Il fenomeno della migrazione artistica rappresenta una componente fondante della storia culturale globale, configurandosi come un processo di trasferimento e rielaborazione di soggetti, opere e linguaggi attraverso differenti contesti geografici, temporali e politici. Sebbene il concetto di ‘migrazione’ venga comunemente associato al movimento fisico di individui, è necessario estenderne la portata semantica per includere forme di mobilità meno tangibili ma altrettanto rilevanti sul piano epistemologico: tra queste, la migrazione degli archivi occupa una posizione di crescente interesse nell’ambito delle scienze umane e sociali. Analizzare la migrazione artistica in prospettiva archivistica implica l’esplorazione di una complessa ‘diaspora della memoria’, un campo di forze in cui si intersecano dinamiche di natura estetica, identitaria, geopolitica e tecnologica. In tale scenario, l’archivio non può più essere concepito come una mera struttura statica di conservazione, bensì come un dispositivo dinamico, capace di riflettere – e in alcuni casi anticipare – i movimenti dei soggetti produttori e delle istituzioni che li accolgono, interpretano o rifiutano
Descrivere la migrazione artistica. Artemia (Archivio Teatrale Migrazioni Italia-America): un esempio di applicazione GIS alla storia dello spettacolo / Annantonia Martorano; Giulia Bravi. - STAMPA. - (2025), pp. 164-175. ( Survey and digitization of spectacle sources. Identity patterns and sociocultural exchanges in the migration of Italian artists to the United States!(1850-1930),).
Descrivere la migrazione artistica. Artemia (Archivio Teatrale Migrazioni Italia-America): un esempio di applicazione GIS alla storia dello spettacolo
Annantonia Martorano;
2025
Abstract
Il fenomeno della migrazione artistica rappresenta una componente fondante della storia culturale globale, configurandosi come un processo di trasferimento e rielaborazione di soggetti, opere e linguaggi attraverso differenti contesti geografici, temporali e politici. Sebbene il concetto di ‘migrazione’ venga comunemente associato al movimento fisico di individui, è necessario estenderne la portata semantica per includere forme di mobilità meno tangibili ma altrettanto rilevanti sul piano epistemologico: tra queste, la migrazione degli archivi occupa una posizione di crescente interesse nell’ambito delle scienze umane e sociali. Analizzare la migrazione artistica in prospettiva archivistica implica l’esplorazione di una complessa ‘diaspora della memoria’, un campo di forze in cui si intersecano dinamiche di natura estetica, identitaria, geopolitica e tecnologica. In tale scenario, l’archivio non può più essere concepito come una mera struttura statica di conservazione, bensì come un dispositivo dinamico, capace di riflettere – e in alcuni casi anticipare – i movimenti dei soggetti produttori e delle istituzioni che li accolgono, interpretano o rifiutanoI documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



