The re-expansion of large mammals in European human-dominated landscapes poses new challenges for wildlife conservation and management practices. Supplementary feeding of ungulates is a widespread practice with several motivations, including hunting, yet the known effects on target and non-target species have yet to be disentangled. According to optimal foraging theory, such concentrated food sources may attract herbivores and carnivores in turn. As such, feeding sites may skew the spatial distribution of wildlife and alter intra-and interspecific interactions, including predator-prey dynamics. Here, we investigated the use of ungulate-specific feeding sites by target and non-target species in a human-dominated and touristic area of the Alps, using systematic camera trapping. We assessed potential temporal segregation between roe deer and red deer at feeding sites and whether these concentrated artificial food sources influenced the occurrence and site use intensity of ungulates and wolves at the broader scale. We found that feeding site frequentation by roe deer was influenced by the presence of red deer, with a higher crepuscular and diurnal activity and a longer time span between visits at feeding stations strongly used by red deer, indicating potential temporal niche partitioning between the two ungulates. We also found that ungulates occurred with a higher probability at shorter distances from feeding sites and used sites with high human outdoor activity less intensively than less disturbed ones. Wolves' site use intensity was higher closer to feeding sites, indicating a potential effect of supplemental feeding sites on both prey's and predators' space use. Our results reveal side effects of artificial feeding sites, thus contributing to a more informed and evidence-based management, with high relevance especially in light of the considerable recovery of large mammals across anthropized regions of Europe and the popularity of artificial feeding of ungulates for hunting or recreational purposes. We thus advise limiting this practice in areas where large herbivores, predators, and humans closely coexist.La ricolonizzazione da parte dei grandi mammiferi di regioni europee intensamente antropizzate pone nuove sfide di conservazione e gestione della fauna selvatica. Il foraggiamento supplementare degli ungulati & egrave; una pratica diffusa con diversi scopi, tra cui la caccia, ma gli effetti su specie target e non target devono ancora essere chiariti. Secondo la teoria del foraggiamento ottimale, tali fonti concentrate di cibo possono attrarre gli erbivori e, a loro volta, anche i carnivori. Pertanto, i siti di foraggiamento artificiale possono alterare la distribuzione spaziale della fauna e modificare le interazioni intra e interspecifiche, incluse le dinamiche preda-predatore. In questo studio, abbiamo analizzato l'utilizzo di siti di alimentazione artificiale per ungulati da parte di specie target e non target in un'area delle Alpi fortemente antropizzata e turistica, utilizzando l'approccio del fototrappolaggio sistematico. Abbiamo inoltre valutato l'esistenza di una potenziale segregazione temporale tra capriolo e cervo presso i siti di foraggiamento e verificato se queste fonti di cibo artificiali e concentrate influenzassero l'occorrenza e l'intensit & agrave; di utilizzo dei siti da parte di ungulati e lupi su scala pi & ugrave; ampia. Abbiamo riscontrato che la frequentazione dei siti di foraggiamento da parte del capriolo & egrave; influenzata dalla presenza del cervo, con una maggiore attivit & agrave; crepuscolare e diurna e un lasso di tempo pi & ugrave; lungo fra le visite nei siti fortemente utilizzati dal cervo, il che suggerisce un possibile evitamento temporale. Inoltre, gli ungulati mostrano una maggiore probabilit & agrave; di occorrenza a distanze minori dai siti di foraggiamento e utilizzano meno intensamente i siti con elevata attivit & agrave; umana rispetto a quelli meno disturbati. Abbiamo inoltre riscontrato una maggiore intensit & agrave; di utilizzo dei siti vicino ai punti di foraggiamento da parte dei lupi, indicando un possibile effetto di queste pratiche sia sulle prede che sui predatori. I nostri risultati evidenziano diversi effetti indesiderati dei siti di foraggiamento artificiale, contribuendo a una gestione pi & ugrave; informata e basata su evidenze scientifiche, particolarmente rilevante alla luce della significativa ripresa dei grandi mammiferi in regioni antropizzate d'Europa e della diffusione del foraggiamento artificiale a scopi venatori o ricreativi. Raccomandiamo pertanto di limitare questa pratica laddove erbivori, predatori e umani convivono strettamente.
All you can eat: Artificial feeding sites affect large herbivores and their predator in a human-dominated landscape / Salvatori M.; Pellegrini C.; Ferraro E.; Roner L.; Brugnoli A.; Ossi F.; Cagnacci F.; Bombieri G.. - In: ECOSPHERE. - ISSN 2150-8925. - ELETTRONICO. - 16:(2025), pp. e70368.0-e70368.0. [10.1002/ecs2.70368]
All you can eat: Artificial feeding sites affect large herbivores and their predator in a human-dominated landscape
Salvatori M.
;
2025
Abstract
The re-expansion of large mammals in European human-dominated landscapes poses new challenges for wildlife conservation and management practices. Supplementary feeding of ungulates is a widespread practice with several motivations, including hunting, yet the known effects on target and non-target species have yet to be disentangled. According to optimal foraging theory, such concentrated food sources may attract herbivores and carnivores in turn. As such, feeding sites may skew the spatial distribution of wildlife and alter intra-and interspecific interactions, including predator-prey dynamics. Here, we investigated the use of ungulate-specific feeding sites by target and non-target species in a human-dominated and touristic area of the Alps, using systematic camera trapping. We assessed potential temporal segregation between roe deer and red deer at feeding sites and whether these concentrated artificial food sources influenced the occurrence and site use intensity of ungulates and wolves at the broader scale. We found that feeding site frequentation by roe deer was influenced by the presence of red deer, with a higher crepuscular and diurnal activity and a longer time span between visits at feeding stations strongly used by red deer, indicating potential temporal niche partitioning between the two ungulates. We also found that ungulates occurred with a higher probability at shorter distances from feeding sites and used sites with high human outdoor activity less intensively than less disturbed ones. Wolves' site use intensity was higher closer to feeding sites, indicating a potential effect of supplemental feeding sites on both prey's and predators' space use. Our results reveal side effects of artificial feeding sites, thus contributing to a more informed and evidence-based management, with high relevance especially in light of the considerable recovery of large mammals across anthropized regions of Europe and the popularity of artificial feeding of ungulates for hunting or recreational purposes. We thus advise limiting this practice in areas where large herbivores, predators, and humans closely coexist.La ricolonizzazione da parte dei grandi mammiferi di regioni europee intensamente antropizzate pone nuove sfide di conservazione e gestione della fauna selvatica. Il foraggiamento supplementare degli ungulati & egrave; una pratica diffusa con diversi scopi, tra cui la caccia, ma gli effetti su specie target e non target devono ancora essere chiariti. Secondo la teoria del foraggiamento ottimale, tali fonti concentrate di cibo possono attrarre gli erbivori e, a loro volta, anche i carnivori. Pertanto, i siti di foraggiamento artificiale possono alterare la distribuzione spaziale della fauna e modificare le interazioni intra e interspecifiche, incluse le dinamiche preda-predatore. In questo studio, abbiamo analizzato l'utilizzo di siti di alimentazione artificiale per ungulati da parte di specie target e non target in un'area delle Alpi fortemente antropizzata e turistica, utilizzando l'approccio del fototrappolaggio sistematico. Abbiamo inoltre valutato l'esistenza di una potenziale segregazione temporale tra capriolo e cervo presso i siti di foraggiamento e verificato se queste fonti di cibo artificiali e concentrate influenzassero l'occorrenza e l'intensit & agrave; di utilizzo dei siti da parte di ungulati e lupi su scala pi & ugrave; ampia. Abbiamo riscontrato che la frequentazione dei siti di foraggiamento da parte del capriolo & egrave; influenzata dalla presenza del cervo, con una maggiore attivit & agrave; crepuscolare e diurna e un lasso di tempo pi & ugrave; lungo fra le visite nei siti fortemente utilizzati dal cervo, il che suggerisce un possibile evitamento temporale. Inoltre, gli ungulati mostrano una maggiore probabilit & agrave; di occorrenza a distanze minori dai siti di foraggiamento e utilizzano meno intensamente i siti con elevata attivit & agrave; umana rispetto a quelli meno disturbati. Abbiamo inoltre riscontrato una maggiore intensit & agrave; di utilizzo dei siti vicino ai punti di foraggiamento da parte dei lupi, indicando un possibile effetto di queste pratiche sia sulle prede che sui predatori. I nostri risultati evidenziano diversi effetti indesiderati dei siti di foraggiamento artificiale, contribuendo a una gestione pi & ugrave; informata e basata su evidenze scientifiche, particolarmente rilevante alla luce della significativa ripresa dei grandi mammiferi in regioni antropizzate d'Europa e della diffusione del foraggiamento artificiale a scopi venatori o ricreativi. Raccomandiamo pertanto di limitare questa pratica laddove erbivori, predatori e umani convivono strettamente.| File | Dimensione | Formato | |
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