Il suolo ospita numerosi microrganismi capaci di instaurare relazioni di vario tipo con le piante e gli organismi animali. Alcuni di questi vivono anche da endofiti, influenzando in maniera sostanziale attività e funzioni vitali della pianta. I funghi del genere Trichoderma, per esempio, che risiedono sia nel suolo che all’interno dei tessuti vegetali, sono considerati microorganismi benefici per la pianta. È stato dimostrato, infatti, che essi promuovono l’accrescimento dell’ospite vegetale, la sua tolleranza agli stress abiotici e sono capaci di attivarne le difese sistemiche contro l’attacco dei parassiti. Le proprietà di questi funghi, provate in svariati contesti colturali, hanno promosso lo sviluppo di formulati commerciali che vengono oggi utilizzati con successo nella difesa biologica delle colture. Esistono diversi metodi di applicazione dell‘inoculo di Trichoderma spp., per esempio esso può essere applicato ai semi o al materiale di propagazione, distribuito con l’acqua di irrigazione o somministrato mediante trattamenti endoterapici. La maggior parte delle conoscenze su questo agente di biocontrollo riguardano la sua efficacia nella protezione di piante erbacee o giovani piantine dai funghi fitopatogeni. Meno numerosi, e più recenti, sono gli studi riguardanti l’efficacia di Trichoderma su piante adulte e nei confronti di insetti fitofagi. Tra gli insetti fitofagi, il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) merita particolare attenzione per i danni causati alla castanicoltura da frutto, almeno fino a quando il suo principale nemico naturale, Torymus sinensis, non è stato in grado di contenerne le popolazioni. Tuttavia, ancora oggi si assiste, in anni o in situazioni particolari, ad una recrudescenza degli attacchi del cinipide, che incidono pesantemente sulla produzione di castagne. In questo studio, piante adulte in due castagneti della Toscana sono state inoculate, nel mese di giugno, con una sospensione conidica di Trichoderma spp., mediante lo strumento endoterapico BITE®. Delle piante selezionate, alcune sono state trattate mentre altre sono state lasciate come controllo. L’inoculo è consistito in una sospensione conidica di tre specie di Trichoderma (T. viride, T. atroviride e T. harzianum) alla concentrazione di 1 x 107 conidi/mL. Per verificare l’eventuale efficacia del trattamento nei confronti del cinipide del castagno, sono stati successivamente raccolti campioni di getti da castagni trattati e non trattati. In laboratorio è stato conteggiato il numero di galle di cinipide presenti per getto; queste sono state poi sezionate per verificare la presenza e la vitalità degli individui di cinipide e dei suoi parassitoidi, in particolare di T. sinensis. I risultati preliminari di questo studio sono piuttosto incoraggianti, in quanto, sebbene il trattamento non abbia ridotto il numero medio di galle e di celle per getto, il numero medio di individui vitali di cinipide è diminuito significativamente nelle piante trattate rispetto a quelle di controllo. Inoltre, le iniezioni a base di Trichoderma spp. non hanno avuto un impatto negativo su T. sinensis, che anzi sembra aver tratto vantaggio dal trattamento. Infatti, le piante trattate hanno mostrato percentuali di parassitizzazione significativamente maggiori di quelle non trattate.

Trattamenti con Trichoderma spp. per il contenimento del cinipide del castagno: risultati preliminari / Matteo Bracalini, Alessandra Benigno, Chiara Aglietti, Salvatore Moricca, Tiziana Panzavolta. - ELETTRONICO. - (2023), pp. 426-426. ( CNIE 2023. XXVII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia Palermo 12 - 16 GIUGNO 2023, PALERMO).

Trattamenti con Trichoderma spp. per il contenimento del cinipide del castagno: risultati preliminari

Matteo Bracalini;Alessandra Benigno;Chiara Aglietti;Salvatore Moricca;Tiziana Panzavolta
2023

Abstract

Il suolo ospita numerosi microrganismi capaci di instaurare relazioni di vario tipo con le piante e gli organismi animali. Alcuni di questi vivono anche da endofiti, influenzando in maniera sostanziale attività e funzioni vitali della pianta. I funghi del genere Trichoderma, per esempio, che risiedono sia nel suolo che all’interno dei tessuti vegetali, sono considerati microorganismi benefici per la pianta. È stato dimostrato, infatti, che essi promuovono l’accrescimento dell’ospite vegetale, la sua tolleranza agli stress abiotici e sono capaci di attivarne le difese sistemiche contro l’attacco dei parassiti. Le proprietà di questi funghi, provate in svariati contesti colturali, hanno promosso lo sviluppo di formulati commerciali che vengono oggi utilizzati con successo nella difesa biologica delle colture. Esistono diversi metodi di applicazione dell‘inoculo di Trichoderma spp., per esempio esso può essere applicato ai semi o al materiale di propagazione, distribuito con l’acqua di irrigazione o somministrato mediante trattamenti endoterapici. La maggior parte delle conoscenze su questo agente di biocontrollo riguardano la sua efficacia nella protezione di piante erbacee o giovani piantine dai funghi fitopatogeni. Meno numerosi, e più recenti, sono gli studi riguardanti l’efficacia di Trichoderma su piante adulte e nei confronti di insetti fitofagi. Tra gli insetti fitofagi, il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) merita particolare attenzione per i danni causati alla castanicoltura da frutto, almeno fino a quando il suo principale nemico naturale, Torymus sinensis, non è stato in grado di contenerne le popolazioni. Tuttavia, ancora oggi si assiste, in anni o in situazioni particolari, ad una recrudescenza degli attacchi del cinipide, che incidono pesantemente sulla produzione di castagne. In questo studio, piante adulte in due castagneti della Toscana sono state inoculate, nel mese di giugno, con una sospensione conidica di Trichoderma spp., mediante lo strumento endoterapico BITE®. Delle piante selezionate, alcune sono state trattate mentre altre sono state lasciate come controllo. L’inoculo è consistito in una sospensione conidica di tre specie di Trichoderma (T. viride, T. atroviride e T. harzianum) alla concentrazione di 1 x 107 conidi/mL. Per verificare l’eventuale efficacia del trattamento nei confronti del cinipide del castagno, sono stati successivamente raccolti campioni di getti da castagni trattati e non trattati. In laboratorio è stato conteggiato il numero di galle di cinipide presenti per getto; queste sono state poi sezionate per verificare la presenza e la vitalità degli individui di cinipide e dei suoi parassitoidi, in particolare di T. sinensis. I risultati preliminari di questo studio sono piuttosto incoraggianti, in quanto, sebbene il trattamento non abbia ridotto il numero medio di galle e di celle per getto, il numero medio di individui vitali di cinipide è diminuito significativamente nelle piante trattate rispetto a quelle di controllo. Inoltre, le iniezioni a base di Trichoderma spp. non hanno avuto un impatto negativo su T. sinensis, che anzi sembra aver tratto vantaggio dal trattamento. Infatti, le piante trattate hanno mostrato percentuali di parassitizzazione significativamente maggiori di quelle non trattate.
2023
Libro degli atti. CNIE 2023. XXVII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia
CNIE 2023. XXVII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia
Palermo
Matteo Bracalini, Alessandra Benigno, Chiara Aglietti, Salvatore Moricca, Tiziana Panzavolta
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