L’articolo analizza la legge regionale toscana n. 61/2024 sul turismo e la sentenza n. 186/2025 della Corte costituzionale che ha respinto l’impugnativa del Governo, riconoscendone la piena legittimità. La normativa, pur presentandosi come legge di settore, assume un chiaro rilievo urbanistico poiché interviene sugli usi del patrimonio edilizio, sulla funzione residenziale e sull’equilibrio funzionale delle città, in particolare nei contesti ad alta attrattività turistica. Il contributo ricostruisce il contesto territoriale segnato da fenomeni di overtourism e pressione abitativa, soffermandosi sul conflitto istituzionale tra Stato e Regione e sul diverso approccio interpretativo al turismo: attività economica per il Governo, fenomeno territoriale per il legislatore regionale. La Corte costituzionale valorizza la dimensione spaziale del turismo e legittima forme di regolazione urbanistica indiretta, riconoscendo la possibilità di differenziazioni territoriali e limitazioni proporzionate a tutela della residenzialità e della qualità urbana. La decisione assume così un significato che va oltre il caso toscano, riaffermando il ruolo del governo pubblico del territorio e indicando una possibile traiettoria per l’urbanistica italiana contemporanea. This article examines Tuscany Regional Law no. 61/2024 on tourism and Constitutional Court Judgment no. 186/2025, which rejected the Government’s challenge and confirmed the law’s overall legitimacy. Although formally framed as sectoral legislation, the regional law has a clear urban and territorial relevance, as it affects the use of the built environment, residential functions and the functional balance of cities, particularly in areas of high tourist attractiveness. The article reconstructs the territorial context marked by overtourism and housing pressure, focusing on the institutional conflict between the State and the Region and on their differing interpretations of tourism: an economic activity in the Government’s view, a territorial phenomenon in the regional legislator’s approach. The Constitutional Court emphasises the inherently spatial dimension of tourism and legitimises forms of indirect urban regulation, recognising the admissibility of territorially differentiated and proportionate limitations aimed at safeguarding residential use and urban quality. The judgment therefore goes beyond the Tuscan case, reaffirming the role of public territorial governance and outlining a possible trajectory for contemporary Italian urban planning.

Regolare il turismo per governare la città. La Legge regionale Toscana 61/2024 e il ruolo della Corte Costituzionale nella riaffermazione del governo del territorio / Giuseppe De Luca. - In: URBANISTICA INFORMAZIONI. - ISSN 0392-5005. - ELETTRONICO. - 324:(2025), pp. 85-89.

Regolare il turismo per governare la città. La Legge regionale Toscana 61/2024 e il ruolo della Corte Costituzionale nella riaffermazione del governo del territorio

Giuseppe De Luca
Writing – Review & Editing
2025

Abstract

L’articolo analizza la legge regionale toscana n. 61/2024 sul turismo e la sentenza n. 186/2025 della Corte costituzionale che ha respinto l’impugnativa del Governo, riconoscendone la piena legittimità. La normativa, pur presentandosi come legge di settore, assume un chiaro rilievo urbanistico poiché interviene sugli usi del patrimonio edilizio, sulla funzione residenziale e sull’equilibrio funzionale delle città, in particolare nei contesti ad alta attrattività turistica. Il contributo ricostruisce il contesto territoriale segnato da fenomeni di overtourism e pressione abitativa, soffermandosi sul conflitto istituzionale tra Stato e Regione e sul diverso approccio interpretativo al turismo: attività economica per il Governo, fenomeno territoriale per il legislatore regionale. La Corte costituzionale valorizza la dimensione spaziale del turismo e legittima forme di regolazione urbanistica indiretta, riconoscendo la possibilità di differenziazioni territoriali e limitazioni proporzionate a tutela della residenzialità e della qualità urbana. La decisione assume così un significato che va oltre il caso toscano, riaffermando il ruolo del governo pubblico del territorio e indicando una possibile traiettoria per l’urbanistica italiana contemporanea. This article examines Tuscany Regional Law no. 61/2024 on tourism and Constitutional Court Judgment no. 186/2025, which rejected the Government’s challenge and confirmed the law’s overall legitimacy. Although formally framed as sectoral legislation, the regional law has a clear urban and territorial relevance, as it affects the use of the built environment, residential functions and the functional balance of cities, particularly in areas of high tourist attractiveness. The article reconstructs the territorial context marked by overtourism and housing pressure, focusing on the institutional conflict between the State and the Region and on their differing interpretations of tourism: an economic activity in the Government’s view, a territorial phenomenon in the regional legislator’s approach. The Constitutional Court emphasises the inherently spatial dimension of tourism and legitimises forms of indirect urban regulation, recognising the admissibility of territorially differentiated and proportionate limitations aimed at safeguarding residential use and urban quality. The judgment therefore goes beyond the Tuscan case, reaffirming the role of public territorial governance and outlining a possible trajectory for contemporary Italian urban planning.
2025
324
85
89
Goal 11: Sustainable cities and communities
Giuseppe De Luca
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