La Convenzione di Faro del 2005 enfatizza l’importanza del patrimonio culturale per la società, promuovendo il coinvolgimento della comunità locale e dei vari attori nella sua conservazione e valorizzazione. Questo principio è stato ulteriormente sviluppato dalla Commissione Europea nel 2014, dove viene introdotto il concetto di governance partecipata, un approccio che mira a coinvolgere attivamente comunità locali, istituzioni pubbliche e attori privati nella conservazione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. Nell’ambito della Strategia Nazionale delle Aree Interne, il Casentino, la Garfagnana, la Lunigiana, il Mugello e l’Amiata Grossetana sono stati scelte come aree di indagine, per analizzare se nei territori è stato applicato tale approccio di decentramento del processo decisionale e come esso prende forma e si sviluppa, con l’obiettivo finale di accrescere il turismo sostenibile nelle zone prese in esame. La ricerca qualitativa, basata su otto interviste semi-strutturate, ha confrontato gli Ambiti Turistici con gli Ecomusei e i Musei Diffusi della zona. L’obiettivo è stato valutare il grado di coinvolgimento delle comunità nel processo decisionale, la loro consapevolezza sul patrimonio, i dati turistici e i fattori che ostacolano o facilitano l’approccio partecipativo. L’articolo evidenzia il potenziale della governance partecipata come strumento per lo sviluppo territoriale, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione alla partecipazione attiva delle comunità locali e a una maggiore consapevolezza del patrimonio come risorsa, tematiche rilevanti data la scarsa presenza di studi empirici che confermano l’effettiva applicazione di questo approccio nelle aree interne d’Italia.

Governance Partecipata al Patrimonio Culturale. Uno studio di caso nelle aree interne della Regione Toscana / Giovanna Del Gobbo, Elisa Desii, Luca Grisolini, Sofia Marconi. - ELETTRONICO. - (2025).

Governance Partecipata al Patrimonio Culturale. Uno studio di caso nelle aree interne della Regione Toscana

Giovanna Del Gobbo;Elisa Desii;Luca Grisolini;Sofia Marconi
2025

Abstract

La Convenzione di Faro del 2005 enfatizza l’importanza del patrimonio culturale per la società, promuovendo il coinvolgimento della comunità locale e dei vari attori nella sua conservazione e valorizzazione. Questo principio è stato ulteriormente sviluppato dalla Commissione Europea nel 2014, dove viene introdotto il concetto di governance partecipata, un approccio che mira a coinvolgere attivamente comunità locali, istituzioni pubbliche e attori privati nella conservazione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. Nell’ambito della Strategia Nazionale delle Aree Interne, il Casentino, la Garfagnana, la Lunigiana, il Mugello e l’Amiata Grossetana sono stati scelte come aree di indagine, per analizzare se nei territori è stato applicato tale approccio di decentramento del processo decisionale e come esso prende forma e si sviluppa, con l’obiettivo finale di accrescere il turismo sostenibile nelle zone prese in esame. La ricerca qualitativa, basata su otto interviste semi-strutturate, ha confrontato gli Ambiti Turistici con gli Ecomusei e i Musei Diffusi della zona. L’obiettivo è stato valutare il grado di coinvolgimento delle comunità nel processo decisionale, la loro consapevolezza sul patrimonio, i dati turistici e i fattori che ostacolano o facilitano l’approccio partecipativo. L’articolo evidenzia il potenziale della governance partecipata come strumento per lo sviluppo territoriale, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione alla partecipazione attiva delle comunità locali e a una maggiore consapevolezza del patrimonio come risorsa, tematiche rilevanti data la scarsa presenza di studi empirici che confermano l’effettiva applicazione di questo approccio nelle aree interne d’Italia.
2025
Giovanna Del Gobbo, Elisa Desii, Luca Grisolini, Sofia Marconi...espandi
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