L’articolo si propone di tracciare la lettura della figura di Dorje Shugden (rdo rje shugs ldan), indicato spesso come Dolgyal (dol rgyal), dal punto di vista dell’Autorità centrale tibetana e del Governo cinese. Dopo una breve introduzione sul percorso storico della scuola Gelugpa (dge lugs pa), fino al raggiungimento del potere nel XVII secolo, sotto la guida del quinto Dalai Lama, il testo si concentra sulla frattura interna alla scuola, imperniata sull’interpretazione di Dorje Shugden, considerato dai suoi seguaci un Protettore del Dharma (sanscr. dharmapāla, tib. chos skyong), in opposizione alle considerazioni del quattordicesimo Dalai Lama, che ha interrotto la pratica di propiziare Shugden nel 1975, primariamente a causa di tre ragioni: 1) il pericolo della degenerazione del buddhismo tibetano in un culto degli spiriti; 2) gli ostacoli all’unità tra le diverse scuole del buddhismo tibetano, nel solco di una più ampia concordia tra le diverse religioni; 3) contrario al benessere della società tibetana. Attraverso l’analisi dei documenti e dei comunicati delle istituzioni che fanno capo al Governo tibetano in esilio e dell’informazione cinese emerge chiaro l’interesse, della Repubblica Popolare, verso una crepa nell’universo tibetano che ruota intorno al Dalai Lama ed all’interno della quale si delineano spazi di manovra per la propaganda cinese, con il fine di delegittimare il leader religioso e politico agli occhi della comunità internazionale. La saldatura tra seguaci di Dorje Shugden e la Cina Popolare affiora negli articoli e comunicati cinesi che sposano le tesi degli oppositori del Dalai Lama, così come nella lettura della versione cinese di un sito internet dei seguaci di Dolgyal.

La lotta politica di Dharamsala e Pechino intorno a Dorje Shugden / Matteo Miele. - In: CHRONICA MUNDI. - ISSN 2239-7515. - STAMPA. - 1:(2011), pp. 155-170.

La lotta politica di Dharamsala e Pechino intorno a Dorje Shugden

Matteo Miele
2011

Abstract

L’articolo si propone di tracciare la lettura della figura di Dorje Shugden (rdo rje shugs ldan), indicato spesso come Dolgyal (dol rgyal), dal punto di vista dell’Autorità centrale tibetana e del Governo cinese. Dopo una breve introduzione sul percorso storico della scuola Gelugpa (dge lugs pa), fino al raggiungimento del potere nel XVII secolo, sotto la guida del quinto Dalai Lama, il testo si concentra sulla frattura interna alla scuola, imperniata sull’interpretazione di Dorje Shugden, considerato dai suoi seguaci un Protettore del Dharma (sanscr. dharmapāla, tib. chos skyong), in opposizione alle considerazioni del quattordicesimo Dalai Lama, che ha interrotto la pratica di propiziare Shugden nel 1975, primariamente a causa di tre ragioni: 1) il pericolo della degenerazione del buddhismo tibetano in un culto degli spiriti; 2) gli ostacoli all’unità tra le diverse scuole del buddhismo tibetano, nel solco di una più ampia concordia tra le diverse religioni; 3) contrario al benessere della società tibetana. Attraverso l’analisi dei documenti e dei comunicati delle istituzioni che fanno capo al Governo tibetano in esilio e dell’informazione cinese emerge chiaro l’interesse, della Repubblica Popolare, verso una crepa nell’universo tibetano che ruota intorno al Dalai Lama ed all’interno della quale si delineano spazi di manovra per la propaganda cinese, con il fine di delegittimare il leader religioso e politico agli occhi della comunità internazionale. La saldatura tra seguaci di Dorje Shugden e la Cina Popolare affiora negli articoli e comunicati cinesi che sposano le tesi degli oppositori del Dalai Lama, così come nella lettura della versione cinese di un sito internet dei seguaci di Dolgyal.
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Matteo Miele
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