ma anche il luogo di riflessione sullo sguardo e sull’immagine televisiva stessa. Essay collected in monographic volume "Viaggi italiani. Paesaggi e territori nella cultura visuale dal boom agli anni del riflusso", edited by Stefania Parigi and Luca Mazzei. The journal “Imago. Studi di cinema e di media” is classified A, subject to double peer reviews and subject to the supervision of an international scientific committee. The essay examines travel TV programs of the first decade of Italian TV, showing how the writing and the visual vertigo of the mobile gaze prevail over the postcard spirit and the simple effort to witness stereotypes and focal points of a collective imagination concerning Italian landscape. The representation of the journey is always an important moment of reflection and it offers a perceptual challenge, even more in a continuous transformation such as that of the post-war Italy, where people also move virtually thanks to media and where the landscape itself is dynamically overwhelmed by an unstoppable changing and mutation of the territory. Alongside traditionally fields such as literature, movie or documentary, television offers a point of view of extraordinary interest also in the processes of familiarization and appropriation that Italians sometimes inaugurate for the first time with the national geographical and cultural landscape. The essay examines broadcasts of the first decade of Italian TV, comparing travel television experiences, such as Mario Soldati's Viaggio nella valle del Po or Viaggio nel Sud by Virgilio Sabel, with previous radio experiences - above all Guido Piovene's Viaggio in Italia; it also considers the way of constructing the television landscape and the odeporic experiences of the viewer offered by television entertainment, such as live external quizzes, starting from Campanile sera. According to the new international trends in television studies, the essay underlines the complex system of visual appropriation but also of self-legitimation that often makes these travels the main place to exhibit the myth of modernity and the futuristic technological potential of the newborn television medium. At the same time, virtual TV voyage offers the opportunity to investigate the specific newborn television image: the visual language and the vertigo of the mobile gaze prevail in these investigations on postcard and stereotype, making these TV broadcasts not only a moment of peculiar experience of travel and Italian landscape but also a place to exhibit the potential of the gaze and of the television image itself.| File | Dimensione | Formato | |
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