Scolpito in pietra serena e ravvivato in origine da una ricca policromia, il frammento della testa di un vescovo appartenuto all’antiquario francese Louis-Pierre Bresset (1902-1988) si può riconoscere in un lacerto del gisant di Andrea de’ Mozzi, proveniente da un perduto monumento sepolcrale innalzato nella chiesa fiorentina di San Gregorio della Pace, che sorgeva in Piazza de’ Mozzi, dove oggi è il Museo Stefano Bardini. Andrea de’ Mozzi fu vescovo di Firenze dal 1286 al 1295 e compare nell’Inferno dantesco tra i sodomiti. Il suo sepolcro fu configurato su modelli gotici diffusi tra i canonici di Santa Reparata e i vescovi legati all’ordine domenicano, e affidato a uno scultore segnato dalla lezione di Arnolfo di Cambio: un maestro che aveva intessuto relazioni con l’ambiente artistico fiorentino già prima di avviare il cantiere della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, fondata l’8 settembre 1296. Carved in pietra serena and originally enhanced by rich polychromy, a fragmentary head of a bishop formerly owned by the French art dealer Louis-Pierre Bresset (1902-1988) is here recognized as part of the gisant effigy of Andrea de’ Mozzi that once belonged to a now lost monument in the Florentine church of San Gregorio della Pace, which once stood in Piazza de’ Mozzi, the site of the present day Museo Stefano Bardini. Andrea de’ Mozzi was Bishop of Florence from 1286 to 1295 and appears among the sodomites in Dante’s Inferno. The tomb’s design was based on the Gothic models favoured by the canons of Santa Reparata and bishops associated with the Dominican order, and entrusted to a sculptor influenced by Arnolfo di Cambio who had established a connection with the Florentine milieu even before construction began on the Cathedral of Santa Maria del Fiore, founded on 8 September 1296.

Nella Firenze di Dante e di Arnolfo: la testa del gisant del vescovo Andrea de’ Mozzi, in "Paragone. Arte", LXXVI, 2025, 183 (907), pp. 3-29 / Gabriele Fattorini. - In: PARAGONE. ARTE. - ISSN 1120-4737. - STAMPA. - LXXVI:(2025), pp. 183 (907).3-183 (907).29.

Nella Firenze di Dante e di Arnolfo: la testa del gisant del vescovo Andrea de’ Mozzi, in "Paragone. Arte", LXXVI, 2025, 183 (907), pp. 3-29

Gabriele Fattorini
2025

Abstract

Scolpito in pietra serena e ravvivato in origine da una ricca policromia, il frammento della testa di un vescovo appartenuto all’antiquario francese Louis-Pierre Bresset (1902-1988) si può riconoscere in un lacerto del gisant di Andrea de’ Mozzi, proveniente da un perduto monumento sepolcrale innalzato nella chiesa fiorentina di San Gregorio della Pace, che sorgeva in Piazza de’ Mozzi, dove oggi è il Museo Stefano Bardini. Andrea de’ Mozzi fu vescovo di Firenze dal 1286 al 1295 e compare nell’Inferno dantesco tra i sodomiti. Il suo sepolcro fu configurato su modelli gotici diffusi tra i canonici di Santa Reparata e i vescovi legati all’ordine domenicano, e affidato a uno scultore segnato dalla lezione di Arnolfo di Cambio: un maestro che aveva intessuto relazioni con l’ambiente artistico fiorentino già prima di avviare il cantiere della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, fondata l’8 settembre 1296. Carved in pietra serena and originally enhanced by rich polychromy, a fragmentary head of a bishop formerly owned by the French art dealer Louis-Pierre Bresset (1902-1988) is here recognized as part of the gisant effigy of Andrea de’ Mozzi that once belonged to a now lost monument in the Florentine church of San Gregorio della Pace, which once stood in Piazza de’ Mozzi, the site of the present day Museo Stefano Bardini. Andrea de’ Mozzi was Bishop of Florence from 1286 to 1295 and appears among the sodomites in Dante’s Inferno. The tomb’s design was based on the Gothic models favoured by the canons of Santa Reparata and bishops associated with the Dominican order, and entrusted to a sculptor influenced by Arnolfo di Cambio who had established a connection with the Florentine milieu even before construction began on the Cathedral of Santa Maria del Fiore, founded on 8 September 1296.
2025
LXXVI
3
29
Gabriele Fattorini
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