Il presente studio si propone come contributo all’analisi stratigrafica e all’edizione critica del Battistero di Firenze, in attesa della convergenza dei dati già raccolti e in corso di assunzione. Qui si interroga il monumento su di un aspetto ancora poco indagato, ovvero quello delle tracce di lavorazione delle superfici lapidee. Esse corrispondono alla dotazione di strumenti delle maestranze attive nel cantiere, alla cultura tecnica a loro disponibile, a fasi diverse di lavorazione o rilavorazione del medesimo elemento e, dunque, possono offrire utili informazioni sulla sequenza cronologica delle operazioni di costruzione e sulla provenienza geostorica dei materiali, oltre a segnalare anomalie e variazioni all’interno di porzioni apparentemente omogenee. La strumentazione riconoscibile all’interno del Battistero è per lo più coerentemente pertinente alle diverse operazioni di confezionamento degli elementi lapidei, dimostrando un avvenuto consolidamento della pratica produttiva a pie’ d’opera. La combinazione frequente dei medesimi litotipo, strumentazione e morfologia consente di osservarne le deviazioni statistiche e di individuare le non poche anomalie, interpretate come indicatori di interventi successivi (spoglio, rilavorazione, inserimento), piuttosto che come incertezze in un cantiere, peraltro, assai controllato e frutto di precedenti sperimentazioni tecnologiche. / The present study is proposed as a contribution to the stratigraphic analysis and critical edition of the Baptistery of Florence, awaiting the convergence of the data already collected and in progress of recruitment. Here we examine the monument on an aspect that is still little investigated, namely that of the traces of workmanship on the stone surfaces. They correspond to the tools of the workers active in the site, to the technical culture available to them, to different phases of working or reworking of the same element; therefore, they can offer useful information on the chronological sequence of the construction operations and on the geo-historical provenance of the materials, as well as pointing out anomalies and variations within apparently homogeneous portions.

Una questione di pelle. La lavorazione superficiale delle pietre dei fronti interni del Battistero di Firenze / marco frati. - In: ARCHEOLOGIA DELL'ARCHITETTURA. - ISSN 1126-6236. - STAMPA. - (In corso di stampa), pp. 0-0.

Una questione di pelle. La lavorazione superficiale delle pietre dei fronti interni del Battistero di Firenze

marco frati
In corso di stampa

Abstract

Il presente studio si propone come contributo all’analisi stratigrafica e all’edizione critica del Battistero di Firenze, in attesa della convergenza dei dati già raccolti e in corso di assunzione. Qui si interroga il monumento su di un aspetto ancora poco indagato, ovvero quello delle tracce di lavorazione delle superfici lapidee. Esse corrispondono alla dotazione di strumenti delle maestranze attive nel cantiere, alla cultura tecnica a loro disponibile, a fasi diverse di lavorazione o rilavorazione del medesimo elemento e, dunque, possono offrire utili informazioni sulla sequenza cronologica delle operazioni di costruzione e sulla provenienza geostorica dei materiali, oltre a segnalare anomalie e variazioni all’interno di porzioni apparentemente omogenee. La strumentazione riconoscibile all’interno del Battistero è per lo più coerentemente pertinente alle diverse operazioni di confezionamento degli elementi lapidei, dimostrando un avvenuto consolidamento della pratica produttiva a pie’ d’opera. La combinazione frequente dei medesimi litotipo, strumentazione e morfologia consente di osservarne le deviazioni statistiche e di individuare le non poche anomalie, interpretate come indicatori di interventi successivi (spoglio, rilavorazione, inserimento), piuttosto che come incertezze in un cantiere, peraltro, assai controllato e frutto di precedenti sperimentazioni tecnologiche. / The present study is proposed as a contribution to the stratigraphic analysis and critical edition of the Baptistery of Florence, awaiting the convergence of the data already collected and in progress of recruitment. Here we examine the monument on an aspect that is still little investigated, namely that of the traces of workmanship on the stone surfaces. They correspond to the tools of the workers active in the site, to the technical culture available to them, to different phases of working or reworking of the same element; therefore, they can offer useful information on the chronological sequence of the construction operations and on the geo-historical provenance of the materials, as well as pointing out anomalies and variations within apparently homogeneous portions.
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