Il saggio ripercorre le vicende dello Stadio Velodromo Libertas, costruito a Firenze nel 1920 e demolito nel 1955. La chiave di analisi è quella dei luoghi della memoria sportiva, che evocano la presenza, in un passato prossimo o remoto, di figure e/o di strutture che esprimono identità nazionali, locali, pubbliche o private, individuali o collettive. Anche la storia dello sport può fornire un utile contributo: nell’ambito di una direttrice di ricerca ancora poco sviluppata, quanto meno in Italia, i luoghi dello sport, se ancora presenti nel tessuto urbano sono infatti indicatori non secondari della storia politica, sociale e urbanistica di una città. La riflessione sulla memoria di luoghi che, per varie ragioni, non esistono più, perché distrutti, oppure abbandonati e/o trasformati nella destinazione d’uso (al punto da essere irriconoscibili), quando passa dal piano della riflessione metodologica a quello pratico dei casi di studio, deve necessariamente dipanarsi in una prospettiva locale: è pertanto a questo livello che vanno individuate le fonti: poiché quasi sempre gli attori in gioco – e i veicoli della memoria – sono anche le istituzioni locali, una fonte imprescindibile per la ricerca sono gli archivi storici municipali . Il caso di Firenze è interessante perché la città ha conosciuto tra Otto e Novecento profonde trasformazioni urbanistiche, che hanno rimodellato – nella cornice o meno di Piani regolatori, proposti e poi decaduti, modificati, o realizzati - anche le aree dedicate all’attività sportiva: finendo per delineare vere e proprie zone «sportive» , situate per lo più in “periferia” o comunque distanti dal centro cittadino, sottoposto a sua volta a profonde trasformazioni nel corso dei decenni. Lo Stadio-Velodromo Libertas, noto come il campo di via Bellini, inaugurato nel 1922 in una zona allora periferica di Firenze, destinata a diventare nei decenni successivi un rilevante polo di sviluppo urbanistico, industriale e residenziale ha una vita relativamente breve, e “attraversa”, senza esaurirsi in questo, il ventennio fascista, su cui si è concentrata in larga prevalenza la prima stagione di studi sugli impianti sportivi
I luoghi dello sport tra oblio e memoria. Lo Stadio-Velodromo Libertas di Firenze / Francesca Tacchi. - In: PASSATO E PRESENTE. - ISSN 1120-0650. - STAMPA. - 128:(2026), pp. 75-92.
I luoghi dello sport tra oblio e memoria. Lo Stadio-Velodromo Libertas di Firenze
Francesca Tacchi
2026
Abstract
Il saggio ripercorre le vicende dello Stadio Velodromo Libertas, costruito a Firenze nel 1920 e demolito nel 1955. La chiave di analisi è quella dei luoghi della memoria sportiva, che evocano la presenza, in un passato prossimo o remoto, di figure e/o di strutture che esprimono identità nazionali, locali, pubbliche o private, individuali o collettive. Anche la storia dello sport può fornire un utile contributo: nell’ambito di una direttrice di ricerca ancora poco sviluppata, quanto meno in Italia, i luoghi dello sport, se ancora presenti nel tessuto urbano sono infatti indicatori non secondari della storia politica, sociale e urbanistica di una città. La riflessione sulla memoria di luoghi che, per varie ragioni, non esistono più, perché distrutti, oppure abbandonati e/o trasformati nella destinazione d’uso (al punto da essere irriconoscibili), quando passa dal piano della riflessione metodologica a quello pratico dei casi di studio, deve necessariamente dipanarsi in una prospettiva locale: è pertanto a questo livello che vanno individuate le fonti: poiché quasi sempre gli attori in gioco – e i veicoli della memoria – sono anche le istituzioni locali, una fonte imprescindibile per la ricerca sono gli archivi storici municipali . Il caso di Firenze è interessante perché la città ha conosciuto tra Otto e Novecento profonde trasformazioni urbanistiche, che hanno rimodellato – nella cornice o meno di Piani regolatori, proposti e poi decaduti, modificati, o realizzati - anche le aree dedicate all’attività sportiva: finendo per delineare vere e proprie zone «sportive» , situate per lo più in “periferia” o comunque distanti dal centro cittadino, sottoposto a sua volta a profonde trasformazioni nel corso dei decenni. Lo Stadio-Velodromo Libertas, noto come il campo di via Bellini, inaugurato nel 1922 in una zona allora periferica di Firenze, destinata a diventare nei decenni successivi un rilevante polo di sviluppo urbanistico, industriale e residenziale ha una vita relativamente breve, e “attraversa”, senza esaurirsi in questo, il ventennio fascista, su cui si è concentrata in larga prevalenza la prima stagione di studi sugli impianti sportiviI documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



