L’articolo analizza in modo critico l’impiego delle specie arboree alloctone invasive, evidenziando come la loro valutazione non possa basarsi esclusivamente su parametri di crescita rapida, produttività o apparente resilienza. Gli autori mostrano che molte specie invasive, inizialmente promosse per presunti benefici ornamentali, produttivi o climatici, generano nel medio-lungo periodo gravi impatti ecologici, tra cui perdita di biodiversità, alterazione dei cicli biogeochimici, modifiche degli habitat e competizione con la flora autoctona. Vengono discussi casi emblematici (tra cui Acer negundo, Ailanthus altissima, Amorpha fruticosa, Paulownia spp.), con particolare attenzione ai contesti urbani e periurbani. L’articolo approfondisce inoltre i costi economici spesso sottostimati legati a monitoraggio, contenimento ed eradicazione, nonché i danni indiretti a infrastrutture, agricoltura e servizi ecosistemici. La conclusione sottolinea la necessità di superare approcci semplicistici e utilitaristici, adottando valutazioni integrate, scientificamente fondate e orientate al lungo termine nella pianificazione del verde e delle politiche ambientali.
Non è tutto oro ciò che luccica / Francesco Ferrini. - In: ACER. - ISSN 1828-4434. - STAMPA. - (2025), pp. 24-30.
Non è tutto oro ciò che luccica
Francesco Ferrini
Writing – Review & Editing
2025
Abstract
L’articolo analizza in modo critico l’impiego delle specie arboree alloctone invasive, evidenziando come la loro valutazione non possa basarsi esclusivamente su parametri di crescita rapida, produttività o apparente resilienza. Gli autori mostrano che molte specie invasive, inizialmente promosse per presunti benefici ornamentali, produttivi o climatici, generano nel medio-lungo periodo gravi impatti ecologici, tra cui perdita di biodiversità, alterazione dei cicli biogeochimici, modifiche degli habitat e competizione con la flora autoctona. Vengono discussi casi emblematici (tra cui Acer negundo, Ailanthus altissima, Amorpha fruticosa, Paulownia spp.), con particolare attenzione ai contesti urbani e periurbani. L’articolo approfondisce inoltre i costi economici spesso sottostimati legati a monitoraggio, contenimento ed eradicazione, nonché i danni indiretti a infrastrutture, agricoltura e servizi ecosistemici. La conclusione sottolinea la necessità di superare approcci semplicistici e utilitaristici, adottando valutazioni integrate, scientificamente fondate e orientate al lungo termine nella pianificazione del verde e delle politiche ambientali.| File | Dimensione | Formato | |
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