Il saggio, avvalendosi della ricchissima letteratura critica prodotta sul tema, ripercorre la ricezione e la fortuna di Dante nei Paesi arabi che si affacciano sul Mediterraneo nel periodo compreso fra la fine dell’Ottocento e tutto il Novecento. L’articolo, attraverso un approccio di storia culturale della politica, cerca di verificare in quale misura Dante fu letto e utilizzato nel discorso pubblico del mondo arabo per affermare, come accadde in Italia, processi identitari di carattere nazionale. O, ancora, come la diffusione delle sue opere fu condizionata dalla retorica coloniale o post-coloniale, dall’accettazione/ rifiuto di uno degli autori costitutivi del canone letterario europeo. Un’attenzione particolare viene dedicata alle diverse traduzioni della Divina Commedia e all’ostacolo rappresentato dai versi dedicati a Maometto, spesso oggetto di vera e propria censura perché giudicati offensivi nei confronti della religione islamica. Abstract: The essay, drawing on the rich critical literature produced on the subject, traces the reception and influence of Dante in the Arab countries bordering the Mediterranean from the late nineteenth century to the entire twentieth century. Through an approach of cultural history of politics, the article seeks to ascertain to what extent Dante was read and utilized in the public discourse of the Arab world to assert, as it happened in Italy, identity processes of a national character. It also examines how the dissemination of his works was conditioned by colonial or post-colonial rhetoric, and the acceptance/ rejection of one of the constitutive authors of the European literary canon. Special attention is given to the various translations of the Divine Comedy andthe obstacle represented by the verses dedicated to Mohammed, often subject to outright censorship for being deemed offensive to the Islamic religion.
«La maggior valle in che l’acqua si spanda»: ricezione e fortuna di Dante nel Mediterraneo arabo fra Otto e Novecento / Fulvio Conti. - In: RSSM RIVISTA DI STUDI STORICI DEL MEDITERRANEO. - ISSN 3034-9613. - STAMPA. - I:(2024), pp. 249-268.
«La maggior valle in che l’acqua si spanda»: ricezione e fortuna di Dante nel Mediterraneo arabo fra Otto e Novecento
Fulvio Conti
2024
Abstract
Il saggio, avvalendosi della ricchissima letteratura critica prodotta sul tema, ripercorre la ricezione e la fortuna di Dante nei Paesi arabi che si affacciano sul Mediterraneo nel periodo compreso fra la fine dell’Ottocento e tutto il Novecento. L’articolo, attraverso un approccio di storia culturale della politica, cerca di verificare in quale misura Dante fu letto e utilizzato nel discorso pubblico del mondo arabo per affermare, come accadde in Italia, processi identitari di carattere nazionale. O, ancora, come la diffusione delle sue opere fu condizionata dalla retorica coloniale o post-coloniale, dall’accettazione/ rifiuto di uno degli autori costitutivi del canone letterario europeo. Un’attenzione particolare viene dedicata alle diverse traduzioni della Divina Commedia e all’ostacolo rappresentato dai versi dedicati a Maometto, spesso oggetto di vera e propria censura perché giudicati offensivi nei confronti della religione islamica. Abstract: The essay, drawing on the rich critical literature produced on the subject, traces the reception and influence of Dante in the Arab countries bordering the Mediterranean from the late nineteenth century to the entire twentieth century. Through an approach of cultural history of politics, the article seeks to ascertain to what extent Dante was read and utilized in the public discourse of the Arab world to assert, as it happened in Italy, identity processes of a national character. It also examines how the dissemination of his works was conditioned by colonial or post-colonial rhetoric, and the acceptance/ rejection of one of the constitutive authors of the European literary canon. Special attention is given to the various translations of the Divine Comedy andthe obstacle represented by the verses dedicated to Mohammed, often subject to outright censorship for being deemed offensive to the Islamic religion.| File | Dimensione | Formato | |
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