Questo numero dalle rivista interroga le trasformazioni in atto nella formazione degli adulti a partire dai luoghi, dagli spazi e dalle condizioni – materiali, simboliche, relazionali e culturali – in cui l’apprendimento prende forma lungo l’intero arco della vita. In una fase storica segnata da crisi sistemiche e da una crescente complessità strutturale ed esistenziale, il tema degli ambienti di apprendimento assume una valenza strategica non solo per la ricerca educativa, ma per le politiche formative, per le pratiche professionali e per la costruzione di orizzonti di senso individuali e collettivi. L’età adulta, considerata nel passato come fase di stabilizzazione dei saperi e delle competenze, oggi si configura come una lunga fase esistenziale attraversata da molteplici transizioni, con traiettorie discontinue sul piano lavorativo e geografico, un moltiplicarsi delle (ri)definizioni identitarie, un’esposizione molto frequente a esperienze di vulnerabilità ma anche una grande ricchezza di opportunità e risorse di apprendimento formale, non formale e informale. In questo scenario, la pedagogia degli adulti è chiamata a ripensare i propri paradigmi interpretativi, superando modelli lineari e istruttivi (ancora dominanti) per orientarsi verso prospettive ecologiche, trasformative e situate, capaci di cogliere la complessità dei contesti e il loro potenziale formativo. Particolarmente generativo è il concetto di ambiente di apprendimento, qui assunto in un’accezione ampia e plurale, che eccede la dimensione fisica e istituzionale per includere le trame relazionali, pratiche sociali, dispositivi culturali, tecnologie, narrazioni e sistemi di valori che strutturano l’esperienza educativa. Gli ambienti non sono semplici contenitori dell’apprendimento, ma veri e propri agenti pedagogici, capaci di orientare comportamenti, sostenere o inibire l’agentività dei soggetti, generare inclusione o esclusione, promuovere benessere o produrre marginalità. Ciò consente di evidenziare e interrogare le condizioni che rendono possibile l’educabilità dell’adulto e la costruzione di significati condivisi nei diversi contesti di vita. I diversi contributi esplorano un dialogo fecondo tra tradizione pedagogica e innovazione teorico-metodologica. Da un lato, quindi, in continuità con i classici della pedagogia degli adulti, della formazione permanente e del lifelong learning, si valorizzano categorie come esperienza, riflessività, cura, emancipazione e responsabilità sociale. Dall’altro, lo sguardo viene portato sulle prospettive e pratiche emergenti che interrogano i confini dell’educativo: dagli ambienti onlife alle realtà immersive, dai contesti di cura ai luoghi del lavoro, dai musei ai patrimoni culturali, dai territori naturali agli spazi della marginalità, come il carcere e le situazioni di malattia. La tensione generativa tra cornici teoriche, pratiche di ricerca ed esperienze sul campo è manifestata dalle tre sezioni di questo numero. La prima, dedicata ai Contributi teorici, offre un articolato panorama di riflessioni che problematizzano il rapporto tra adultità, ambienti e apprendimento. Gli articoli interrogano il rischio del vuoto educativo contemporaneo, la dimensione esistenziale dei luoghi di apprendimento, le linee di sviluppo della ricerca educativa in riferimento a dimensioni quali cura, l’impresa, il lavoro, il carcere e la sostenibilità culturale.
Contesti di formazione e ambienti di apprendimento in età adulta: tra innovazione e tradizione / Vanna Boffo; Laura Formenti. - In: EPALE JOURNAL. - ISSN 2532-7801. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 1-152.
Contesti di formazione e ambienti di apprendimento in età adulta: tra innovazione e tradizione
Vanna Boffo
Conceptualization
;
2025
Abstract
Questo numero dalle rivista interroga le trasformazioni in atto nella formazione degli adulti a partire dai luoghi, dagli spazi e dalle condizioni – materiali, simboliche, relazionali e culturali – in cui l’apprendimento prende forma lungo l’intero arco della vita. In una fase storica segnata da crisi sistemiche e da una crescente complessità strutturale ed esistenziale, il tema degli ambienti di apprendimento assume una valenza strategica non solo per la ricerca educativa, ma per le politiche formative, per le pratiche professionali e per la costruzione di orizzonti di senso individuali e collettivi. L’età adulta, considerata nel passato come fase di stabilizzazione dei saperi e delle competenze, oggi si configura come una lunga fase esistenziale attraversata da molteplici transizioni, con traiettorie discontinue sul piano lavorativo e geografico, un moltiplicarsi delle (ri)definizioni identitarie, un’esposizione molto frequente a esperienze di vulnerabilità ma anche una grande ricchezza di opportunità e risorse di apprendimento formale, non formale e informale. In questo scenario, la pedagogia degli adulti è chiamata a ripensare i propri paradigmi interpretativi, superando modelli lineari e istruttivi (ancora dominanti) per orientarsi verso prospettive ecologiche, trasformative e situate, capaci di cogliere la complessità dei contesti e il loro potenziale formativo. Particolarmente generativo è il concetto di ambiente di apprendimento, qui assunto in un’accezione ampia e plurale, che eccede la dimensione fisica e istituzionale per includere le trame relazionali, pratiche sociali, dispositivi culturali, tecnologie, narrazioni e sistemi di valori che strutturano l’esperienza educativa. Gli ambienti non sono semplici contenitori dell’apprendimento, ma veri e propri agenti pedagogici, capaci di orientare comportamenti, sostenere o inibire l’agentività dei soggetti, generare inclusione o esclusione, promuovere benessere o produrre marginalità. Ciò consente di evidenziare e interrogare le condizioni che rendono possibile l’educabilità dell’adulto e la costruzione di significati condivisi nei diversi contesti di vita. I diversi contributi esplorano un dialogo fecondo tra tradizione pedagogica e innovazione teorico-metodologica. Da un lato, quindi, in continuità con i classici della pedagogia degli adulti, della formazione permanente e del lifelong learning, si valorizzano categorie come esperienza, riflessività, cura, emancipazione e responsabilità sociale. Dall’altro, lo sguardo viene portato sulle prospettive e pratiche emergenti che interrogano i confini dell’educativo: dagli ambienti onlife alle realtà immersive, dai contesti di cura ai luoghi del lavoro, dai musei ai patrimoni culturali, dai territori naturali agli spazi della marginalità, come il carcere e le situazioni di malattia. La tensione generativa tra cornici teoriche, pratiche di ricerca ed esperienze sul campo è manifestata dalle tre sezioni di questo numero. La prima, dedicata ai Contributi teorici, offre un articolato panorama di riflessioni che problematizzano il rapporto tra adultità, ambienti e apprendimento. Gli articoli interrogano il rischio del vuoto educativo contemporaneo, la dimensione esistenziale dei luoghi di apprendimento, le linee di sviluppo della ricerca educativa in riferimento a dimensioni quali cura, l’impresa, il lavoro, il carcere e la sostenibilità culturale.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
EPALE_JOURNAL_N_18_2025.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Pdf editoriale (Version of record)
Licenza:
Open Access
Dimensione
1.8 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.8 MB | Adobe PDF |
I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



