L’architettura della città dovrebbe mirare alla lunga durata. Il suo linguaggio dovrebbe rifuggire dalle mode. Il progetto del complesso multifunzionale, nell’area nord di Reggio Emilia, in prossimità e in corrispondenza della nuova stazione dell’Alta Velocità, vorrebbe sottolineare i due concetti sopraesposti, ribadendo l’assunto che l’architettura deve essere prima di tutto una costruzione razionale, una costruzione in cui “ogni elemento è al posto che gli compete e le cui interconnessioni obbediscono alle leggi della ragione”. Questo avviene con l’uso di elementi uguali, fissi e ripetuti in grado di individuare l’identità del complesso architettonico con strumenti e organizzazioni spaziali tipici dell’architettura di sempre. Il tessuto connettivo articolato in piazze, slarghi, connessioni pedonali per la “gente”, omogeneizza tra loro edifici a vocazione direzionale (centro congressi, uffici, albergo, centro commerciale, ecc.) caratterizzati da un procedimento costruttivo unitario che richiama metaforicamente un atto primordiale di edificazione: il trilite come archetipo di ogni costruzione, la struttura che si fa architettura come affermazione del valore assoluto della forma tettonica.

Centro multifunzionale, Reggio Emilia / Alberto Manfredini. - (2015).

Centro multifunzionale, Reggio Emilia

Alberto Manfredini
2015

Abstract

L’architettura della città dovrebbe mirare alla lunga durata. Il suo linguaggio dovrebbe rifuggire dalle mode. Il progetto del complesso multifunzionale, nell’area nord di Reggio Emilia, in prossimità e in corrispondenza della nuova stazione dell’Alta Velocità, vorrebbe sottolineare i due concetti sopraesposti, ribadendo l’assunto che l’architettura deve essere prima di tutto una costruzione razionale, una costruzione in cui “ogni elemento è al posto che gli compete e le cui interconnessioni obbediscono alle leggi della ragione”. Questo avviene con l’uso di elementi uguali, fissi e ripetuti in grado di individuare l’identità del complesso architettonico con strumenti e organizzazioni spaziali tipici dell’architettura di sempre. Il tessuto connettivo articolato in piazze, slarghi, connessioni pedonali per la “gente”, omogeneizza tra loro edifici a vocazione direzionale (centro congressi, uffici, albergo, centro commerciale, ecc.) caratterizzati da un procedimento costruttivo unitario che richiama metaforicamente un atto primordiale di edificazione: il trilite come archetipo di ogni costruzione, la struttura che si fa architettura come affermazione del valore assoluto della forma tettonica.
Alberto Manfredini
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