Attraverso la rassegna di alcuni casi noti si discute se sia possibile parlare in età medievale di una coscienza dell’ambiente urbano come bene culturale, composto da pubblico e privato. Le categorie di giudizio estetico dello spazio costruito prese in considerazione sono quelle di utilità e di bellezza: su queste si fonda la necessità della tutela degli spazi urbani da cui discende lo sforzo legislativo-attuativo. Quattro sono gli attori e gli atteggiamenti che caratterizzano la costruzione mentale del paesaggio urbano medievale: i viaggiatori, che attraverso la letteratura di genere geografico, odeporico e cronachistico testimoniano il riconoscimento intuitivo della bontà della vita urbana; i filosofi e i teologi, che offrono un fondamento teorico al concetto di bellezza; gli annalisti e i cronisti che raccontano la storia delle città esaltandone i valori, propri della civiltà comunale, ed esprimendo il gusto dei gruppi dirigenti; gli uomini di legge che attraverso le norme contenute negli statuti comunali (soprattutto nell’Italia centro-settentrionale fra XII e XIV secolo) definiscono l’aspetto della città ponendo le basi per la sua conservazione.

La definizione e la tutela dell’ambiente urbano nella costruzione delle città medievali, fra bene comune e proprietà privata / marco frati. - In: CITTÀ E STORIA. - ISSN 1828-6364. - STAMPA. - I:(2006), pp. 553-566.

La definizione e la tutela dell’ambiente urbano nella costruzione delle città medievali, fra bene comune e proprietà privata

marco frati
2006

Abstract

Attraverso la rassegna di alcuni casi noti si discute se sia possibile parlare in età medievale di una coscienza dell’ambiente urbano come bene culturale, composto da pubblico e privato. Le categorie di giudizio estetico dello spazio costruito prese in considerazione sono quelle di utilità e di bellezza: su queste si fonda la necessità della tutela degli spazi urbani da cui discende lo sforzo legislativo-attuativo. Quattro sono gli attori e gli atteggiamenti che caratterizzano la costruzione mentale del paesaggio urbano medievale: i viaggiatori, che attraverso la letteratura di genere geografico, odeporico e cronachistico testimoniano il riconoscimento intuitivo della bontà della vita urbana; i filosofi e i teologi, che offrono un fondamento teorico al concetto di bellezza; gli annalisti e i cronisti che raccontano la storia delle città esaltandone i valori, propri della civiltà comunale, ed esprimendo il gusto dei gruppi dirigenti; gli uomini di legge che attraverso le norme contenute negli statuti comunali (soprattutto nell’Italia centro-settentrionale fra XII e XIV secolo) definiscono l’aspetto della città ponendo le basi per la sua conservazione.
2006
I
553
566
marco frati
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