I papiri in scritture egiziane appartenenti ai PSI (Papiri della Società Italiana) provengono, com’è noto, in massima parte dalle campagne condotte dall’Istituto Vitelli e dalla Missione Archeologica Italiana di C. Anti a Tebtynis (Fayyum) negli anni 1928-1934. La grande maggioranza costituisce il cosiddetto “deposito” della biblioteca del tempio di Soknebtynis: il 10 marzo 1931 si rinvennero due cantine colme di materiale papiraceo in egiziano e greco di epoca romana, datato tra il I e l’inizio del III sec. d.C. Sebbene non vi sia, a tutt’oggi, pieno consenso sulla natura di tale deposito, certamente questi papiri rappresentano i resti dell’unica biblioteca istituzionale di grandi dimensioni che ci sia pervenuta dall’Egitto, in grado di fornire un dettagliato spaccato sul patrimonio testuale di un tempio in età romana. Dopo l’immenso lavoro di restauro e di ricomposizione dei frammenti che G. Botti intraprese nel 1933 e portò avanti per tutta la vita, lo studio dei manoscritti è proseguito, negli anni, da parte di numerosi studiosi, in una collaborazione globale tra le molte istituzioni che possiedono papiri da Tebtynis. Le due sezioni create intorno al 1990 da J. Osing e I. Andorlini, PSI inv. I (per i papiri geroglifici e ieratici) e PSI inv. D (per i papiri demotici), contano più di 300 pezzi inventariati, e centinaia di “vetri” con frammenti in studio. Le relazioni ad oggi più complete e dettagliate sulla collezione sono quelle di K. Ryholt (2005) e di G. Rosati (2009). Il contributo offrirà alcuni aggiornamenti su nuovi testi identificati nel corso degli anni, e sui frammenti che vanno ampliando i papiri già editi. Inoltre, anche il recto greco dei molti papiri egiziani scritti sul verso di rotoli riutilizzati ha ricevuto, recentemente, trattazioni più sistematiche: oltre alla pubblicazione di documenti inediti, lo studio è volto all’indagine delle pratiche di riuso del papiro all’interno del tempio, e alla ricostruzione simultanea dei due lati, egiziano e greco, dei rotoli. Infine, si presenteranno le novità dai filoni di ricerca dedicati, da un lato, al lavoro degli anni ’30-‘60 di G. Botti e A. Volten sul materiale del "deposito", e, dall'altro, al contesto archeologico dei papiri, con documenti inediti dagli scavi di C. Anti che hanno permesso di arricchire la visione d’insieme dell’eccezionale ritrovamento. -- The Hieratic and Demotic papyri in the PSI (Papiri della Società Italiana) collection of the Istituto Papirologico “G. Vitelli” (University of Florence) largely derive from the excavations conducted in Tebtynis (Fayyum) by the Istituto and the Missione Archeologica Italiana of C. Anti in years 1928-1934. The large majority of the material originates from the so-called "deposit" of the library of the temple of Soknebtynis: on March 10, 1931, two cellars filled with papyri in Egyptian and Greek, dating to the I-II century CE, were discovered in the temenos. While consensus is lacking on the precise nature of the deposit, these papyri certainly represent the sole remnants of a large institutional library in Egypt, offering intricate insights into the textual heritage of a temple in the Roman era. Following G. Botti’s lifelong reconstruction efforts initiated in 1933, the study of the manuscripts has continued over the years in a collaborative endeavour by various scholars from the multiple institutions housing Tebtynis papyri. The two sections of the Florentine collection, PSI inv. I (for Hieroglyphic and Hieratic papyri) and PSI inv. D (for Demotic papyri), presently include more than 300 inventoried pieces and more than 500 "frames” with unplaced fragments under study. The present contribution will provide updates on notable texts identified over the last years, and on fragments that have expanded previously edited papyri. Additionally, it will mention the comprehensive examination currently underway on the Greek recto of the numerous Egyptian texts inscribed on the verso of discarded scrolls. Alongside the publication of new documents, aimed to the simultaneous reconstruction of both sides of the manuscripts, the Istituto's focus is also on exploring the practices of papyrus reuse within the temple. Lastly, the paper will discuss recent developments in research avenues dedicated, on one hand, to G. Botti's and A. Volten's original work on the material from the “deposit”, and, on the other, to the archaeological context of the papyri, incorporating unpublished archival documents from C. Anti's 1931 excavation that enrich the overall comprehension of this extraordinary discovery. ----- Il volume 26 della collana Eothen, dedicato alla memoria di Marco De Pietri, raccoglie gli atti del IV Convegno nazionale “Egitto e Vicino Oriente Antichi”, svoltosi a Torino nel giugno 2024. L’opera offre un quadro aggiornato delle più recenti ricerche su archeologia, storia, filologia, iconografia e cultura materiale dell’antico Egitto e dell’Asia occidentale, riunendo i contributi di studiosi affermati e giovani ricercatori. Le sei sezioni tematiche in cui è strutturato il volume illustrano dinamiche insediative, pratiche artigianali, modelli economici, sistemi di scrittura, trasformazioni storiche tra Ellenismo e Tarda Antichità, nonché risultati di missioni archeologiche in corso. Il volume testimonia la vitalità della ricerca italiana in un’ottica multidisciplinare, offrendo nuove prospettive per la comprensione delle culture del passato.
Le collezioni egiziane dei PSI (Papiri della Società Italiana) da Tebtynis dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli”: alcune linee di ricerca attuali / Ilaria Cariddi. - STAMPA. - 26:(2025), pp. 217-222. ( Egitto e Vicino Oriente Antichi. Studi sull’Egitto e il Vicino Oriente Antico in Italia IV convegno nazionale Università degli Studi di Torino 18-19 Giugno 2024).
Le collezioni egiziane dei PSI (Papiri della Società Italiana) da Tebtynis dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli”: alcune linee di ricerca attuali
Ilaria Cariddi
2025
Abstract
I papiri in scritture egiziane appartenenti ai PSI (Papiri della Società Italiana) provengono, com’è noto, in massima parte dalle campagne condotte dall’Istituto Vitelli e dalla Missione Archeologica Italiana di C. Anti a Tebtynis (Fayyum) negli anni 1928-1934. La grande maggioranza costituisce il cosiddetto “deposito” della biblioteca del tempio di Soknebtynis: il 10 marzo 1931 si rinvennero due cantine colme di materiale papiraceo in egiziano e greco di epoca romana, datato tra il I e l’inizio del III sec. d.C. Sebbene non vi sia, a tutt’oggi, pieno consenso sulla natura di tale deposito, certamente questi papiri rappresentano i resti dell’unica biblioteca istituzionale di grandi dimensioni che ci sia pervenuta dall’Egitto, in grado di fornire un dettagliato spaccato sul patrimonio testuale di un tempio in età romana. Dopo l’immenso lavoro di restauro e di ricomposizione dei frammenti che G. Botti intraprese nel 1933 e portò avanti per tutta la vita, lo studio dei manoscritti è proseguito, negli anni, da parte di numerosi studiosi, in una collaborazione globale tra le molte istituzioni che possiedono papiri da Tebtynis. Le due sezioni create intorno al 1990 da J. Osing e I. Andorlini, PSI inv. I (per i papiri geroglifici e ieratici) e PSI inv. D (per i papiri demotici), contano più di 300 pezzi inventariati, e centinaia di “vetri” con frammenti in studio. Le relazioni ad oggi più complete e dettagliate sulla collezione sono quelle di K. Ryholt (2005) e di G. Rosati (2009). Il contributo offrirà alcuni aggiornamenti su nuovi testi identificati nel corso degli anni, e sui frammenti che vanno ampliando i papiri già editi. Inoltre, anche il recto greco dei molti papiri egiziani scritti sul verso di rotoli riutilizzati ha ricevuto, recentemente, trattazioni più sistematiche: oltre alla pubblicazione di documenti inediti, lo studio è volto all’indagine delle pratiche di riuso del papiro all’interno del tempio, e alla ricostruzione simultanea dei due lati, egiziano e greco, dei rotoli. Infine, si presenteranno le novità dai filoni di ricerca dedicati, da un lato, al lavoro degli anni ’30-‘60 di G. Botti e A. Volten sul materiale del "deposito", e, dall'altro, al contesto archeologico dei papiri, con documenti inediti dagli scavi di C. Anti che hanno permesso di arricchire la visione d’insieme dell’eccezionale ritrovamento. -- The Hieratic and Demotic papyri in the PSI (Papiri della Società Italiana) collection of the Istituto Papirologico “G. Vitelli” (University of Florence) largely derive from the excavations conducted in Tebtynis (Fayyum) by the Istituto and the Missione Archeologica Italiana of C. Anti in years 1928-1934. The large majority of the material originates from the so-called "deposit" of the library of the temple of Soknebtynis: on March 10, 1931, two cellars filled with papyri in Egyptian and Greek, dating to the I-II century CE, were discovered in the temenos. While consensus is lacking on the precise nature of the deposit, these papyri certainly represent the sole remnants of a large institutional library in Egypt, offering intricate insights into the textual heritage of a temple in the Roman era. Following G. Botti’s lifelong reconstruction efforts initiated in 1933, the study of the manuscripts has continued over the years in a collaborative endeavour by various scholars from the multiple institutions housing Tebtynis papyri. The two sections of the Florentine collection, PSI inv. I (for Hieroglyphic and Hieratic papyri) and PSI inv. D (for Demotic papyri), presently include more than 300 inventoried pieces and more than 500 "frames” with unplaced fragments under study. The present contribution will provide updates on notable texts identified over the last years, and on fragments that have expanded previously edited papyri. Additionally, it will mention the comprehensive examination currently underway on the Greek recto of the numerous Egyptian texts inscribed on the verso of discarded scrolls. Alongside the publication of new documents, aimed to the simultaneous reconstruction of both sides of the manuscripts, the Istituto's focus is also on exploring the practices of papyrus reuse within the temple. Lastly, the paper will discuss recent developments in research avenues dedicated, on one hand, to G. Botti's and A. Volten's original work on the material from the “deposit”, and, on the other, to the archaeological context of the papyri, incorporating unpublished archival documents from C. Anti's 1931 excavation that enrich the overall comprehension of this extraordinary discovery. ----- Il volume 26 della collana Eothen, dedicato alla memoria di Marco De Pietri, raccoglie gli atti del IV Convegno nazionale “Egitto e Vicino Oriente Antichi”, svoltosi a Torino nel giugno 2024. L’opera offre un quadro aggiornato delle più recenti ricerche su archeologia, storia, filologia, iconografia e cultura materiale dell’antico Egitto e dell’Asia occidentale, riunendo i contributi di studiosi affermati e giovani ricercatori. Le sei sezioni tematiche in cui è strutturato il volume illustrano dinamiche insediative, pratiche artigianali, modelli economici, sistemi di scrittura, trasformazioni storiche tra Ellenismo e Tarda Antichità, nonché risultati di missioni archeologiche in corso. Il volume testimonia la vitalità della ricerca italiana in un’ottica multidisciplinare, offrendo nuove prospettive per la comprensione delle culture del passato.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



