Design e arte sono due ambiti creativi che spesso si sovrappongono e si contaminano l’uno con l’altro, due mondi contigui con diversi punti di congiunzione, in costante trasformazione e rielaborazione dei propri modelli. È una linea sottile che divide la sostanziale differenza tra i due e risiede nel processo produttivo, in quanto l’arte è opera unica, originale, irripetibile e come tale non è sottoposta a svolgere attività specifiche, il design invece è un prodotto che deve dare risposte univoche e razionali per soddisfare le esigenze della società. Esistono però indubbiamente delle relazioni concrete tra arte e design, che non si possono ridurre a semplici compromissioni stilistiche, analogie che derivano da punti di contatto, trasformazioni necessarie per chi opera al margine della creatività, dove l'uno rigenera l'altro. L’arte e il design hanno in comune l'atto creativo in quanto pensano e agiscono in modo originale per raccontare la vita e trovare nuove soluzioni che contribuiscono al benessere psichico-fisico, e portano il fruitore ad avere una sensazione di desiderabilità. C’è un margine, una linea neutra, una linea senza spessore, permeabile, che consente il passaggio dei saperi acquisiti ma che al tempo stesso mantiene la connessione tra le parti. Una soglia che diventa un campo di ricerca dove si incontrano ambiti diversi ma affini. Una terra di mezzo, che non appartiene né all’arte e né al design. È il luogo della creazione, è lo spazio della contaminazione continua, dove l’uno si è “imbrigliato” con l’altra parte, una mescolanza di linguaggi dove ogni artista-designer gioca il proprio ruolo mettendo in atto le proprie conoscenze e tecniche espressive, dove il tempo delle cose non è e non appartiene ad un sistema o ad una categoria ben precisa e ben delimitata. Un luogo di passaggio il cui scopo è oltrepassare e far filtrare i saperi, o prenderli in prestito, per definire se un prodotto è design o arte. E qui nello spazio d'incontro, indefinito e labile, il margine si assottiglia, senza più sapere dove inizia l'uno e dove finisce l'altro, come la battigia tra terra e mare, nella contaminazione sparisce il confine generando un nuovo sistema, un altro approccio e un'altra metodologia: il Designart o l'Artdesign.

Margine tra Arte e Design / Francesco Armato. - In: GUD. GENOVA UNIVERSITÀ DESIGN. - ISSN 1720-075X. - STAMPA. - (2020), pp. 65-72.

Margine tra Arte e Design

Francesco Armato
2020

Abstract

Design e arte sono due ambiti creativi che spesso si sovrappongono e si contaminano l’uno con l’altro, due mondi contigui con diversi punti di congiunzione, in costante trasformazione e rielaborazione dei propri modelli. È una linea sottile che divide la sostanziale differenza tra i due e risiede nel processo produttivo, in quanto l’arte è opera unica, originale, irripetibile e come tale non è sottoposta a svolgere attività specifiche, il design invece è un prodotto che deve dare risposte univoche e razionali per soddisfare le esigenze della società. Esistono però indubbiamente delle relazioni concrete tra arte e design, che non si possono ridurre a semplici compromissioni stilistiche, analogie che derivano da punti di contatto, trasformazioni necessarie per chi opera al margine della creatività, dove l'uno rigenera l'altro. L’arte e il design hanno in comune l'atto creativo in quanto pensano e agiscono in modo originale per raccontare la vita e trovare nuove soluzioni che contribuiscono al benessere psichico-fisico, e portano il fruitore ad avere una sensazione di desiderabilità. C’è un margine, una linea neutra, una linea senza spessore, permeabile, che consente il passaggio dei saperi acquisiti ma che al tempo stesso mantiene la connessione tra le parti. Una soglia che diventa un campo di ricerca dove si incontrano ambiti diversi ma affini. Una terra di mezzo, che non appartiene né all’arte e né al design. È il luogo della creazione, è lo spazio della contaminazione continua, dove l’uno si è “imbrigliato” con l’altra parte, una mescolanza di linguaggi dove ogni artista-designer gioca il proprio ruolo mettendo in atto le proprie conoscenze e tecniche espressive, dove il tempo delle cose non è e non appartiene ad un sistema o ad una categoria ben precisa e ben delimitata. Un luogo di passaggio il cui scopo è oltrepassare e far filtrare i saperi, o prenderli in prestito, per definire se un prodotto è design o arte. E qui nello spazio d'incontro, indefinito e labile, il margine si assottiglia, senza più sapere dove inizia l'uno e dove finisce l'altro, come la battigia tra terra e mare, nella contaminazione sparisce il confine generando un nuovo sistema, un altro approccio e un'altra metodologia: il Designart o l'Artdesign.
2020
65
72
Francesco Armato
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