L’Anfiteatro di Boboli, uno dei luoghi chiave del giardino di Palazzo Pitti, ha subito nel corso dei secoli notevoli trasformazioni. Progettato inizialmente da Niccolò Pericoli, detto il Tribolo (1497-1550), architetto e scultore cinquecentesco, doveva essere un teatro verde, formato da alberi, chiamato appunto Anfiteatro di Verzura, seguendo i gusti del committente, Cosimo I, appassionato di botanica. Fu concepito per poter essere apprezzato in tutta la sua grandezza dalla loggia del primo piano di Palazzo Pitti, probabilmente proprio dalle stanze di rappresentanza del granduca. Trasformato successivamente in anfiteatro monumentale, sotto Ferdinando II, da Giulio Parigi, assunse un aspetto diverso con 6 piani di gradonate ed edicole sul fondale in maniera tale da essere apprezzato da un punto di vista differente e cioè dal secondo piano del palazzo, da dove si aveva anche la possibilità di poter godere degli spettacoli realizzati nella cavea, oltre che arrivare a vedere la statua della Dovizia posta sulla sommità della collina. La configurazione attuale si definisce invece intorno alla metà del 1700, con il rialzo della quota del piano di calpestio, andando così ad interrare il primo ordine di gradonate. Si evince da ciò come gli strumenti della proiezione centrale, ed in particolare il punto di vista, fossero fondamentali per i progettisti rinascimentali che potevano così indurre la percezione visiva dei fruitori di giardini e palazzi creando determinate visuali particolarmente suggestive.
L’Anfiteatro di Boboli: concezione e trasformazioni di uno spazio monumentale / Matilde Caravello. - STAMPA. - (2025), pp. 449-464. ( ÈKPHRASIS Descrizioni nello spazio della rappresentazione Descriptions in the space of representation, 46° CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI DOCENTI DELLE DISCIPLINE DELLA RAPPRESENTAZIONE CONGRESSO DELLA UNIONE ITALIANA PER IL DISEGNOATTI 2025 46th INTERNATIONAL CONFERENCE OF REPRESENTATION DISCIPLINES TEACHERSCONGRESS OF UNIONE ITALIANA PER IL DISEGNOPROCEEDINGS 2025 Roma 11-12-13 settembre 2025) [10.3280/oa-1430-c780].
L’Anfiteatro di Boboli: concezione e trasformazioni di uno spazio monumentale
Matilde Caravello
2025
Abstract
L’Anfiteatro di Boboli, uno dei luoghi chiave del giardino di Palazzo Pitti, ha subito nel corso dei secoli notevoli trasformazioni. Progettato inizialmente da Niccolò Pericoli, detto il Tribolo (1497-1550), architetto e scultore cinquecentesco, doveva essere un teatro verde, formato da alberi, chiamato appunto Anfiteatro di Verzura, seguendo i gusti del committente, Cosimo I, appassionato di botanica. Fu concepito per poter essere apprezzato in tutta la sua grandezza dalla loggia del primo piano di Palazzo Pitti, probabilmente proprio dalle stanze di rappresentanza del granduca. Trasformato successivamente in anfiteatro monumentale, sotto Ferdinando II, da Giulio Parigi, assunse un aspetto diverso con 6 piani di gradonate ed edicole sul fondale in maniera tale da essere apprezzato da un punto di vista differente e cioè dal secondo piano del palazzo, da dove si aveva anche la possibilità di poter godere degli spettacoli realizzati nella cavea, oltre che arrivare a vedere la statua della Dovizia posta sulla sommità della collina. La configurazione attuale si definisce invece intorno alla metà del 1700, con il rialzo della quota del piano di calpestio, andando così ad interrare il primo ordine di gradonate. Si evince da ciò come gli strumenti della proiezione centrale, ed in particolare il punto di vista, fossero fondamentali per i progettisti rinascimentali che potevano così indurre la percezione visiva dei fruitori di giardini e palazzi creando determinate visuali particolarmente suggestive.| File | Dimensione | Formato | |
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