This paper investigates the role of temporary shops as spatial and retail design practices capable of integrating design innovation, communication strategy, and environmental responsibility. The study is grounded in a critical redefinition of sustainable design, no longer conceived as mere product optimization, but as a systemic approach encompassing processes, materials, life cycles, and user behaviors. Within this framework, temporariness is framed as a strategic design lever that renders the ethical dimensions of the project explicit, transforming commercial space into a site of sustainable experimentation. Through an analysis of the primary typologies—temporary stores, container shops, and pop-up stores—the paper identifies modularity, disassembly, reuse, and waste minimization as key operational criteria of contemporary retail design. The theoretical discussion is situated within the paradigm of liquid and postmodern society, highlighting how ephemeral retail environments should not be interpreted solely as marketing devices, but rather as cultural and communicative apparatuses capable of shaping adaptive, reflexive, and sustainability-oriented retail models. L'articolo intende indagare il ruolo dei temporary shop come espressioni di allestimento e retail design capaci di coniugare innovazione progettuale, strategia comunicativa e responsabilità ambientale. La riflessione muove da una lettura critica del design sostenibile inteso non più come semplice ottimizzazione del prodotto, ma come approccio sistemico che coinvolge processi, materiali, cicli di vita e comportamenti. In questa prospettiva, la temporaneità viene interpretata come una leva progettuale che rende esplicite le scelte etiche del progetto, trasformando lo spazio commerciale in un laboratorio di sperimentazione sostenibile. Attraverso l’analisi delle principali tipologie di temporary shop—temporary store, container shop e pop-up store—l’articolo mette a fuoco le potenzialità di modularità, smontabilità, riuso e riduzione degli sprechi come criteri centrali del retail design contemporaneo. La riflessione teorica si colloca nel quadro della società liquida e postmoderna, evidenziando come gli spazi effimeri non siano meri strumenti di marketing, ma dispositivi culturali e comunicativi in grado di definire nuovi modelli di retail adattabili, consapevoli e orientati alla sostenibilità.
Architetture temporanee per un futuro sostenibile. Il design dei temporary shop tra etica e innovazione / Elisabetta Benelli, Matteo Ascente, Diletta Pucci. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 96-107.
Architetture temporanee per un futuro sostenibile. Il design dei temporary shop tra etica e innovazione.
Elisabetta Benelli;
2025
Abstract
This paper investigates the role of temporary shops as spatial and retail design practices capable of integrating design innovation, communication strategy, and environmental responsibility. The study is grounded in a critical redefinition of sustainable design, no longer conceived as mere product optimization, but as a systemic approach encompassing processes, materials, life cycles, and user behaviors. Within this framework, temporariness is framed as a strategic design lever that renders the ethical dimensions of the project explicit, transforming commercial space into a site of sustainable experimentation. Through an analysis of the primary typologies—temporary stores, container shops, and pop-up stores—the paper identifies modularity, disassembly, reuse, and waste minimization as key operational criteria of contemporary retail design. The theoretical discussion is situated within the paradigm of liquid and postmodern society, highlighting how ephemeral retail environments should not be interpreted solely as marketing devices, but rather as cultural and communicative apparatuses capable of shaping adaptive, reflexive, and sustainability-oriented retail models. L'articolo intende indagare il ruolo dei temporary shop come espressioni di allestimento e retail design capaci di coniugare innovazione progettuale, strategia comunicativa e responsabilità ambientale. La riflessione muove da una lettura critica del design sostenibile inteso non più come semplice ottimizzazione del prodotto, ma come approccio sistemico che coinvolge processi, materiali, cicli di vita e comportamenti. In questa prospettiva, la temporaneità viene interpretata come una leva progettuale che rende esplicite le scelte etiche del progetto, trasformando lo spazio commerciale in un laboratorio di sperimentazione sostenibile. Attraverso l’analisi delle principali tipologie di temporary shop—temporary store, container shop e pop-up store—l’articolo mette a fuoco le potenzialità di modularità, smontabilità, riuso e riduzione degli sprechi come criteri centrali del retail design contemporaneo. La riflessione teorica si colloca nel quadro della società liquida e postmoderna, evidenziando come gli spazi effimeri non siano meri strumenti di marketing, ma dispositivi culturali e comunicativi in grado di definire nuovi modelli di retail adattabili, consapevoli e orientati alla sostenibilità.| File | Dimensione | Formato | |
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