In Armenia, the Geghard settlement, together with the Upper Azat Valley, is one of the declared Armenian World Heritage sites (2000). Due to their original artistic influences and the mix of decorative elements and compositional solutions, the rock-cut chapels of this site are wholly exemplary both for medieval Armenian architecture and for the cultural panorama of monumental rock-cut architecture. The report investigates the buildings excavated northwest of the monumental complex, believed to be among the oldest on the site. The rocky spur and the buildings are affected by numerous lesions that compromise their stability and, for now, do not appear to be of interest to restoration and consolidation interventions. The documentation of the data is therefore essential to preserve the memory of the oldest buildings in the complex, which, despite their severe degradation, retain interesting graphic and textual architectural traces of the ancient monastery, which are at risk of collapse. In Armenia, l’insediamento di Geghard, insieme alla Valle superiore dell’Azat, è uno dei siti armeni dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità (2000). Per l’originalità delle influenze artistiche e per la compresenza di elementi decorativi e soluzioni compositive, le cappelle rupestri del sito risultano pienamente esemplari sia dell’architettura armena medievale sia del panorama culturale dell’architettura monumentale scavata nella roccia. Il rapporto analizza gli edifici scavati a nord-ovest del complesso monumentale, ritenuti tra i più antichi del sito. Lo sperone roccioso e le strutture sono interessati da numerose lesioni che ne compromettono la stabilità e che, allo stato attuale, non sembrano essere oggetto di interventi di restauro e consolidamento. La documentazione dei dati risulta pertanto essenziale per preservare la memoria degli edifici più antichi del complesso, i quali, nonostante il grave degrado, conservano interessanti tracce architettoniche grafiche e testuali dell’antico monastero, oggi a rischio di crollo.
Geghard: il nucleo antico del monastero Ayrivank (Armenia). Indagine e documentazione / carmela crescenzi. - In: RESTAURO ARCHEOLOGICO. - ISSN 1724-9686. - STAMPA. - (2025), pp. 200-209. ( Paesaggi culturali degli insediamenti in roccia Ricerca. Valorizzazione. Promozione Palagianello (TA) 26-29 settembre 2024) [10.36253/rar-18169].
Geghard: il nucleo antico del monastero Ayrivank (Armenia). Indagine e documentazione
carmela crescenzi
2025
Abstract
In Armenia, the Geghard settlement, together with the Upper Azat Valley, is one of the declared Armenian World Heritage sites (2000). Due to their original artistic influences and the mix of decorative elements and compositional solutions, the rock-cut chapels of this site are wholly exemplary both for medieval Armenian architecture and for the cultural panorama of monumental rock-cut architecture. The report investigates the buildings excavated northwest of the monumental complex, believed to be among the oldest on the site. The rocky spur and the buildings are affected by numerous lesions that compromise their stability and, for now, do not appear to be of interest to restoration and consolidation interventions. The documentation of the data is therefore essential to preserve the memory of the oldest buildings in the complex, which, despite their severe degradation, retain interesting graphic and textual architectural traces of the ancient monastery, which are at risk of collapse. In Armenia, l’insediamento di Geghard, insieme alla Valle superiore dell’Azat, è uno dei siti armeni dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità (2000). Per l’originalità delle influenze artistiche e per la compresenza di elementi decorativi e soluzioni compositive, le cappelle rupestri del sito risultano pienamente esemplari sia dell’architettura armena medievale sia del panorama culturale dell’architettura monumentale scavata nella roccia. Il rapporto analizza gli edifici scavati a nord-ovest del complesso monumentale, ritenuti tra i più antichi del sito. Lo sperone roccioso e le strutture sono interessati da numerose lesioni che ne compromettono la stabilità e che, allo stato attuale, non sembrano essere oggetto di interventi di restauro e consolidamento. La documentazione dei dati risulta pertanto essenziale per preservare la memoria degli edifici più antichi del complesso, i quali, nonostante il grave degrado, conservano interessanti tracce architettoniche grafiche e testuali dell’antico monastero, oggi a rischio di crollo.| File | Dimensione | Formato | |
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