Il testo propone una riflessione sull’affermazione del paradigma geometrico nell’ambito della rappresentazione della città e del territorio in Italia, tra XVIII e XIX secolo. Più in particolare, l’articolo considera lo sviluppo delle nuove icnografie urbane come esito di un processo culturale basato sulla fiducia nelle nuove conoscenze scientifiche e identifica nelle specifiche esigenze di carattere fiscale e militare le leve della creazione dei primi grandi progetti cartografici alla media scala, realizzati dopo le pionieristiche imprese cartografiche francesi del Settecento. In tal senso, il rinnovato clima culturale del secolo dei Lumi e la diffusione di nuove conoscenze scientifiche, collegate alle prospettive di pianificazione urbana, all’intramontata esigenza celebrativa e alla nascita di un nuovo collezionismo, avrebbero favorito la realizzazione del nuovo genere di piante urbane; mentre le esigenze di attuazione di una perequazione fiscale su basi scientifiche e i bisogni della polemologia sarebbero stati all’origine delle costose campagne di rilevamento per la realizzazione delle prime carte topografiche nazionali. Insieme, tutti questi nuovi prodotti cartografici, a scale e contenuti informativi differenti, grazie a un’affidabilità senza precedenti, avrebbero elevato la mappa a modello geometrico dello spazio geografico. The text offers a reflection on the affirmation of the geometric paradigm in the context of the representation of the city and the territory in Italy during the eighteenth and nineteenth centuries. More specifically, the article considers the development of new urban icnographies as the result of a cultural process based on trust in new scientific knowledge and identifies the specific military and fiscal needs as levers of the creation of the first large cartographic projects at medium scale, made after the pioneering French cartographic enterprises starting during the eighteenth century. In this sense, the cultural renewal and the spread of new scientific knowledge, connected to the everlasting celebratory need and the birth of new collecting, would have favored of the creation of the new genus of urban plants; while the needs of polemology and tax equalization on a scientific basis would be at the origin of the expensive surveys for the achievement of the first regular topographic maps. Together, all these new cartographic products, with a different scale and information content, thanks to unprecedented reliability, enhanced the map to geometrical model of the world.

La rivoluzione geodetica e l’immagine dell’Italia come modello analogico: le ragioni di una svolta radicale / Andrea Cantile. - In: STORIA DELL'URBANISTICA. - ISSN 2035-8733. - STAMPA. - XL:(2020), pp. 77-93.

La rivoluzione geodetica e l’immagine dell’Italia come modello analogico: le ragioni di una svolta radicale

Andrea Cantile
2020

Abstract

Il testo propone una riflessione sull’affermazione del paradigma geometrico nell’ambito della rappresentazione della città e del territorio in Italia, tra XVIII e XIX secolo. Più in particolare, l’articolo considera lo sviluppo delle nuove icnografie urbane come esito di un processo culturale basato sulla fiducia nelle nuove conoscenze scientifiche e identifica nelle specifiche esigenze di carattere fiscale e militare le leve della creazione dei primi grandi progetti cartografici alla media scala, realizzati dopo le pionieristiche imprese cartografiche francesi del Settecento. In tal senso, il rinnovato clima culturale del secolo dei Lumi e la diffusione di nuove conoscenze scientifiche, collegate alle prospettive di pianificazione urbana, all’intramontata esigenza celebrativa e alla nascita di un nuovo collezionismo, avrebbero favorito la realizzazione del nuovo genere di piante urbane; mentre le esigenze di attuazione di una perequazione fiscale su basi scientifiche e i bisogni della polemologia sarebbero stati all’origine delle costose campagne di rilevamento per la realizzazione delle prime carte topografiche nazionali. Insieme, tutti questi nuovi prodotti cartografici, a scale e contenuti informativi differenti, grazie a un’affidabilità senza precedenti, avrebbero elevato la mappa a modello geometrico dello spazio geografico. The text offers a reflection on the affirmation of the geometric paradigm in the context of the representation of the city and the territory in Italy during the eighteenth and nineteenth centuries. More specifically, the article considers the development of new urban icnographies as the result of a cultural process based on trust in new scientific knowledge and identifies the specific military and fiscal needs as levers of the creation of the first large cartographic projects at medium scale, made after the pioneering French cartographic enterprises starting during the eighteenth century. In this sense, the cultural renewal and the spread of new scientific knowledge, connected to the everlasting celebratory need and the birth of new collecting, would have favored of the creation of the new genus of urban plants; while the needs of polemology and tax equalization on a scientific basis would be at the origin of the expensive surveys for the achievement of the first regular topographic maps. Together, all these new cartographic products, with a different scale and information content, thanks to unprecedented reliability, enhanced the map to geometrical model of the world.
2020
XL
77
93
Goal 4: Quality education
Andrea Cantile
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