Il lavoro innesta la riflessione sulla crisi della democrazia costituzionale e dello Stato di diritto a partire dal nodo della “giustizia non amministrativa” evocato da Orsi Battaglini. L’analisi si concentra sulla categoria dell’atto politico-amministrativo, che, ritagliando un ambito di per sé sottratto alla giurisdizione, produce effetti negativi sia sugli equilibri tra i poteri, sia sul rispetto dei principi di legalità e giustiziabilità. Superando la lettura tradizionale (che fonda la politicità dell’atto sul requisito oggettivo e su quello soggettivo), si ritiene un’interpretazione costituzionalmente conforme dell’atto politico-amministrativo imponga di escluderne la politicità in presenza di due elementi: la presenza di regole giuridiche che fungano da parametro per il sindacato giurisdizionale e l’esistenza di situazioni giuridiche soggettive suscettibili di essere direttamente incise dall’atto stesso. L’impostazione è verificata, in particolare, con riguardo all’elenco dei “Paesi di origine sicuri”. L’inserimento di un Paese in tale elenco condiziona sia il procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della protezione internazionale, sia il processo eventualmente instaurato con l’impugnazione del provvedimento amministrativo che abbia negato tale protezione. Poiché si tratta di un atto disciplinato dal diritto dell’Unione, che definisce i requisiti in presenza dei quali un Paese può dirsi sicuro e impone l’aggiornamento dell’elenco, va esclusa la riconducibilità di tale atto alla categoria dell’atto politico e, quindi, ne è ammesso il sindacato da parte del giudice. Nella prima fase (quando tale elenco era contenuto in un decreto ministeriale) tale controllo si esercitava attraverso il potere-dovere del giudice di disapplicare il decreto ministeriale contenente l’elenco; nella seconda fase (successiva al trasferimento dell’elenco in un atto avente forza di legge), il controllo si manifesta attraverso la disapplicazione della fonte primaria in quanto contrastante con il diritto eurounitario. *** The article approaches the crisis of constitutional democracy and the rule of law through the prism of the “non-administrative justice” problem identified by Orsi Battaglini. It focuses on the category of the *political-administrative act*, which, by delineating a sphere that is *per se* immune from judicial review, produces negative effects both on the balance between the branches of government and on adherence to the principles of legality and justiciability. Departing from the traditional account—which predicates an act’s political character on objective and subjective requirements—the article argues that a constitutionally sound interpretation of the political-administrative act requires denying its “political” nature whenever two conditions obtain: first, the existence of legal rules capable of providing standards for judicial scrutiny; and second, the presence of subjective legal positions that the act is apt to affect directly. This framework is tested, in particular, against the list of “safe countries of origin”. The designation of a country as “safe” shapes both the administrative procedure for the recognition of international protection and any ensuing litigation challenging a refusal decision. Because the measure is governed by EU law—which specifies the criteria for designating a country as safe and requires the list to be regularly updated—it cannot properly be classified as a political act and must therefore remain open to judicial review. In an initial phase (when the list was set out in a ministerial decree), review took the form of the court’s power and duty to disapply the decree; in a later phase (after the list was incorporated into an instrument with the force of law), review operates through the disapplication of the primary source to the extent that it conflicts with EU law.
Intervento al dibattito Crisi della democrazia costituzionale e dello Stato di diritto. In occasione dei trent’anni di Diritto pubblico / chiara cudia. - In: DIRITTO PUBBLICO. - ISSN 1721-8985. - STAMPA. - (2025), pp. 857-866.
Intervento al dibattito Crisi della democrazia costituzionale e dello Stato di diritto. In occasione dei trent’anni di Diritto pubblico
chiara cudia
2025
Abstract
Il lavoro innesta la riflessione sulla crisi della democrazia costituzionale e dello Stato di diritto a partire dal nodo della “giustizia non amministrativa” evocato da Orsi Battaglini. L’analisi si concentra sulla categoria dell’atto politico-amministrativo, che, ritagliando un ambito di per sé sottratto alla giurisdizione, produce effetti negativi sia sugli equilibri tra i poteri, sia sul rispetto dei principi di legalità e giustiziabilità. Superando la lettura tradizionale (che fonda la politicità dell’atto sul requisito oggettivo e su quello soggettivo), si ritiene un’interpretazione costituzionalmente conforme dell’atto politico-amministrativo imponga di escluderne la politicità in presenza di due elementi: la presenza di regole giuridiche che fungano da parametro per il sindacato giurisdizionale e l’esistenza di situazioni giuridiche soggettive suscettibili di essere direttamente incise dall’atto stesso. L’impostazione è verificata, in particolare, con riguardo all’elenco dei “Paesi di origine sicuri”. L’inserimento di un Paese in tale elenco condiziona sia il procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della protezione internazionale, sia il processo eventualmente instaurato con l’impugnazione del provvedimento amministrativo che abbia negato tale protezione. Poiché si tratta di un atto disciplinato dal diritto dell’Unione, che definisce i requisiti in presenza dei quali un Paese può dirsi sicuro e impone l’aggiornamento dell’elenco, va esclusa la riconducibilità di tale atto alla categoria dell’atto politico e, quindi, ne è ammesso il sindacato da parte del giudice. Nella prima fase (quando tale elenco era contenuto in un decreto ministeriale) tale controllo si esercitava attraverso il potere-dovere del giudice di disapplicare il decreto ministeriale contenente l’elenco; nella seconda fase (successiva al trasferimento dell’elenco in un atto avente forza di legge), il controllo si manifesta attraverso la disapplicazione della fonte primaria in quanto contrastante con il diritto eurounitario. *** The article approaches the crisis of constitutional democracy and the rule of law through the prism of the “non-administrative justice” problem identified by Orsi Battaglini. It focuses on the category of the *political-administrative act*, which, by delineating a sphere that is *per se* immune from judicial review, produces negative effects both on the balance between the branches of government and on adherence to the principles of legality and justiciability. Departing from the traditional account—which predicates an act’s political character on objective and subjective requirements—the article argues that a constitutionally sound interpretation of the political-administrative act requires denying its “political” nature whenever two conditions obtain: first, the existence of legal rules capable of providing standards for judicial scrutiny; and second, the presence of subjective legal positions that the act is apt to affect directly. This framework is tested, in particular, against the list of “safe countries of origin”. The designation of a country as “safe” shapes both the administrative procedure for the recognition of international protection and any ensuing litigation challenging a refusal decision. Because the measure is governed by EU law—which specifies the criteria for designating a country as safe and requires the list to be regularly updated—it cannot properly be classified as a political act and must therefore remain open to judicial review. In an initial phase (when the list was set out in a ministerial decree), review took the form of the court’s power and duty to disapply the decree; in a later phase (after the list was incorporated into an instrument with the force of law), review operates through the disapplication of the primary source to the extent that it conflicts with EU law.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



