Tanto la Convenzione UNESCO del 1972 quanto la coeva Carta del Restauro italiana fanno solo indiretto riferimento al Patrimonio architettonico del XX secolo, stante la lenta maturazione delle questioni legate alla Tutela del “Moderno” e del “Contemporaneo” solo approdate a convegni internazionali, creazione di importanti Associazioni, riflessioni e pubblicazioni condivise a livello mondiale nei due ultimi decenni del secolo scorso. Una riflessione specifica sulle caratteristiche, la consistenza, lo stato di conservazione sui tanti edifici del Novecento che sono parte costitutiva dei Centri UNESCO, dei Centri storici tout court, del Patrimonio architettonico mondiale (anche in condizioni di pericolo) deve partire dai modi della conoscenza sistematica di tali manufatti e spazi urbani. Molto spesso la condizione “moderna” di edifici di pregio finisce per ribaltare la loro possibile tutela sul piano inclinato della loro possibile ed attuabile trasformazione incongrua. Molto spesso i criteri e le tecniche della loro conservazione, quando questa si propone o si impone per la forte valenza simbolica di taluni edifici, non si sottopongono ad una seria riflessione, contestualizzazione, ripensamento critico in virtù del mutato senso del rapporto temporale fra realizzazione e conservazione stessa. Gli stessi ed imprescindibili principi che guidano i modi del restauro degli edifici classici, necessitano infatti una loro estensione critica, consapevole della più forte prossimità dell’interrelazione diacronica (e produttiva) fra materiali e temi progettuali del novecento con le scelte e tecniche restaurative di oggi. Sia dunque una riflessione ad ampio raggio sul “Patrimonio del XX secolo in condizione di pericolo”, sia una ricognizione critica sulla componente novecentesca del tessuto urbano fiorentino storicizzato, sia infine un caso studio specifico fanno parte di questo specifico contributo ad una riconsiderazione di aspetti già in nuce nella Convenzione del 1972 come della necessaria attualizzazione disciplinare dei modi della tutela e del restauro architettonico.
Firenze Novecento fra conoscenza, tutela e pianificazione / Maurizio De Vita. - In: RESTAURO ARCHEOLOGICO. - ISSN 1724-9686. - STAMPA. - 1-2022:(2022), pp. 256-261.
Firenze Novecento fra conoscenza, tutela e pianificazione
Maurizio De Vita
2022
Abstract
Tanto la Convenzione UNESCO del 1972 quanto la coeva Carta del Restauro italiana fanno solo indiretto riferimento al Patrimonio architettonico del XX secolo, stante la lenta maturazione delle questioni legate alla Tutela del “Moderno” e del “Contemporaneo” solo approdate a convegni internazionali, creazione di importanti Associazioni, riflessioni e pubblicazioni condivise a livello mondiale nei due ultimi decenni del secolo scorso. Una riflessione specifica sulle caratteristiche, la consistenza, lo stato di conservazione sui tanti edifici del Novecento che sono parte costitutiva dei Centri UNESCO, dei Centri storici tout court, del Patrimonio architettonico mondiale (anche in condizioni di pericolo) deve partire dai modi della conoscenza sistematica di tali manufatti e spazi urbani. Molto spesso la condizione “moderna” di edifici di pregio finisce per ribaltare la loro possibile tutela sul piano inclinato della loro possibile ed attuabile trasformazione incongrua. Molto spesso i criteri e le tecniche della loro conservazione, quando questa si propone o si impone per la forte valenza simbolica di taluni edifici, non si sottopongono ad una seria riflessione, contestualizzazione, ripensamento critico in virtù del mutato senso del rapporto temporale fra realizzazione e conservazione stessa. Gli stessi ed imprescindibili principi che guidano i modi del restauro degli edifici classici, necessitano infatti una loro estensione critica, consapevole della più forte prossimità dell’interrelazione diacronica (e produttiva) fra materiali e temi progettuali del novecento con le scelte e tecniche restaurative di oggi. Sia dunque una riflessione ad ampio raggio sul “Patrimonio del XX secolo in condizione di pericolo”, sia una ricognizione critica sulla componente novecentesca del tessuto urbano fiorentino storicizzato, sia infine un caso studio specifico fanno parte di questo specifico contributo ad una riconsiderazione di aspetti già in nuce nella Convenzione del 1972 come della necessaria attualizzazione disciplinare dei modi della tutela e del restauro architettonico.| File | Dimensione | Formato | |
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