North sea has always represented not a boundary, but a route of communication, to such an extent that it has for long time been identified as a significant geographical area of linguistic and cultural contact, at least as far-back as Pliny and Tacitus who identified the Germanic tribes “dwelling next the ocean” as an independent group of strongly related populations, i.e. the ‘ingaevones’. The history of the North Sea populations was indeed shaped by migrations, trade contacts and conquests since the beginning. These gave rise to multilingual and multicultural communities. The history of writing among these people was characterized by multilingual activity and choices between codes of different status and functions, first between Latin and the vernaculars, later between more or less institutionalized varieties of vernaculars. Nevertheless only recently has North Sea received much scholarly attention in terms of language contact rather than cultural contact. The present issue aims to fill this gap, focussing on any linguistic, literary and philological aspect concerning the Germanic languages spoken in the North Sea area Il Mare del Nord è da sempre una via di comunicazione piuttosto che un confine, a tal punto da rappresentare una significativa area geografica di contatto linguistico e culturale fin dai tempi di Plinio o Tacito che vedevano nelle tribù germaniche “ proximi Oceano” un gruppo indipendente di popolazioni strettamente interrelate, i cosiddetti Ingevoni. Fin dai suoi albori, la storia degli abitanti del Mare del Nord è appunto fatta di migrazioni, contatti commerciali e conquiste. Non diversamente, la storia della scrittura dei popoli del Mare del Nord si caratterizza per l’attività multilingue e per l’alterno rapporto tra sistemi di diverso status e di diversa funzionalità, inizialmente tra latino e il vernacolo, poi tra i vernacoli più o meno istituzionalizzati. Ciononostante, l’area del Mare del Nord ha ricevuto la dovuta attenzione solo recentemente e in termini di contatto linguistico piuttosto che culturale. Il nono volume della rivista mira a colmare questa lacuna e si propone di raccogliere contributi soprattutto sulle altre aree: antico frisone, e medio nederlandese, a meno che i saggi valutino comparativamente, sul piano linguistico o letterario, tutte o parte delle tradizioni ingevoni.
Le Lingue del Mare del Nord / North Sea Languages / Letizia Vezzosi. - In: FILOLOGIA GERMANICA. - ISSN 2036-8992. - STAMPA. - (2017), pp. 1-263.
Le Lingue del Mare del Nord / North Sea Languages
Letizia Vezzosi
2017
Abstract
North sea has always represented not a boundary, but a route of communication, to such an extent that it has for long time been identified as a significant geographical area of linguistic and cultural contact, at least as far-back as Pliny and Tacitus who identified the Germanic tribes “dwelling next the ocean” as an independent group of strongly related populations, i.e. the ‘ingaevones’. The history of the North Sea populations was indeed shaped by migrations, trade contacts and conquests since the beginning. These gave rise to multilingual and multicultural communities. The history of writing among these people was characterized by multilingual activity and choices between codes of different status and functions, first between Latin and the vernaculars, later between more or less institutionalized varieties of vernaculars. Nevertheless only recently has North Sea received much scholarly attention in terms of language contact rather than cultural contact. The present issue aims to fill this gap, focussing on any linguistic, literary and philological aspect concerning the Germanic languages spoken in the North Sea area Il Mare del Nord è da sempre una via di comunicazione piuttosto che un confine, a tal punto da rappresentare una significativa area geografica di contatto linguistico e culturale fin dai tempi di Plinio o Tacito che vedevano nelle tribù germaniche “ proximi Oceano” un gruppo indipendente di popolazioni strettamente interrelate, i cosiddetti Ingevoni. Fin dai suoi albori, la storia degli abitanti del Mare del Nord è appunto fatta di migrazioni, contatti commerciali e conquiste. Non diversamente, la storia della scrittura dei popoli del Mare del Nord si caratterizza per l’attività multilingue e per l’alterno rapporto tra sistemi di diverso status e di diversa funzionalità, inizialmente tra latino e il vernacolo, poi tra i vernacoli più o meno istituzionalizzati. Ciononostante, l’area del Mare del Nord ha ricevuto la dovuta attenzione solo recentemente e in termini di contatto linguistico piuttosto che culturale. Il nono volume della rivista mira a colmare questa lacuna e si propone di raccogliere contributi soprattutto sulle altre aree: antico frisone, e medio nederlandese, a meno che i saggi valutino comparativamente, sul piano linguistico o letterario, tutte o parte delle tradizioni ingevoni.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



