European Union has its roots in the cultural development that led to the defeat of totalitarianism and the con-struction of democracies. The development of new social and political paradigms is based on the ability of building a public memory, which corresponds to the process of narrating historical events to renew the social pact that unites communities. The construction of European memory (from the genocides up to Auschwitz) has been characterized by educational processes: from the first “pilgrimages” of deportees to the concentration camps, up to the “training trips” aimed at schools today. In this context, Liliana Segre recently expressed her concern about the “tiredness of the story of the Shoah” and the risk of the memory disappearing together with the witnesses. This essay intends to reflect on new educational paths of European memory, to be activated starting from the valorization of places and objects understood as new tools of public narration. The objects preserved in museums, in relation to objects of the present, become a further storytelling tool useful for educational paths to construct and deconstruct the material and immaterial cultural heritage of the EU. L’Unione europea affonda le proprie radici nell’elaborazione culturale (si pensi al Manifesto di Ventotene) che ha portato alla sconfitta dei totalitarismi e alla costruzione delle democrazie. La formazione di nuovi paradigmi sociali e politici si basa sulla capacità di edificare una memoria pubblica solida, cioè un processo di narrazione di eventi storici sui quali rinnovare costantemente il patto sociale che unisce singoli individui in comunità. La costruzione della memoria europea, in particolare la riflessione dai genocidi fino ad Auschwitz, è stata caratterizzata da processi educativi: dai primi faticosi “pellegrinaggi” degli ex deportati nei lager, fino ai “viaggi di formazione” rivolti oggi alle scuole. In questo contesto, Liliana Segre ha recentemente espresso la propria preoccupazione rispetto alla “stanchezza del racconto della Shoah” e al rischio di scomparsa della memoria insieme ai testimoni. Il presente contributo intende riflettere su nuovi percorsi educativi della memoria europea, da attivare a partire dalla valoriz-zazione di luoghi e oggetti intesi come nuovi strumenti di narrazione pubblica. Processi che non si limitano alla visita ai siti museali che narrano la distruzione umana del passato, ma insistono sulla costruzione di relazioni con le comunità che vivono i luoghi dei genocidi nel presente. Gli oggetti conservati nei musei, in relazione con oggetti del presente divengono strumento di racconto utile a percorsi educativi che costruiscono il patrimonio culturale materiale e immateriale dell’UE.
Percorsi educativi di memoria. Luoghi e oggetti come testimoni tra passato e presente / Luca Bravi; Stefano Oliviero. - In: PEDAGOGIA OGGI. - ISSN 2611-6561. - ELETTRONICO. - XXII:(2024), pp. 151-160.
Percorsi educativi di memoria. Luoghi e oggetti come testimoni tra passato e presente
Luca Bravi;Stefano Oliviero
2024
Abstract
European Union has its roots in the cultural development that led to the defeat of totalitarianism and the con-struction of democracies. The development of new social and political paradigms is based on the ability of building a public memory, which corresponds to the process of narrating historical events to renew the social pact that unites communities. The construction of European memory (from the genocides up to Auschwitz) has been characterized by educational processes: from the first “pilgrimages” of deportees to the concentration camps, up to the “training trips” aimed at schools today. In this context, Liliana Segre recently expressed her concern about the “tiredness of the story of the Shoah” and the risk of the memory disappearing together with the witnesses. This essay intends to reflect on new educational paths of European memory, to be activated starting from the valorization of places and objects understood as new tools of public narration. The objects preserved in museums, in relation to objects of the present, become a further storytelling tool useful for educational paths to construct and deconstruct the material and immaterial cultural heritage of the EU. L’Unione europea affonda le proprie radici nell’elaborazione culturale (si pensi al Manifesto di Ventotene) che ha portato alla sconfitta dei totalitarismi e alla costruzione delle democrazie. La formazione di nuovi paradigmi sociali e politici si basa sulla capacità di edificare una memoria pubblica solida, cioè un processo di narrazione di eventi storici sui quali rinnovare costantemente il patto sociale che unisce singoli individui in comunità. La costruzione della memoria europea, in particolare la riflessione dai genocidi fino ad Auschwitz, è stata caratterizzata da processi educativi: dai primi faticosi “pellegrinaggi” degli ex deportati nei lager, fino ai “viaggi di formazione” rivolti oggi alle scuole. In questo contesto, Liliana Segre ha recentemente espresso la propria preoccupazione rispetto alla “stanchezza del racconto della Shoah” e al rischio di scomparsa della memoria insieme ai testimoni. Il presente contributo intende riflettere su nuovi percorsi educativi della memoria europea, da attivare a partire dalla valoriz-zazione di luoghi e oggetti intesi come nuovi strumenti di narrazione pubblica. Processi che non si limitano alla visita ai siti museali che narrano la distruzione umana del passato, ma insistono sulla costruzione di relazioni con le comunità che vivono i luoghi dei genocidi nel presente. Gli oggetti conservati nei musei, in relazione con oggetti del presente divengono strumento di racconto utile a percorsi educativi che costruiscono il patrimonio culturale materiale e immateriale dell’UE.| File | Dimensione | Formato | |
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