Si dirà: i gravi problemi della giustizia penale vanno ben oltre la proposta di introdurre il nuovo reato di femminicidio. Vero, verissimo, le priorità sono sicuramente altre: l’emergenza carceraria che è ormai un’emergenza umanitaria; l’emergenza dei CPR, luoghi che nella sostanza sono carceri, dove si trattengono, in condizioni peggiori delle carceri, persone che non hanno commesso alcun reato; l’emergenza dei liberi sospesi (almeno 90.000), che dovrebbe stare tanto a cuore a chi sbandiera lo slogan del carcere come pena certa, visto che, rispetto a questi condannati con sentenza definitiva, per inefficienza e disorganizzazione, non solo non si esegue la pena carceraria, ma nemmeno le misure alternative, dando luogo a un’autentica impunità temporanea a ratifica del fallimento del sistema. D’altra parte, non può non far riflettere che dopo il decreto sicurezza, contestato in forma unanime da magistratura avvocatura e scienza giuridica, ci si proietti verso l’introduzione di questo “nuovo” reato. A me pare, infatti, che esso, là dove introdotto, avrebbe un significato politico e giuridico di grande rilievo, segnando un’ulteriore evoluzione del populismo penale nel senso dell’eccesso di violenza e disumanità: potremmo dire che con la sua introduzione si chiuderebbe il passaggio a una nuova fase della politica criminale, quella del sadismo penale.

Il tornante del femminicidio: si compirà il passaggio dal populismo al sadismo penale? / Roberto Bartoli. - In: SISTEMA PENALE. - ISSN 2704-8098. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 1-18.

Il tornante del femminicidio: si compirà il passaggio dal populismo al sadismo penale?

Roberto Bartoli
2025

Abstract

Si dirà: i gravi problemi della giustizia penale vanno ben oltre la proposta di introdurre il nuovo reato di femminicidio. Vero, verissimo, le priorità sono sicuramente altre: l’emergenza carceraria che è ormai un’emergenza umanitaria; l’emergenza dei CPR, luoghi che nella sostanza sono carceri, dove si trattengono, in condizioni peggiori delle carceri, persone che non hanno commesso alcun reato; l’emergenza dei liberi sospesi (almeno 90.000), che dovrebbe stare tanto a cuore a chi sbandiera lo slogan del carcere come pena certa, visto che, rispetto a questi condannati con sentenza definitiva, per inefficienza e disorganizzazione, non solo non si esegue la pena carceraria, ma nemmeno le misure alternative, dando luogo a un’autentica impunità temporanea a ratifica del fallimento del sistema. D’altra parte, non può non far riflettere che dopo il decreto sicurezza, contestato in forma unanime da magistratura avvocatura e scienza giuridica, ci si proietti verso l’introduzione di questo “nuovo” reato. A me pare, infatti, che esso, là dove introdotto, avrebbe un significato politico e giuridico di grande rilievo, segnando un’ulteriore evoluzione del populismo penale nel senso dell’eccesso di violenza e disumanità: potremmo dire che con la sua introduzione si chiuderebbe il passaggio a una nuova fase della politica criminale, quella del sadismo penale.
2025
1
18
Roberto Bartoli
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