Che ruolo hanno avuto gli errori nella matematica del passato? Il fatto che nei libri moderni si trovino (generalmente) teoremi corretti e dimostrazioni rigorose può alimentare la percezione che i risultati matematici si manifestino già sostanzialmente perfetti, come una sorta di apparizione miracolosa. È chiaro, tuttavia, che la situazione è ben diversa e difficilmente i percorsi di scoperta sono stati lineari: molto più spesso sono stati costellati di vicoli ciechi, di cambi di direzione e di profondi ripensamenti, destinati a sparire una volta raggiunto il risultato corretto. Talvolta gli storici, grazie anche all’interpretazione degli errori, tentano di riportare alla luce tratti di questi percorsi accidentati che, come vedremo a proposito delle equazioni di terzo grado, possono essere non meno interessanti del risultato finale in sé. Un altro tipo di errore molto frequente che si incontra studiando la storia della matematica, è invece una sorta di “debolezza fondazionale” che ha spesso afflitto in origine metodi molto efficaci, come il metodo archimedeo della bilancia virtuale, le cui criticità, come vedremo, non tuttavia hanno impedito ad Archimede di farne uno straordinario strumento di scoperta./What role did errors play in mathematics in the past? Modern textbooks generally contain correct theorems and rigorous proofs, which may create the perception that mathematical results are perfect and miraculous. However, it is clear that the situation was quite different, and the paths to discovery were rarely linear. More often than not, they were dotted with dead ends, changes of direction, and profound rethinking, destined to disappear once the correct result was achieved. Sometimes, thanks in part to the interpretation of errors, historians attempt to shed light on aspects of these bumpy paths. As we will see with regard to third-degree equations, these aspects can be no less interesting than the final result itself. Another common type of error in the history of mathematics is the "fundamental weakness" that often afflicts effective methods. For example, Archimedes' method of the virtual balance had critical issues, yet he still used it as an extraordinary tool of discovery.

Errori e storia della matematica / GAVAGNA VERONICA. - In: ARCHIMEDE. - ISSN 0390-5543. - STAMPA. - LXXVII:(2025), pp. 147-154.

Errori e storia della matematica

GAVAGNA VERONICA
2025

Abstract

Che ruolo hanno avuto gli errori nella matematica del passato? Il fatto che nei libri moderni si trovino (generalmente) teoremi corretti e dimostrazioni rigorose può alimentare la percezione che i risultati matematici si manifestino già sostanzialmente perfetti, come una sorta di apparizione miracolosa. È chiaro, tuttavia, che la situazione è ben diversa e difficilmente i percorsi di scoperta sono stati lineari: molto più spesso sono stati costellati di vicoli ciechi, di cambi di direzione e di profondi ripensamenti, destinati a sparire una volta raggiunto il risultato corretto. Talvolta gli storici, grazie anche all’interpretazione degli errori, tentano di riportare alla luce tratti di questi percorsi accidentati che, come vedremo a proposito delle equazioni di terzo grado, possono essere non meno interessanti del risultato finale in sé. Un altro tipo di errore molto frequente che si incontra studiando la storia della matematica, è invece una sorta di “debolezza fondazionale” che ha spesso afflitto in origine metodi molto efficaci, come il metodo archimedeo della bilancia virtuale, le cui criticità, come vedremo, non tuttavia hanno impedito ad Archimede di farne uno straordinario strumento di scoperta./What role did errors play in mathematics in the past? Modern textbooks generally contain correct theorems and rigorous proofs, which may create the perception that mathematical results are perfect and miraculous. However, it is clear that the situation was quite different, and the paths to discovery were rarely linear. More often than not, they were dotted with dead ends, changes of direction, and profound rethinking, destined to disappear once the correct result was achieved. Sometimes, thanks in part to the interpretation of errors, historians attempt to shed light on aspects of these bumpy paths. As we will see with regard to third-degree equations, these aspects can be no less interesting than the final result itself. Another common type of error in the history of mathematics is the "fundamental weakness" that often afflicts effective methods. For example, Archimedes' method of the virtual balance had critical issues, yet he still used it as an extraordinary tool of discovery.
2025
LXXVII
147
154
GAVAGNA VERONICA
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