Introduzione Lo sviluppo di lesioni da pressione (LDP) associate all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) dalle infezioni respiratorie (in particolare filtranti facciali e visiere) durante la pandemia di malattia da Corona Virus (Covid-19) è stata documentata inizialmente con approcci aneddotici, o con fotografie che ritraevano gli operatori con il volto segnato. Presto, il problema è stato riconosciuto come estremamente rilevante da associazioni come la National Pressure Injury Advisory Panel (NPIAP). Questo tipo di LDP rientra nella categoria di quelle associate a dispositivi e costituisce un fenomeno conosciuto nei pazienti degenti in Terapia Intensiva. I fattori di rischio associati al loro sviluppo per gli operatori coinvolti nell’assistenza ai pazienti Covid-19 sono paragonabili a quelli delle normali LDP, con una prevalenza attorno al 30%. Questo studio esamina la prevalenza di LDP negli operatori che hanno impiegato DPI nei contesti di area critica. Materiali e Metodi Studio descrittivo, condotto utilizzando un questionario online costruito ad hoc. È stato arruolato un campione di convenienza di infermieri che hanno lavorato nelle terapie intensive e subintensive Covid-19 in nove regioni italiane. Gli infermieri sono stati reclutati tramite e-mail, e la partecipazione era volontaria e soggetta a prestazione di consenso al trattamento dei dati personali in forma anonima. Il questionario era composto da due sezioni (dati demografici e utilizzo dei DPI). I dati sono stati analizzati utilizzando il pacchetto statistico IBM SPSS; sono state condotte analisi descrittive considerando la distribuzione non normale delle variabili (mediana, range interquartile e range). Le differenze inerenti alle variabili demografiche e di esito sono state indagate con il test del Chi-2. Risultati Il questionario è stato compilato da 266 infermieri. Alcuni partecipanti non hanno risposto a tutte le domande del questionario, per cui il totale delle risposte variava per ciascun item. La maggior parte (86.8%) prestava attività presso strutture di terapia intensiva, il 68% dei partecipanti era di sesso femminile, l’età mediana era di 36 anni (range 22-59). L’anzianità di servizio mediana era di 12 anni (range 0.5-37), quella presso la struttura attuale di 3 anni (range 0-32). Oltre alle maschere KN95/N95 e ai copricapo, il 16.9% dei partecipanti utilizzava occhiali protettivi e il 32.6% visiere. La maggior parte degli intervistati indossava sia occhiali che visiera protettiva. La durata mediana dell’utilizzo continuativo dei DPI era di 5 ore (range 2-12). Tra i rispondenti, il 92.8% ha riferito dolore associato all’utilizzo dei DPI, con intensità mediana di 5 (range 1-10); il 71.8% ha utilizzato medicazioni protettive (trasparenti, idrocolloidali, in schiuma, creme emollienti) nelle zone del volto soggette a dolore; il 77.1% ha riferito l’insorgenza di almeno una lesione durante il turno (insorgenza mediana dopo 3 ore, range 1-30), con localizzazione prevalente e più grave a livello di naso, orecchie e fronte. In relazione alle definizioni del European Pressure Ulcer Advisory Panel/NPIAP/Pan Pacific Pressure Injury Alliance stage or category, solo il 6.9% delle LDP erano di stadio superiore al 2, e sono state trattate con medicazioni idrocolloidali, trasparenti, in schiuma, o applicando creme emollienti. Oltre alla comparsa di LDP, sono stati riferite svariate manifestazioni di discomfort (in particolare, cefalea/emicrania e prurito). Non sono emerse differenze statisticamente significative nella prevalenza delle LDP in relazione alla regione di appartenenza (P=.06), al setting lavorativo (P=.38) o al sesso (P=.88). Una lieve differenza è emersa in relazione alla combinazione dei DPI utilizzati (occhiali protettivi, visiere, occhiali protettivi e visiere; P= .05). Le LDP si sono sviluppate nell’85.3% degli operatori che hanno applicato medicazioni preventive e nel 56% di quelli che non le hanno impiegate (P<.001). Lo sviluppo di LDP è stato associato significativamente alle medicazioni preventive idrocolloidali in spugna e creme emollienti rispetto al non utilizzo. Discussione e Conclusioni Questo studio ha evidenziato che le LDP correlate ai DPI rappresentano un importante effetto avverso per gli infermieri che si prendono cura dei pazienti Covid-19, che potrebbe influenzare la loro tolleranza al lavoro e provocare dolore importante. Occorre studiare urgentemente misure di prevenzione.

Le lesioni da pressione associate ai dispositivi di protezione individuale negli operatori coinvolti nell’assistenza a pazienti COVID-19 in area critica / Stefano Bambi, Gian Domenico Giusti, Alessandro Galazzi, Elisa Mattiussi, Irene Comisso, Matteo Manici, Moris Rosati, Alberto Lucchini.. - In: SCENARIO. - ISSN 1592-5951. - STAMPA. - 39:(2022), pp. 64-64.

Le lesioni da pressione associate ai dispositivi di protezione individuale negli operatori coinvolti nell’assistenza a pazienti COVID-19 in area critica

Stefano Bambi;Gian Domenico Giusti;Alessandro Galazzi;Elisa Mattiussi;Irene Comisso;Matteo Manici;Alberto Lucchini.
2022

Abstract

Introduzione Lo sviluppo di lesioni da pressione (LDP) associate all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) dalle infezioni respiratorie (in particolare filtranti facciali e visiere) durante la pandemia di malattia da Corona Virus (Covid-19) è stata documentata inizialmente con approcci aneddotici, o con fotografie che ritraevano gli operatori con il volto segnato. Presto, il problema è stato riconosciuto come estremamente rilevante da associazioni come la National Pressure Injury Advisory Panel (NPIAP). Questo tipo di LDP rientra nella categoria di quelle associate a dispositivi e costituisce un fenomeno conosciuto nei pazienti degenti in Terapia Intensiva. I fattori di rischio associati al loro sviluppo per gli operatori coinvolti nell’assistenza ai pazienti Covid-19 sono paragonabili a quelli delle normali LDP, con una prevalenza attorno al 30%. Questo studio esamina la prevalenza di LDP negli operatori che hanno impiegato DPI nei contesti di area critica. Materiali e Metodi Studio descrittivo, condotto utilizzando un questionario online costruito ad hoc. È stato arruolato un campione di convenienza di infermieri che hanno lavorato nelle terapie intensive e subintensive Covid-19 in nove regioni italiane. Gli infermieri sono stati reclutati tramite e-mail, e la partecipazione era volontaria e soggetta a prestazione di consenso al trattamento dei dati personali in forma anonima. Il questionario era composto da due sezioni (dati demografici e utilizzo dei DPI). I dati sono stati analizzati utilizzando il pacchetto statistico IBM SPSS; sono state condotte analisi descrittive considerando la distribuzione non normale delle variabili (mediana, range interquartile e range). Le differenze inerenti alle variabili demografiche e di esito sono state indagate con il test del Chi-2. Risultati Il questionario è stato compilato da 266 infermieri. Alcuni partecipanti non hanno risposto a tutte le domande del questionario, per cui il totale delle risposte variava per ciascun item. La maggior parte (86.8%) prestava attività presso strutture di terapia intensiva, il 68% dei partecipanti era di sesso femminile, l’età mediana era di 36 anni (range 22-59). L’anzianità di servizio mediana era di 12 anni (range 0.5-37), quella presso la struttura attuale di 3 anni (range 0-32). Oltre alle maschere KN95/N95 e ai copricapo, il 16.9% dei partecipanti utilizzava occhiali protettivi e il 32.6% visiere. La maggior parte degli intervistati indossava sia occhiali che visiera protettiva. La durata mediana dell’utilizzo continuativo dei DPI era di 5 ore (range 2-12). Tra i rispondenti, il 92.8% ha riferito dolore associato all’utilizzo dei DPI, con intensità mediana di 5 (range 1-10); il 71.8% ha utilizzato medicazioni protettive (trasparenti, idrocolloidali, in schiuma, creme emollienti) nelle zone del volto soggette a dolore; il 77.1% ha riferito l’insorgenza di almeno una lesione durante il turno (insorgenza mediana dopo 3 ore, range 1-30), con localizzazione prevalente e più grave a livello di naso, orecchie e fronte. In relazione alle definizioni del European Pressure Ulcer Advisory Panel/NPIAP/Pan Pacific Pressure Injury Alliance stage or category, solo il 6.9% delle LDP erano di stadio superiore al 2, e sono state trattate con medicazioni idrocolloidali, trasparenti, in schiuma, o applicando creme emollienti. Oltre alla comparsa di LDP, sono stati riferite svariate manifestazioni di discomfort (in particolare, cefalea/emicrania e prurito). Non sono emerse differenze statisticamente significative nella prevalenza delle LDP in relazione alla regione di appartenenza (P=.06), al setting lavorativo (P=.38) o al sesso (P=.88). Una lieve differenza è emersa in relazione alla combinazione dei DPI utilizzati (occhiali protettivi, visiere, occhiali protettivi e visiere; P= .05). Le LDP si sono sviluppate nell’85.3% degli operatori che hanno applicato medicazioni preventive e nel 56% di quelli che non le hanno impiegate (P<.001). Lo sviluppo di LDP è stato associato significativamente alle medicazioni preventive idrocolloidali in spugna e creme emollienti rispetto al non utilizzo. Discussione e Conclusioni Questo studio ha evidenziato che le LDP correlate ai DPI rappresentano un importante effetto avverso per gli infermieri che si prendono cura dei pazienti Covid-19, che potrebbe influenzare la loro tolleranza al lavoro e provocare dolore importante. Occorre studiare urgentemente misure di prevenzione.
Stefano Bambi, Gian Domenico Giusti, Alessandro Galazzi, Elisa Mattiussi, Irene Comisso, Matteo Manici, Moris Rosati, Alberto Lucchini.
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