L’articolo propone uno studio comparativo di "Heart of Darkness" (1899) e "La Joie de vivre" (1884), diretto a esaminare la rappresentazione letteraria della temporalità circolare nelle opere di Zola e Conrad. Oggetto d’indagine è il modo in cui il concetto di temporalità, nella fattispecie di temporalità circolare, viene tradotto letterariamente, per individuare la presenza, a livello micro-strutturale, di elementi che alludano al cerchio come simbolo di un tempo fuori dalla storia. L’articolo analizza l’argomento stabilendo un parallelo con il cronotopo bachtiniano dell’idillio. Mentre nel romanzo di Zola la differenza tra tempo storico e tempo mitico (o della natura) include la visione di una temporalità circolare, ripiegata su se stessa, e risultante da un isolamento spaziale, in "Heart of Darkness" la rappresentazione della circolarità – che contrasta con la linearità del progresso – si rivela strettamente legata al concetto di immobilità e atemporalità della natura. Viene prestata, inoltre, particolare attenzione all’impianto teorico delle opere prese in esame, e soprattutto, visto l’interesse di Zola e Conrad per la filosofia di Schopenhauer, alla concezione schopenhaueriana del tempo come pura forma della rappresentazione, in opposizione all’atemporalità della volontà. This article presents a comparative study of "Heart of Darkness" (1899) and "La Joie de vivre" (1884) aiming to examine the literary representation of circular time in Zola’s and Conrad’s works. It draws on the fictionalisation of the concept of temporality, especially of circular temporality, in order to detect, on a micro-structural level, the presence of elements hinting at the circle as a symbol of a time outside the linear flow of history. The article delves into the question by paralleling with Bakhtin’s chronotope of the idyll. Whereas in Zola’s fiction the difference between historical time and mythical (or natural) time entails the vision of a circular temporality folded in on itself, proceeding from withdrawal, in "Heart of Darkness" the representation of circularity – in contrast to the linearity of progress – turns out to be closely linked to the concept of stillness and timelessness of nature. Specific attention is paid to the philosophical background of these fictions, in particular – given Zola’s and Conrad’s relationship with Schopenhauer – to Schopenhauerian idea of time as a form of representation differing from the timelessness of the Will.
Un cercle immobile. Représentations de la temporalité circulaire dans "Heart of Darkness" et "La Joie de vivre" / Floriana Ripa. - In: TRANS. - ISSN 1778-3887. - ELETTRONICO. - 33:(2026), pp. 0-0.
Un cercle immobile. Représentations de la temporalité circulaire dans "Heart of Darkness" et "La Joie de vivre"
Floriana Ripa
2026
Abstract
L’articolo propone uno studio comparativo di "Heart of Darkness" (1899) e "La Joie de vivre" (1884), diretto a esaminare la rappresentazione letteraria della temporalità circolare nelle opere di Zola e Conrad. Oggetto d’indagine è il modo in cui il concetto di temporalità, nella fattispecie di temporalità circolare, viene tradotto letterariamente, per individuare la presenza, a livello micro-strutturale, di elementi che alludano al cerchio come simbolo di un tempo fuori dalla storia. L’articolo analizza l’argomento stabilendo un parallelo con il cronotopo bachtiniano dell’idillio. Mentre nel romanzo di Zola la differenza tra tempo storico e tempo mitico (o della natura) include la visione di una temporalità circolare, ripiegata su se stessa, e risultante da un isolamento spaziale, in "Heart of Darkness" la rappresentazione della circolarità – che contrasta con la linearità del progresso – si rivela strettamente legata al concetto di immobilità e atemporalità della natura. Viene prestata, inoltre, particolare attenzione all’impianto teorico delle opere prese in esame, e soprattutto, visto l’interesse di Zola e Conrad per la filosofia di Schopenhauer, alla concezione schopenhaueriana del tempo come pura forma della rappresentazione, in opposizione all’atemporalità della volontà. This article presents a comparative study of "Heart of Darkness" (1899) and "La Joie de vivre" (1884) aiming to examine the literary representation of circular time in Zola’s and Conrad’s works. It draws on the fictionalisation of the concept of temporality, especially of circular temporality, in order to detect, on a micro-structural level, the presence of elements hinting at the circle as a symbol of a time outside the linear flow of history. The article delves into the question by paralleling with Bakhtin’s chronotope of the idyll. Whereas in Zola’s fiction the difference between historical time and mythical (or natural) time entails the vision of a circular temporality folded in on itself, proceeding from withdrawal, in "Heart of Darkness" the representation of circularity – in contrast to the linearity of progress – turns out to be closely linked to the concept of stillness and timelessness of nature. Specific attention is paid to the philosophical background of these fictions, in particular – given Zola’s and Conrad’s relationship with Schopenhauer – to Schopenhauerian idea of time as a form of representation differing from the timelessness of the Will.| File | Dimensione | Formato | |
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