Questo studio, fondato sull’analisi delle filze 1605 e 1606 del fondo Mediceo del Principato dell’Archivio di Stato di Firenze, esamina le corrispondenze intercorse tra il Granduca Cosimo III de’ Medici e diversi missionari di stanza a Goa, in particolare Giuseppe Tedeschi, Salvatore Gallo e Francisco Sallema. A partire dalla discussione della struttura archivistica della documentazione, l’articolo interroga obiettivi e possibilità del principe e dei religiosi tanto quanto il ruolo d’intermediazione svolto dalla famiglia Ginori a Lisbona e dal segretario Apollonio Bassetti a Firenze: quest’ultimo risulta determinante nell’imporre uno specifico principio organizzativo alle corrispondenze con Goa. Facendo poi leva sull’analisi di iniziative di trasferimento di medicinali, naturalia e schiavi tra Goa e Firenze, destinate ad arricchire la corte attraverso processi di materializzazione locale dell’Asia, si evidenziano sia il carattere controllato e asimmetrico delle mobilità di oggetti e persone, sia la fondamentale fragilità delle connessioni culturali e materiali stabilite dagli attori coinvolti. **** Based on the analysis of files 1605 and 1606 from the Mediceo del Principato collection (Florence State Archives), this essay examines the correspondence between the Grand Duke Cosimo III de’ Medici and Catholic missionaries in Goa, particularly Giuseppe Tedeschi, Salvatore Gallo, and Francisco Sallema. After discussing the archival structure of the documentation, I investigate aims and abilities of the prince and the missionaries, as well as the intermediary role played by the Ginori family in Lisbon and the secretary Apollonio Bassetti in Florence; Bassetti is crucial in imposing a specific organisational principle on the correspondence. By analysing instances of transfer of medicines, naturalia, and slaves between Goa and Florence – intended to enrich the court through processes of local materialisation of Asia – I highlight both the controlled and asymmetrical nature of the mobility of objects and people, and the fragility of the cultural and material connections established by historical actors.
«Io vorrei che questi miei stati fussero un’India». Corrispondenze e (dis)connessioni tra Firenze e Goa nel primo regno di Cosimo III (c. 1670-1700) / Emanuele Giusti. - In: RICERCHE STORICHE. - ISSN 0392-162X. - STAMPA. - LV:(2025), pp. 81-94.
«Io vorrei che questi miei stati fussero un’India». Corrispondenze e (dis)connessioni tra Firenze e Goa nel primo regno di Cosimo III (c. 1670-1700)
Emanuele Giusti
2025
Abstract
Questo studio, fondato sull’analisi delle filze 1605 e 1606 del fondo Mediceo del Principato dell’Archivio di Stato di Firenze, esamina le corrispondenze intercorse tra il Granduca Cosimo III de’ Medici e diversi missionari di stanza a Goa, in particolare Giuseppe Tedeschi, Salvatore Gallo e Francisco Sallema. A partire dalla discussione della struttura archivistica della documentazione, l’articolo interroga obiettivi e possibilità del principe e dei religiosi tanto quanto il ruolo d’intermediazione svolto dalla famiglia Ginori a Lisbona e dal segretario Apollonio Bassetti a Firenze: quest’ultimo risulta determinante nell’imporre uno specifico principio organizzativo alle corrispondenze con Goa. Facendo poi leva sull’analisi di iniziative di trasferimento di medicinali, naturalia e schiavi tra Goa e Firenze, destinate ad arricchire la corte attraverso processi di materializzazione locale dell’Asia, si evidenziano sia il carattere controllato e asimmetrico delle mobilità di oggetti e persone, sia la fondamentale fragilità delle connessioni culturali e materiali stabilite dagli attori coinvolti. **** Based on the analysis of files 1605 and 1606 from the Mediceo del Principato collection (Florence State Archives), this essay examines the correspondence between the Grand Duke Cosimo III de’ Medici and Catholic missionaries in Goa, particularly Giuseppe Tedeschi, Salvatore Gallo, and Francisco Sallema. After discussing the archival structure of the documentation, I investigate aims and abilities of the prince and the missionaries, as well as the intermediary role played by the Ginori family in Lisbon and the secretary Apollonio Bassetti in Florence; Bassetti is crucial in imposing a specific organisational principle on the correspondence. By analysing instances of transfer of medicines, naturalia, and slaves between Goa and Florence – intended to enrich the court through processes of local materialisation of Asia – I highlight both the controlled and asymmetrical nature of the mobility of objects and people, and the fragility of the cultural and material connections established by historical actors.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
GIUSTI Emanuele. _Io vorrei che questi miei stati fussero un_India_.pdf
Accesso chiuso
Tipologia:
Versione finale referata (Postprint, Accepted manuscript)
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
876.78 kB
Formato
Adobe PDF
|
876.78 kB | Adobe PDF | Richiedi una copia |
I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



