Il saggio analizza parte della produzione dei Ballets Russes ispirata alla Commedia dell'Arte, immortale lascito per la danza rappresentativa con tutte le sue innumerevoli potenzialità performative e psicologiche, un modello di inesauribile fascino per molti coreografi del panorama contemporaneo, sia nella sua riproposizione più fedele che nella prova di riscritture più o meno originali e convincenti. In particolare si analizza "Petrushka". Se nel sentiero della tradizione la ‘maschera’ di Nijinsky viene mirabilmente riproposta, quasi un omaggio allo specchio, dall’accurata quanto geniale e sempre creativa ricerca filologica di Rudolf Nureyev, una delle riscritture più convincenti degli ultimi anni è senza dubbio quella proposta da Virgilio Sieni, che si avvicina al capolavoro di Fokin nel 2018, dopo un lungo lavoro di riflessione sulla produzione dei Balletti Russi: prima con "Apollon" (1989, da "Apollon Musagète" di Balanchine-Stravinsky) e poi con "Sacre" (2015, da "Le sacre du printemps" di Nijinsky-Stravinsky). Un viaggio che gli consente di restituire attraverso le complesse potenzialità del corpo eloquente, dalla gestualità al contempo espressiva e astratta, una riflessione più ampia e profonda sulla condizione umana.

I Ballets Russes e la Commedia dell’Arte: tradizioni e riscritture / pagnini caterina. - In: COMMEDIA DELL'ARTE. - ISSN 1974-1294. - STAMPA. - Nuova serie n. 2:(2021), pp. 89-94.

I Ballets Russes e la Commedia dell’Arte: tradizioni e riscritture

pagnini caterina
2021

Abstract

Il saggio analizza parte della produzione dei Ballets Russes ispirata alla Commedia dell'Arte, immortale lascito per la danza rappresentativa con tutte le sue innumerevoli potenzialità performative e psicologiche, un modello di inesauribile fascino per molti coreografi del panorama contemporaneo, sia nella sua riproposizione più fedele che nella prova di riscritture più o meno originali e convincenti. In particolare si analizza "Petrushka". Se nel sentiero della tradizione la ‘maschera’ di Nijinsky viene mirabilmente riproposta, quasi un omaggio allo specchio, dall’accurata quanto geniale e sempre creativa ricerca filologica di Rudolf Nureyev, una delle riscritture più convincenti degli ultimi anni è senza dubbio quella proposta da Virgilio Sieni, che si avvicina al capolavoro di Fokin nel 2018, dopo un lungo lavoro di riflessione sulla produzione dei Balletti Russi: prima con "Apollon" (1989, da "Apollon Musagète" di Balanchine-Stravinsky) e poi con "Sacre" (2015, da "Le sacre du printemps" di Nijinsky-Stravinsky). Un viaggio che gli consente di restituire attraverso le complesse potenzialità del corpo eloquente, dalla gestualità al contempo espressiva e astratta, una riflessione più ampia e profonda sulla condizione umana.
Nuova serie n. 2
89
94
pagnini caterina
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