La sezione a cura dell'autrice («Gregorio Lambranzi, compositor di balli teatrali»: la Tantz-Schul e la codificazione della danza espressiva italiana) analizza la "Neue und Curieuse Theatrialische Tantz-Schul" (1716) di Gregorio Lambranzi come documento chiave per la codificazione della danza teatrale espressiva italiana tra Sei e Settecento. Il trattato viene interpretato come un compendio visivo della prassi scenica dei professionisti, fortemente radicato nella tradizione della Commedia dell’Arte e fondato sul principio del gesto “parlante” e della drammaturgia del corpo. Attraverso incisioni che integrano musica, costume e azione mimica, Lambranzi propone un modello alternativo alla notazione accademica francese, privilegiando l’improvvisazione, l’interpretazione individuale e la trasmissione per immagini. L’opera si configura così come strumento pratico e teorico insieme, volto a fissare e legittimare una tradizione performativa italiana basata sulla memoria corporea, sull’azione scenica e sull’adattabilità del danzatore-attore. .

Un ritratto della Commedia dell'Arte attraverso l'Europa: danza, musica e figura nella "Tantz-Schul" di Gregorio Lambranzi (1716) / Caterina Pagnini. - In: MUSICA & FIGURA. - ISSN 2284-032X. - STAMPA. - 12:(2025), pp. 119-144.

Un ritratto della Commedia dell'Arte attraverso l'Europa: danza, musica e figura nella "Tantz-Schul" di Gregorio Lambranzi (1716)

Caterina Pagnini
2025

Abstract

La sezione a cura dell'autrice («Gregorio Lambranzi, compositor di balli teatrali»: la Tantz-Schul e la codificazione della danza espressiva italiana) analizza la "Neue und Curieuse Theatrialische Tantz-Schul" (1716) di Gregorio Lambranzi come documento chiave per la codificazione della danza teatrale espressiva italiana tra Sei e Settecento. Il trattato viene interpretato come un compendio visivo della prassi scenica dei professionisti, fortemente radicato nella tradizione della Commedia dell’Arte e fondato sul principio del gesto “parlante” e della drammaturgia del corpo. Attraverso incisioni che integrano musica, costume e azione mimica, Lambranzi propone un modello alternativo alla notazione accademica francese, privilegiando l’improvvisazione, l’interpretazione individuale e la trasmissione per immagini. L’opera si configura così come strumento pratico e teorico insieme, volto a fissare e legittimare una tradizione performativa italiana basata sulla memoria corporea, sull’azione scenica e sull’adattabilità del danzatore-attore. .
2025
12
119
144
Caterina Pagnini
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