Tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del Duemila l’Italia prende parte ad un progetto europeo denominato Polite (acronimo di Pari Opportunità nei LIbri di TEsto), ad oggi l’esperienza di ricerca e di intervento più capillare realizzata nel nostro paese, volta a promuovere il principio della parità di genere nei saperi scolastici. Polite si inserisce a pieno diritto nel solco aperto dal Quarto Programma d’Azione per la promozione delle pari opportunità (1996-2000) che mira a sostenere esperienze e politiche che riconoscano, valorizzino e diano forza alla cultura di entrambi i generi, in tal modo oltrepassando l’ottica della tutela del genere debole. Polite si configura come un progetto a rete, che ha coinvolto diversi partner italiani – tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità e l’AIE (Associazione Italiana Editori) – e due partner transnazionali, il Portogallo (Commissao para igualdade e para os diritos das mulheres) e la Spagna (Federation de Gremios de Editores). Scopo del progetto Polite è promuovere una riflessione culturale, didattica ed editoriale il cui esito sia quello di ripensare i libri di testo in modo tale che donne e uomini, protagonisti della cultura, della storia, della politica e della scienza siano presenti sui libri di testo senza discriminazioni di sesso. Più in generale, Polite vuole garantire che l’immagine di donne e uomini sia trattata in modo equilibrato nei libri di studio, così che l’analisi del mondo contemporaneo e la costruzione dei saperi per le nuove generazioni proceda sulla strada di una migliore consapevolezza delle identità di genere, in grado di favorire nuove e diverse relazioni fra uomini e donne. È proprio nella scuola, infatti, che il riconoscimento delle differenze può diventare una possibilità reale e praticabile di crescita collettiva e, quindi, patrimonio personale di tutti i giovani, in una prospettiva di uguaglianza delle opportunità. Se la scuola viene scelta come luogo ideale per innescare il cambiamento, è necessario che abbia a disposizione strumenti operativi adeguati ed è a tale scopo che il progetto Polite ha elaborato un Codice di autoregolamentazione degli editori, affinché la prospettiva di genere divenga criterio orientativo nella stesura dei libri di testo. Il Codice è stato adottato da tutti gli editori italiani associati all’AIE (Associazione Italiana Editori). Partendo da queste premesse il presente contributo intende ricostruire la storia del progetto Polite e soprattutto dare una valutazione di medio periodo sugli effetti che ha prodotto nell’ultimo ventennio. Attingendo a studi e ricerche empiriche sulla rappresentazione dei generi nei libri di testo – in particolare nei testi della scuola primaria – si dimostrerà che le indicazioni del Polite sono ancora oggi largamente disattese e che il libri di testo continuano a tramandare alle nuove generazioni di bambine e bambini una cultura androcentrica e sessista.

Il progetto POLITE venti anni dopo: una ricognizione critica sulla situazione italiana / Irene Biemmi. - In: RICERCHE STORICHE. - ISSN 0392-162X. - STAMPA. - (2019), pp. 43-55.

Il progetto POLITE venti anni dopo: una ricognizione critica sulla situazione italiana

Irene Biemmi
2019

Abstract

Tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del Duemila l’Italia prende parte ad un progetto europeo denominato Polite (acronimo di Pari Opportunità nei LIbri di TEsto), ad oggi l’esperienza di ricerca e di intervento più capillare realizzata nel nostro paese, volta a promuovere il principio della parità di genere nei saperi scolastici. Polite si inserisce a pieno diritto nel solco aperto dal Quarto Programma d’Azione per la promozione delle pari opportunità (1996-2000) che mira a sostenere esperienze e politiche che riconoscano, valorizzino e diano forza alla cultura di entrambi i generi, in tal modo oltrepassando l’ottica della tutela del genere debole. Polite si configura come un progetto a rete, che ha coinvolto diversi partner italiani – tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità e l’AIE (Associazione Italiana Editori) – e due partner transnazionali, il Portogallo (Commissao para igualdade e para os diritos das mulheres) e la Spagna (Federation de Gremios de Editores). Scopo del progetto Polite è promuovere una riflessione culturale, didattica ed editoriale il cui esito sia quello di ripensare i libri di testo in modo tale che donne e uomini, protagonisti della cultura, della storia, della politica e della scienza siano presenti sui libri di testo senza discriminazioni di sesso. Più in generale, Polite vuole garantire che l’immagine di donne e uomini sia trattata in modo equilibrato nei libri di studio, così che l’analisi del mondo contemporaneo e la costruzione dei saperi per le nuove generazioni proceda sulla strada di una migliore consapevolezza delle identità di genere, in grado di favorire nuove e diverse relazioni fra uomini e donne. È proprio nella scuola, infatti, che il riconoscimento delle differenze può diventare una possibilità reale e praticabile di crescita collettiva e, quindi, patrimonio personale di tutti i giovani, in una prospettiva di uguaglianza delle opportunità. Se la scuola viene scelta come luogo ideale per innescare il cambiamento, è necessario che abbia a disposizione strumenti operativi adeguati ed è a tale scopo che il progetto Polite ha elaborato un Codice di autoregolamentazione degli editori, affinché la prospettiva di genere divenga criterio orientativo nella stesura dei libri di testo. Il Codice è stato adottato da tutti gli editori italiani associati all’AIE (Associazione Italiana Editori). Partendo da queste premesse il presente contributo intende ricostruire la storia del progetto Polite e soprattutto dare una valutazione di medio periodo sugli effetti che ha prodotto nell’ultimo ventennio. Attingendo a studi e ricerche empiriche sulla rappresentazione dei generi nei libri di testo – in particolare nei testi della scuola primaria – si dimostrerà che le indicazioni del Polite sono ancora oggi largamente disattese e che il libri di testo continuano a tramandare alle nuove generazioni di bambine e bambini una cultura androcentrica e sessista.
2019
43
55
Irene Biemmi
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