La soluzione nasce prevedendo la Sala del Commiato come struttura dotata di autonomia funzionale rispetto all'esistente complesso crematorio. L’ingresso e l’uscita del feretro e dei partecipanti alla cerimonia avvengono direttamente dalla strada esistente. Il trasferimento del feretro alla zona di cremazione avviene, tramite la “Porta del passaggio”, percorrendo l’unico collegamento porticato previsto fra la nuova Sala e l’esistente crematorio. In termini architettonici, la nuova Sala viene risolta con un intervento ipogeo artificiale, per focalizzare l’attenzione compositiva sulla qualità dello spazio interno, lasciando la percezione esterna del nuovo intervento percepibile come semplice modificazione del paesaggio. Il progetto si sviluppa dalla conformazione dello spazio interno che viene risolto con la primordiale scelta tipologica del “recinto” quadrato, spazio isotropo per eccellenza. Concettualmente la configurazione dello spazio interno nasce dalla previsione di quattro diedri pieni, con i vertici coincidenti coi vertici del quadrato di base. I diedri sono distanziati, creando così quattro varchi verso l’esterno, nelle quattro direzioni cardinali, aperti sul paesaggio. I varchi, contrapposti a due a due, vengono collegati in copertura da coppie di portali che si incrociano al centro, determinando la posizione di un foro quadrato in copertura, che rappresenta la quinta apertura sull’esterno, ma in posizione zenitale.

Sala del Commiato nel Cimitero di Coviolo, Reggio Emilia / Alberto Manfredini. - (2018).

Sala del Commiato nel Cimitero di Coviolo, Reggio Emilia

Alberto Manfredini
2018

Abstract

La soluzione nasce prevedendo la Sala del Commiato come struttura dotata di autonomia funzionale rispetto all'esistente complesso crematorio. L’ingresso e l’uscita del feretro e dei partecipanti alla cerimonia avvengono direttamente dalla strada esistente. Il trasferimento del feretro alla zona di cremazione avviene, tramite la “Porta del passaggio”, percorrendo l’unico collegamento porticato previsto fra la nuova Sala e l’esistente crematorio. In termini architettonici, la nuova Sala viene risolta con un intervento ipogeo artificiale, per focalizzare l’attenzione compositiva sulla qualità dello spazio interno, lasciando la percezione esterna del nuovo intervento percepibile come semplice modificazione del paesaggio. Il progetto si sviluppa dalla conformazione dello spazio interno che viene risolto con la primordiale scelta tipologica del “recinto” quadrato, spazio isotropo per eccellenza. Concettualmente la configurazione dello spazio interno nasce dalla previsione di quattro diedri pieni, con i vertici coincidenti coi vertici del quadrato di base. I diedri sono distanziati, creando così quattro varchi verso l’esterno, nelle quattro direzioni cardinali, aperti sul paesaggio. I varchi, contrapposti a due a due, vengono collegati in copertura da coppie di portali che si incrociano al centro, determinando la posizione di un foro quadrato in copertura, che rappresenta la quinta apertura sull’esterno, ma in posizione zenitale.
Alberto Manfredini
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