Il contributo analizza l’obbligo, previsto dall’art. 2086 c.c., di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, con riferimento alla sua applicazione nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI). Dopo aver delineato le caratteristiche di tali realtà, il lavoro evidenzia come il parametro normativo dell’adeguatezza non possa essere letto in termini astratti o uniformi, ma debba necessariamente essere declinato secondo il principio di proporzionalità implicito nel riferimento legislativo alle “dimensioni” dell’impresa. In questo quadro, l’adeguatezza degli assetti deve essere valutata alla luce della loro sostenibilità, non solo ai fini della valutazione della responsabilità degli amministratori (anche in sede penale), ma anche quale fattore determinante per l’accesso al credito, in linea con gli Orientamenti EBA e la prassi bancaria. Particolare attenzione è de-dicata al ruolo del monitoraggio finanziario, individuato come elemento impre-scindibile per qualificare un assetto come adeguato, e al rapporto tra assetti so-cietari e “misure idonee” richieste all’imprenditore individuale ai sensi dell’art. 3 CCII. L’articolo propone quindi una lettura che coniuga la ratio della norma con la necessità di evitare oneri organizzativi sproporzionati, così da consentirne un’attuazione effettiva e coerente con le esigenze delle imprese di minori dimen-sioni che costituiscono il cuore del tessuto produttivo italiano.
Assetti “adeguati alle dimensioni” dell’impresa. Per un’attuazione sostenibile dell’art. 2086 c.c. nelle piccole e medie imprese / Niccolo' Usai. - In: RIVISTA DI DIRITTO SOCIETARIO. - ISSN 1972-9243. - STAMPA. - (2025), pp. 825-846.
Assetti “adeguati alle dimensioni” dell’impresa. Per un’attuazione sostenibile dell’art. 2086 c.c. nelle piccole e medie imprese
Niccolo' Usai
2025
Abstract
Il contributo analizza l’obbligo, previsto dall’art. 2086 c.c., di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, con riferimento alla sua applicazione nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI). Dopo aver delineato le caratteristiche di tali realtà, il lavoro evidenzia come il parametro normativo dell’adeguatezza non possa essere letto in termini astratti o uniformi, ma debba necessariamente essere declinato secondo il principio di proporzionalità implicito nel riferimento legislativo alle “dimensioni” dell’impresa. In questo quadro, l’adeguatezza degli assetti deve essere valutata alla luce della loro sostenibilità, non solo ai fini della valutazione della responsabilità degli amministratori (anche in sede penale), ma anche quale fattore determinante per l’accesso al credito, in linea con gli Orientamenti EBA e la prassi bancaria. Particolare attenzione è de-dicata al ruolo del monitoraggio finanziario, individuato come elemento impre-scindibile per qualificare un assetto come adeguato, e al rapporto tra assetti so-cietari e “misure idonee” richieste all’imprenditore individuale ai sensi dell’art. 3 CCII. L’articolo propone quindi una lettura che coniuga la ratio della norma con la necessità di evitare oneri organizzativi sproporzionati, così da consentirne un’attuazione effettiva e coerente con le esigenze delle imprese di minori dimen-sioni che costituiscono il cuore del tessuto produttivo italiano.| File | Dimensione | Formato | |
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