Il PRG di Reggio Emilia inserisce l’area di proprietà di RETE all’interno di un ambito di riqualificazione urbana, per il quale è prevista l’elaborazione di un PRU che ha come finalità il miglioramento della qualità ambientale e architettonica dello spazio urbano, al fine di eliminare le condizioni di abbandono e di degrado edilizio, ambientale e sociale che investono le aree urbanizzate (L.R. 19/98, Regione Emilia Romagna.) Il tema progettuale, in termini urbanistici e architettonici, era pertanto la creazione di una nuova “centralità”, in grado di valorizzare, connettendole, le uniche emergenze urbane presenti nella zona: una emergenza naturalistico ambientale a sud (il parco urbano “Campo di Marte”) e una emergenza naturalistico ambientale, ma pure storico monumentale, a nord (il complesso dell’ex S. Lazzaro, campus universitario). La previsione di una riconversione dell’area a usi prevalentemente residenziali va nella direzione della massima rivitalizzazione dell’ambito, tenuto anche conto dell’immediata prossimità con le strutture per l’istruzione (scuola materna, scuola elementare e scuola media). Il ruolo “centrale” dell’area riqualificata è ottenuto grazie alla morfologia adottata, basata sul ridisegno dell’insediamento secondo due direttrici principali di connessione, in direzione nord-sud, che si conformano come strade “urbane” assolutamente pedonalizzate, contenute fra le quinte edificate. I percorsi veicolari sono sempre separati, raggiungendo gli edifici sul lato opposto, in modo da non intersecare mai il sistema dei percorsi pedonali che si articolano, senza soluzione di continuità, a partire dall’estremo sud del parco “Campo di Marte”, fino a raggiungere i fronti della via Emilia e di via 1° Maggio. I percorsi pedonali (e ciclabili) sono continuamente mutevoli, con un passaggio graduale e alternato fra zone esclusivamente a parco e altre in cui è riproposta la spazialità urbana della città storica, fatta di condivisione fra gli abitanti degli spazi di vita esterni. Sono gerarchicamente organizzati e interconnessi con il percorso ciclopedonale principale che attraversa il parco, penetra nel nuovo insediamento, usufruisce della riqualificazione del verde esistente e si conclude riallacciandosi al verde del campus universitario. E’ pure prevista la ricollocazione, con piena fruibilità a livello terreno, degli uffici e servizi pubblici già presenti sull’area (circoscrizioni, biblioteca, ecc.), nonché la possibilità di insediare alloggi protetti per anziani. L’intervento progettuale che si attua nel rispetto delle regole della tripartizione e del mix funzionale previsti dal PRG vigente, è costituito da un complesso residenziale e terziario, unitario e omogeneo, suddivisibile in due subcomparti di attuazione.

Programma di riqualificazione urbana "Ospizio", Reggio Emilia / Alberto Manfredini. - (2005).

Programma di riqualificazione urbana "Ospizio", Reggio Emilia

Alberto Manfredini
2005

Abstract

Il PRG di Reggio Emilia inserisce l’area di proprietà di RETE all’interno di un ambito di riqualificazione urbana, per il quale è prevista l’elaborazione di un PRU che ha come finalità il miglioramento della qualità ambientale e architettonica dello spazio urbano, al fine di eliminare le condizioni di abbandono e di degrado edilizio, ambientale e sociale che investono le aree urbanizzate (L.R. 19/98, Regione Emilia Romagna.) Il tema progettuale, in termini urbanistici e architettonici, era pertanto la creazione di una nuova “centralità”, in grado di valorizzare, connettendole, le uniche emergenze urbane presenti nella zona: una emergenza naturalistico ambientale a sud (il parco urbano “Campo di Marte”) e una emergenza naturalistico ambientale, ma pure storico monumentale, a nord (il complesso dell’ex S. Lazzaro, campus universitario). La previsione di una riconversione dell’area a usi prevalentemente residenziali va nella direzione della massima rivitalizzazione dell’ambito, tenuto anche conto dell’immediata prossimità con le strutture per l’istruzione (scuola materna, scuola elementare e scuola media). Il ruolo “centrale” dell’area riqualificata è ottenuto grazie alla morfologia adottata, basata sul ridisegno dell’insediamento secondo due direttrici principali di connessione, in direzione nord-sud, che si conformano come strade “urbane” assolutamente pedonalizzate, contenute fra le quinte edificate. I percorsi veicolari sono sempre separati, raggiungendo gli edifici sul lato opposto, in modo da non intersecare mai il sistema dei percorsi pedonali che si articolano, senza soluzione di continuità, a partire dall’estremo sud del parco “Campo di Marte”, fino a raggiungere i fronti della via Emilia e di via 1° Maggio. I percorsi pedonali (e ciclabili) sono continuamente mutevoli, con un passaggio graduale e alternato fra zone esclusivamente a parco e altre in cui è riproposta la spazialità urbana della città storica, fatta di condivisione fra gli abitanti degli spazi di vita esterni. Sono gerarchicamente organizzati e interconnessi con il percorso ciclopedonale principale che attraversa il parco, penetra nel nuovo insediamento, usufruisce della riqualificazione del verde esistente e si conclude riallacciandosi al verde del campus universitario. E’ pure prevista la ricollocazione, con piena fruibilità a livello terreno, degli uffici e servizi pubblici già presenti sull’area (circoscrizioni, biblioteca, ecc.), nonché la possibilità di insediare alloggi protetti per anziani. L’intervento progettuale che si attua nel rispetto delle regole della tripartizione e del mix funzionale previsti dal PRG vigente, è costituito da un complesso residenziale e terziario, unitario e omogeneo, suddivisibile in due subcomparti di attuazione.
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