Il contributo prende in esame la performance-installazione Sun & Sea (Marina), curata da Lucia Pietroiusti e realizzata da Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė per il Padiglione della Lituania, vincitrice del Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale alla Biennale Arte di Venezia 2019. Ambientato su una spiaggia artificiale, il lavoro delle artiste lituane intreccia narrazione, canto e azione quotidiana, generando un dispositivo critico al confine tra teatro, arte visiva e opera. Attraverso voci individuali e corali, emergono temi centrali della contemporaneità, quali la crisi climatica, il consumismo, la memoria sociale e la responsabilità individuale. A partire da queste considerazioni, il presente saggio, adottando un approccio narrativo che riflette il metodo di indagine adottato, approfondisce, attraverso tre assi interpretativi – prospettiva, durata e stratificazione – le questioni, sollevate dal padiglione lituano, del paesaggio e della spettatorialità. Il paesaggio è infatti inteso come teatro dell’azione umana e come meta-paesaggio che riflette lo sguardo dello spettatore, chiamato a muoversi tra partecipazione e distacco. È così che nasce un’opera polifonica e aperta, che riformula il ruolo dell’artista e dello spettatore in chiave critica, mostrando come il paesaggio-spiaggia possa farsi metafora della condizione contemporanea e delle sue contraddizioni. This contribution examines the performance-installation Sun & Sea (Marina), curated by Lucia Pietroiusti and created by Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė and Lina Lapelytė for the Lithuanian Pavilion, winner of the Golden Lion for Best National Participation at the 2019 Venice Art Biennale. Set on an artificial beach, the Lithuanian artists’ work intertwines narration, song, and everyday action, producing a critical device at the intersection of theatre, visual art, and opera. Through individual and collective voices, central themes of contemporary life emerge, such as the climate crisis, consumerism, social memory, and individual responsibility. Building on these considerations, this article, adopting a narrative approach that mirrors the chosen method of inquiry, delves—through three interpretative axes: perspective, duration, and stratification—into the questions of landscape and spectatorship raised by the Lithuanian Pavilion. Landscape is understood both as a theatre of human action and as a meta-landscape that reflects the spectator’s gaze, who is called to shift between participation and detachment. In this way, a polyphonic and open work takes shape, one that critically redefines the role of both artist and spectator, showing how the beach-landscape can become a metaphor for the contemporary condition and its contradictions.
«Il mitologico, il poetico e l’affettivo»: storie di una giornata in spiaggia / Giorgio Bacci. - In: STUDI DI MEMOFONTE. - ISSN 2038-0488. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 144-161.
«Il mitologico, il poetico e l’affettivo»: storie di una giornata in spiaggia
Giorgio Bacci
2025
Abstract
Il contributo prende in esame la performance-installazione Sun & Sea (Marina), curata da Lucia Pietroiusti e realizzata da Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė per il Padiglione della Lituania, vincitrice del Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale alla Biennale Arte di Venezia 2019. Ambientato su una spiaggia artificiale, il lavoro delle artiste lituane intreccia narrazione, canto e azione quotidiana, generando un dispositivo critico al confine tra teatro, arte visiva e opera. Attraverso voci individuali e corali, emergono temi centrali della contemporaneità, quali la crisi climatica, il consumismo, la memoria sociale e la responsabilità individuale. A partire da queste considerazioni, il presente saggio, adottando un approccio narrativo che riflette il metodo di indagine adottato, approfondisce, attraverso tre assi interpretativi – prospettiva, durata e stratificazione – le questioni, sollevate dal padiglione lituano, del paesaggio e della spettatorialità. Il paesaggio è infatti inteso come teatro dell’azione umana e come meta-paesaggio che riflette lo sguardo dello spettatore, chiamato a muoversi tra partecipazione e distacco. È così che nasce un’opera polifonica e aperta, che riformula il ruolo dell’artista e dello spettatore in chiave critica, mostrando come il paesaggio-spiaggia possa farsi metafora della condizione contemporanea e delle sue contraddizioni. This contribution examines the performance-installation Sun & Sea (Marina), curated by Lucia Pietroiusti and created by Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė and Lina Lapelytė for the Lithuanian Pavilion, winner of the Golden Lion for Best National Participation at the 2019 Venice Art Biennale. Set on an artificial beach, the Lithuanian artists’ work intertwines narration, song, and everyday action, producing a critical device at the intersection of theatre, visual art, and opera. Through individual and collective voices, central themes of contemporary life emerge, such as the climate crisis, consumerism, social memory, and individual responsibility. Building on these considerations, this article, adopting a narrative approach that mirrors the chosen method of inquiry, delves—through three interpretative axes: perspective, duration, and stratification—into the questions of landscape and spectatorship raised by the Lithuanian Pavilion. Landscape is understood both as a theatre of human action and as a meta-landscape that reflects the spectator’s gaze, who is called to shift between participation and detachment. In this way, a polyphonic and open work takes shape, one that critically redefines the role of both artist and spectator, showing how the beach-landscape can become a metaphor for the contemporary condition and its contradictions.| File | Dimensione | Formato | |
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