The Scuderoni v. Italy judgment marks an important step in the European Court of Human Rights’ jurisprudence on domestic violence and States’ positive obligations under Articles 3 and 8 of the European Convention on Human Rights. The Court held Italy responsible for failing to prevent and effectively respond to domestic violence, while critically addressing the restrictive interpretation of the offence of ill-treatment under Article 572 of the Italian Criminal Code. The article argues that the requirement of habitual and systematic conduct, as applied by Italian courts, is incompatible with the standards set by the Istanbul Convention and the principle of due diligence. By focusing on the Court’s reasoning and the observations of the GREVIO, the analysis highlights how this interpretative approach trivialises domestic violence, reinforces gender stereotypes, and undermines victim protection. The judgment underscores the need for a gender-sensitive interpretation of criminal law capable of addressing the dynamics and escalation of domestic violence from its earliest manifestations. The article ultimately calls on ordinary courts to interpret domestic criminal law in conformity with international human rights obligations, ensuring effective protection from the earliest manifestations of domestic violence. La sentenza Scuderoni c. Italia segna un passo importante nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di violenza domestica e degli obblighi positivi degli Stati ai sensi degli articoli 3 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La Corte ha ritenuto l'Italia responsabile di non aver prevenuto e affrontato efficacemente la violenza domestica, criticando al contempo l'interpretazione restrittiva del reato di maltrattamento ai sensi dell'articolo 572 del codice penale italiano. L'articolo sostiene che il requisito di una condotta abituale e sistematica, come applicato dai tribunali italiani, è incompatibile con gli standard fissati dalla Convenzione di Istanbul e con il principio della dovuta diligenza. Concentrandosi sul ragionamento della Corte e sulle osservazioni del GREVIO, l'analisi evidenzia come questo approccio interpretativo banalizzi la violenza domestica, rafforzi gli stereotipi di genere e comprometta la protezione delle vittime. La sentenza sottolinea la necessità di un'interpretazione del diritto penale sensibile alle questioni di genere, in grado di affrontare le dinamiche e l'escalation della violenza domestica sin dalle sue prime manifestazioni. L'articolo invita infine i tribunali ordinari a interpretare il diritto penale nazionale in conformità con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, garantendo una protezione efficace sin dalle prime manifestazioni di violenza domestica.

Il caso Scuderoni c. Italia e l’interpretazione del reato di maltrattamenti in famiglia in violazione degli obblighi internazionali / Deborah Russo. - In: OSSERVATORIO SULLE FONTI. - ISSN 2038-5633. - ELETTRONICO. - 3/2025:(2025), pp. 245-255.

Il caso Scuderoni c. Italia e l’interpretazione del reato di maltrattamenti in famiglia in violazione degli obblighi internazionali

Deborah Russo
2025

Abstract

The Scuderoni v. Italy judgment marks an important step in the European Court of Human Rights’ jurisprudence on domestic violence and States’ positive obligations under Articles 3 and 8 of the European Convention on Human Rights. The Court held Italy responsible for failing to prevent and effectively respond to domestic violence, while critically addressing the restrictive interpretation of the offence of ill-treatment under Article 572 of the Italian Criminal Code. The article argues that the requirement of habitual and systematic conduct, as applied by Italian courts, is incompatible with the standards set by the Istanbul Convention and the principle of due diligence. By focusing on the Court’s reasoning and the observations of the GREVIO, the analysis highlights how this interpretative approach trivialises domestic violence, reinforces gender stereotypes, and undermines victim protection. The judgment underscores the need for a gender-sensitive interpretation of criminal law capable of addressing the dynamics and escalation of domestic violence from its earliest manifestations. The article ultimately calls on ordinary courts to interpret domestic criminal law in conformity with international human rights obligations, ensuring effective protection from the earliest manifestations of domestic violence. La sentenza Scuderoni c. Italia segna un passo importante nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di violenza domestica e degli obblighi positivi degli Stati ai sensi degli articoli 3 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La Corte ha ritenuto l'Italia responsabile di non aver prevenuto e affrontato efficacemente la violenza domestica, criticando al contempo l'interpretazione restrittiva del reato di maltrattamento ai sensi dell'articolo 572 del codice penale italiano. L'articolo sostiene che il requisito di una condotta abituale e sistematica, come applicato dai tribunali italiani, è incompatibile con gli standard fissati dalla Convenzione di Istanbul e con il principio della dovuta diligenza. Concentrandosi sul ragionamento della Corte e sulle osservazioni del GREVIO, l'analisi evidenzia come questo approccio interpretativo banalizzi la violenza domestica, rafforzi gli stereotipi di genere e comprometta la protezione delle vittime. La sentenza sottolinea la necessità di un'interpretazione del diritto penale sensibile alle questioni di genere, in grado di affrontare le dinamiche e l'escalation della violenza domestica sin dalle sue prime manifestazioni. L'articolo invita infine i tribunali ordinari a interpretare il diritto penale nazionale in conformità con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, garantendo una protezione efficace sin dalle prime manifestazioni di violenza domestica.
2025
3/2025
245
255
Goal 5: Gender equality
Deborah Russo
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