Il concetto di vulnerabilità ha acquisito negli ultimi decenni una crescente centralità nei discorsi politici e nelle politiche sociali, configurandosi come un criterio chiave per l’accesso ai diritti sociali. Questo contributo analizza criticamente come la vulnerabilità venga concettualizzata, operativamente utilizzata e comunicata nel sistema italiano di accoglienza dei richiedenti asilo, inteso come caso paradigmatico di “welfare controintuitivo”: un modello che, pur proclamando principi universalistici, produce effetti selettivi ed esclusivi. Attraverso un approccio qualitativo, che combina l’analisi del contenuto e l’analisi critica del discorso, l’articolo esplora tre dimensioni: l’evoluzione normativa della categoria di vulnerabilità, le modalità di classificazione e presa in carico nei dispositivi amministrativi, e le retoriche politico-istituzionali nei dibattiti parlamentari sulla conversione in legge dei decreti in tema di accoglienza dal 2018 al 2023. L’indagine evidenzia come la vulnerabilità venga mobilitata per legittimare pratiche selettive e diseguali nonché gerarchie morali tra migranti, fungendo da leva di moralizzazione e dispositivo di controllo simbolico e materiale, rafforzando logiche di compassione selettiva. In tale prospettiva, l’articolo contribuisce a una riflessione critica sul ruolo ambivalente della vulnerabilità nel welfare contemporaneo, sempre più orientato alla gestione differenziale dell’accesso alle tutele.

In nome della vulnerabilità. La configurazione del welfare controintuitivo nel sistema italiano di accoglienza dei richiedenti asilo / Erika Cellini, Giorgia Bulli, Stella Milani. - In: POLITICHE SOCIALI. - ISSN 2284-2098. - STAMPA. - 3:(In corso di stampa), pp. 0-0.

In nome della vulnerabilità. La configurazione del welfare controintuitivo nel sistema italiano di accoglienza dei richiedenti asilo.

Erika Cellini
;
Giorgia Bulli
;
Stella Milani
In corso di stampa

Abstract

Il concetto di vulnerabilità ha acquisito negli ultimi decenni una crescente centralità nei discorsi politici e nelle politiche sociali, configurandosi come un criterio chiave per l’accesso ai diritti sociali. Questo contributo analizza criticamente come la vulnerabilità venga concettualizzata, operativamente utilizzata e comunicata nel sistema italiano di accoglienza dei richiedenti asilo, inteso come caso paradigmatico di “welfare controintuitivo”: un modello che, pur proclamando principi universalistici, produce effetti selettivi ed esclusivi. Attraverso un approccio qualitativo, che combina l’analisi del contenuto e l’analisi critica del discorso, l’articolo esplora tre dimensioni: l’evoluzione normativa della categoria di vulnerabilità, le modalità di classificazione e presa in carico nei dispositivi amministrativi, e le retoriche politico-istituzionali nei dibattiti parlamentari sulla conversione in legge dei decreti in tema di accoglienza dal 2018 al 2023. L’indagine evidenzia come la vulnerabilità venga mobilitata per legittimare pratiche selettive e diseguali nonché gerarchie morali tra migranti, fungendo da leva di moralizzazione e dispositivo di controllo simbolico e materiale, rafforzando logiche di compassione selettiva. In tale prospettiva, l’articolo contribuisce a una riflessione critica sul ruolo ambivalente della vulnerabilità nel welfare contemporaneo, sempre più orientato alla gestione differenziale dell’accesso alle tutele.
In corso di stampa
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Erika Cellini, Giorgia Bulli, Stella Milani
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