Il processo contenzioso-amministrativo spagnolo conosce un istituto apparente- mente eccentrico rispetto ai sistemi processuali fondati sul principio della domanda e sul principio dispositivo: il planteamiento de las tesis, cioè il potere del giudice di introdurre d’ufficio motivi ulteriori rispetto a quelli fatti valere dalle parti. Alcuni studiosi hanno considerato questo istituto come un residuo dell’impronta oggettivi- stica del processo contenzioso-amministrativo spagnolo, che non sarebbe stata, quindi, del tutto superata nel modello risultante dalla Costituzione del 1978 e dalla riforma del 1998. Lo scritto intende evidenziare come, analizzando i limiti sostanziali e procedurali di questo strumento, il collegamento tra introduzione d’ufficio dei motivi di ricorso e concezione oggettivistica della tutela non sia affatto obbligato. L’esercizio di tale potere, infatti, non è di per sé funzionale al ripristino della legalità obiettiva, ma può rispondere alle esigenze di una tutela piena ed effettiva, oltre che al bisogno di riequilibrare il gap conoscitivo tra amministrazione e individuo che discende dalladinamica potere-diritto (o interesse legittimo). Queste notazioni possono rivelarsi utili anche in riferimento al processo amministra- tivo italiano. Da un lato, perché (de iure condendo) il riconoscimento di un ruolo più attivo del giudice in relazione all’allargamento dei motivi di ricorso potrebbe contribuire a dare una risposta alle esigenze di effettività e pienezza della tutela che si proiettano sul riesercizio del potere che “sopravvive” alla sentenza. Dall’altro, perché è di stimolo alla riflessione sul significato attuale del principio della domanda, in sé e con riferimento a prassi applicative (come l’assorbimento dei motivi) che sembrano ridurre la capacità del processo di fornire una risposta efficace ai bisogni di tutela. *** The Spanish contentious-administrative process includes a device that appears some- what unconventional when viewed in light of procedural systems grounded in the principles of party disposition and demand: the planteamiento de las tesis; that is, the judge’s power to raise ex officio additional grounds beyond those invoked by the parties. Some scholars have regarded this mechanism as a legacy of the objectivist imprint historically shaping Spanish administrative litigation, suggesting that such imprint was not entirely eliminated by the model established under the 1978 Consti- tution and the 1998 reform. This article intends to highlight how, by analyzing the substantive and procedural limits of this instrument, the supposed link between the ex officio introduction of grounds of appeal and an objectivist conception of judicial protection is not necessarily required. The exercise of such judicial power is not, in itself, aimed at restoring objective legality; rather, it may serve the pursuit of full and effective protection, as well as the need to redress the informational asymmetry between the public administration and the individual. These considerations may also be relevant to the Italian administrative process. On the one hand, from a de iure condendo perspective, acknowledging a more active judicial role in the expansion of grounds of appeal could enhance both the effectiveness and the scope of legal protection, particularly with regard to the re-exercise of administrative powers that “survive” the judgment. On the other hand, the discussion invites a reconsideration of the current meaning of the principle of demand, both in itself and in relation to certain procedural practices such as the absorption of grounds, which appear to constrain the capacity of the process to provide an effective response to the need for judicial protection.
L’INTRODUZIONE UFFICIOSA DEI MOTIVI DI RICORSO NEL PROCESSO CONTENZIOSO-AMMINISTRATIVO SPAGNOLO: COMPATIBILITÀ CON LA CONCEZIONE SOGGETTIVISTICA DELLATUTELA (E SPAZI PER UNA “CONTAMINAZIONE”) / Chiara Cudia. - In: DIRITTO PROCESSUALE AMMINISTRATIVO. - ISSN 0393-1315. - STAMPA. - (2025), pp. 733-786.
L’INTRODUZIONE UFFICIOSA DEI MOTIVI DI RICORSO NEL PROCESSO CONTENZIOSO-AMMINISTRATIVO SPAGNOLO: COMPATIBILITÀ CON LA CONCEZIONE SOGGETTIVISTICA DELLATUTELA (E SPAZI PER UNA “CONTAMINAZIONE”)
Chiara Cudia
2025
Abstract
Il processo contenzioso-amministrativo spagnolo conosce un istituto apparente- mente eccentrico rispetto ai sistemi processuali fondati sul principio della domanda e sul principio dispositivo: il planteamiento de las tesis, cioè il potere del giudice di introdurre d’ufficio motivi ulteriori rispetto a quelli fatti valere dalle parti. Alcuni studiosi hanno considerato questo istituto come un residuo dell’impronta oggettivi- stica del processo contenzioso-amministrativo spagnolo, che non sarebbe stata, quindi, del tutto superata nel modello risultante dalla Costituzione del 1978 e dalla riforma del 1998. Lo scritto intende evidenziare come, analizzando i limiti sostanziali e procedurali di questo strumento, il collegamento tra introduzione d’ufficio dei motivi di ricorso e concezione oggettivistica della tutela non sia affatto obbligato. L’esercizio di tale potere, infatti, non è di per sé funzionale al ripristino della legalità obiettiva, ma può rispondere alle esigenze di una tutela piena ed effettiva, oltre che al bisogno di riequilibrare il gap conoscitivo tra amministrazione e individuo che discende dalladinamica potere-diritto (o interesse legittimo). Queste notazioni possono rivelarsi utili anche in riferimento al processo amministra- tivo italiano. Da un lato, perché (de iure condendo) il riconoscimento di un ruolo più attivo del giudice in relazione all’allargamento dei motivi di ricorso potrebbe contribuire a dare una risposta alle esigenze di effettività e pienezza della tutela che si proiettano sul riesercizio del potere che “sopravvive” alla sentenza. Dall’altro, perché è di stimolo alla riflessione sul significato attuale del principio della domanda, in sé e con riferimento a prassi applicative (come l’assorbimento dei motivi) che sembrano ridurre la capacità del processo di fornire una risposta efficace ai bisogni di tutela. *** The Spanish contentious-administrative process includes a device that appears some- what unconventional when viewed in light of procedural systems grounded in the principles of party disposition and demand: the planteamiento de las tesis; that is, the judge’s power to raise ex officio additional grounds beyond those invoked by the parties. Some scholars have regarded this mechanism as a legacy of the objectivist imprint historically shaping Spanish administrative litigation, suggesting that such imprint was not entirely eliminated by the model established under the 1978 Consti- tution and the 1998 reform. This article intends to highlight how, by analyzing the substantive and procedural limits of this instrument, the supposed link between the ex officio introduction of grounds of appeal and an objectivist conception of judicial protection is not necessarily required. The exercise of such judicial power is not, in itself, aimed at restoring objective legality; rather, it may serve the pursuit of full and effective protection, as well as the need to redress the informational asymmetry between the public administration and the individual. These considerations may also be relevant to the Italian administrative process. On the one hand, from a de iure condendo perspective, acknowledging a more active judicial role in the expansion of grounds of appeal could enhance both the effectiveness and the scope of legal protection, particularly with regard to the re-exercise of administrative powers that “survive” the judgment. On the other hand, the discussion invites a reconsideration of the current meaning of the principle of demand, both in itself and in relation to certain procedural practices such as the absorption of grounds, which appear to constrain the capacity of the process to provide an effective response to the need for judicial protection.| File | Dimensione | Formato | |
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