ITA: Quando Pietro Azario scrive il suo Liber gestorum, negli anni Sessanta del XIV secolo, Galeazzo II e Bernabò Visconti hanno perso il controllo di numerose città dell’area padana. Già dal titolo della sua opera, "Liber gestorum in Lombardia et precipue per et contra Dominos Mediolani", il notaio novarese al servizio dei Visconti informa i suoi lettori che il principale ambito spaziale in cui si svolgerà la narrazione è la Lombardia, un territorio dall’estensione notevole e dove agisce una molteplicità di soggetti politici. È proprio la vastità dell’area in questione che ha portato la Lombardia azariana ad essere considerata a lungo dagli studiosi come una regione esclusivamente geografica, poiché manca di unità dal punto di vista istituzionale. Il presente saggio intende dimostrare come la Lombardia delineata da Azario, pur mancando di unità a livello istituzionale e nel senso più tradizionale del termine, acquisisca invece una chiara coerenza ed una sua identità quando analizzata da una prospettiva incentrata sulle relazioni – di alleanza come di conflitto – che i Visconti intrattenevano sia con i signori del territorio (Estensi, Scaligeri, Gonzaga ecc.) sia con le varie città, incluse quelle che non facevano parte del loro dominio. ENG: When Pietro Azario wrote his Liber gestorum in the 1360s, Galeazzo II and Bernabò Visconti had lost control of numerous cities in the Po Valley. From the very title of his work, "Liber gestorum in Lombardia et precipue per et contra Dominos Mediolani", the notary from Novara, serving the Visconti, informs his readers that the main spatial framework of the narrative is Lombardy, a region of significant extent where a multitude of political actors operated. It is precisely the vastness of this area that has long led scholars to consider Azario’s Lombardy as merely a geographic region, lacking institutional unity. This essay aims to demonstrate how the Lombardy outlined by Azario, while lacking unity in institutional terms and in the traditional sense of the word, nonetheless acquires a clear coherence and its own identity when analyzed through the lens of relationships—both alliances and conflicts—that the Visconti maintained with the region’s lords (such as the Este, Scaligeri, Gonzaga, etc.) as well as with the various cities, including those outside their domain.
Uno spazio politico regionale. La Lombardia nella percezione di Pietro Azario / Matilde Paci. - In: STUDI STORICI. - ISSN 0039-3037. - STAMPA. - Anno 65:(2024), pp. 311-343. [10.7375/113505]
Uno spazio politico regionale. La Lombardia nella percezione di Pietro Azario
Matilde Paci
2024
Abstract
ITA: Quando Pietro Azario scrive il suo Liber gestorum, negli anni Sessanta del XIV secolo, Galeazzo II e Bernabò Visconti hanno perso il controllo di numerose città dell’area padana. Già dal titolo della sua opera, "Liber gestorum in Lombardia et precipue per et contra Dominos Mediolani", il notaio novarese al servizio dei Visconti informa i suoi lettori che il principale ambito spaziale in cui si svolgerà la narrazione è la Lombardia, un territorio dall’estensione notevole e dove agisce una molteplicità di soggetti politici. È proprio la vastità dell’area in questione che ha portato la Lombardia azariana ad essere considerata a lungo dagli studiosi come una regione esclusivamente geografica, poiché manca di unità dal punto di vista istituzionale. Il presente saggio intende dimostrare come la Lombardia delineata da Azario, pur mancando di unità a livello istituzionale e nel senso più tradizionale del termine, acquisisca invece una chiara coerenza ed una sua identità quando analizzata da una prospettiva incentrata sulle relazioni – di alleanza come di conflitto – che i Visconti intrattenevano sia con i signori del territorio (Estensi, Scaligeri, Gonzaga ecc.) sia con le varie città, incluse quelle che non facevano parte del loro dominio. ENG: When Pietro Azario wrote his Liber gestorum in the 1360s, Galeazzo II and Bernabò Visconti had lost control of numerous cities in the Po Valley. From the very title of his work, "Liber gestorum in Lombardia et precipue per et contra Dominos Mediolani", the notary from Novara, serving the Visconti, informs his readers that the main spatial framework of the narrative is Lombardy, a region of significant extent where a multitude of political actors operated. It is precisely the vastness of this area that has long led scholars to consider Azario’s Lombardy as merely a geographic region, lacking institutional unity. This essay aims to demonstrate how the Lombardy outlined by Azario, while lacking unity in institutional terms and in the traditional sense of the word, nonetheless acquires a clear coherence and its own identity when analyzed through the lens of relationships—both alliances and conflicts—that the Visconti maintained with the region’s lords (such as the Este, Scaligeri, Gonzaga, etc.) as well as with the various cities, including those outside their domain.| File | Dimensione | Formato | |
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