Se il termine ecologia ‒ nella sua versione tedesca di ökologie ‒ è stato coniato solo nel 1866 dall’eminente biologo e filosofo Ernst Heinrich Haeckel, lo studio scientifico dei mutamenti occorsi all’ambiente montano, dalla riduzione dei ghiacciai all’innalzamento delle temperature, viene registrato dalle autobiografie alpinistiche fin dalla fine del diciottesimo secolo. L’alpinismo, inteso come pratica sportiva o come attività contemplativa, è strettamente connesso all’ambiente in cui si effettua e che, per sua intrinseca natura, va a modificare lo stesso, soprattutto dall’avvento degli spit e dei percorsi chiodati nel Novecento. Tutto ciò viene avvertito e descritto dai protagonisti ‒ uno su tutti è Julius Kugy ‒ che, come si può vedere da un’analisi diacronica, prediligono il genere dell’autobiografia per raccontare le loro imprese, le loro disavventure, le loro sfide e il loro rapporto con la montagna. Il presente contributo intende proporre una serie di rappresentazioni letterarie di paesaggi montani in trasformazione, prendendo in analisi un corpus sostanzioso di autobiografie alpinistiche sia italiane che straniere, con l’intento di mettere a fuoco come sia cambiata la mentalità ‒ non sempre in meglio ‒ degli alpinisti nei confronti dell’ambiente alpino e come tutto ciò sia stato rappresentato nella letteratura.
Autobiografie alpinistiche tra contraddizioni e sensibilità ecologica / Clementina Greco. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 0-0. ( Testimoni del cambiamento: scrittori in viaggio e coscienza ecologica nel Novecento Bari 29-30 maggio 2025).
Autobiografie alpinistiche tra contraddizioni e sensibilità ecologica
Clementina Greco
2025
Abstract
Se il termine ecologia ‒ nella sua versione tedesca di ökologie ‒ è stato coniato solo nel 1866 dall’eminente biologo e filosofo Ernst Heinrich Haeckel, lo studio scientifico dei mutamenti occorsi all’ambiente montano, dalla riduzione dei ghiacciai all’innalzamento delle temperature, viene registrato dalle autobiografie alpinistiche fin dalla fine del diciottesimo secolo. L’alpinismo, inteso come pratica sportiva o come attività contemplativa, è strettamente connesso all’ambiente in cui si effettua e che, per sua intrinseca natura, va a modificare lo stesso, soprattutto dall’avvento degli spit e dei percorsi chiodati nel Novecento. Tutto ciò viene avvertito e descritto dai protagonisti ‒ uno su tutti è Julius Kugy ‒ che, come si può vedere da un’analisi diacronica, prediligono il genere dell’autobiografia per raccontare le loro imprese, le loro disavventure, le loro sfide e il loro rapporto con la montagna. Il presente contributo intende proporre una serie di rappresentazioni letterarie di paesaggi montani in trasformazione, prendendo in analisi un corpus sostanzioso di autobiografie alpinistiche sia italiane che straniere, con l’intento di mettere a fuoco come sia cambiata la mentalità ‒ non sempre in meglio ‒ degli alpinisti nei confronti dell’ambiente alpino e come tutto ciò sia stato rappresentato nella letteratura.| File | Dimensione | Formato | |
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